Sosteniamo la proposta di legge sulla Medicina di genere

2352
La proposta di legge 2603 del 12 febbraio 2016, a prima firma del deputato Paola Boldrini, è la prima proposta legislativa in Europa, in cui si prevede in maniera dettagliata che in Italia,  il Ministero della Salute d’intesa con le Regioni, inserisca la Medicina di genere nel patto della salute, promuovendo non solo progetti di ricerca e sperimentazione, ma l’adozione di linee guida attente al genere, di piani sanitari e di prevenzione regionali vincolanti, di raccomandazioni sulle sperimentazioni dei farmaci e sui dispositivi medici, di progetti di formazione e di divulgazione nonché di sicurezza in materia di lavoro, a garanzia del diritto alla salute e della qualità ed appropriatezze delle cure, a tutti i cittadini, tenendo conto delle differenze  sesso-genere correlate.

 

FIRMA LA PETIZIONE

https://www.change.org/p/ministro-della-salute-vuoi-sostenere-anche-tu-la-medicina-di-genere-firma-per-il-sostegno-alla-legge-3603?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=84230082

 

La proposta di legge 2603 del 12 febbraio 2016, a prima firma del deputato Paola Boldrini, è la prima proposta legislativa in Europa, in cui si prevede in maniera dettagliata che in Italia,  il Ministero della Salute d’intesa con le Regioni, inserisca la Medicina di genere nel patto della salute, promuovendo non solo progetti di ricerca e sperimentazione, ma l’adozione di linee guida attente al genere, nonché di obiettivi divulgativi, formativi e clinici per le Aziende sanitarie locali e ospedaliere. Il Ministro della salute avvalendosi dell’Agenas,  dovrà promuovere quindi l’attuazione di piani sanitari e di prevenzione regionali che tengano conto del genere, delineando tappe vincolanti. Aspetti molto importanti della proposta di legge sono l’emanazione da parte del Ministero della salute, previo parere dell’Aifa ,di apposite raccomandazioni sulle sperimentazioni dei farmaci e sui dispositivi medici, da condurre su popolazioni selezionate in base al genere. Gli art. 5 e 6 della proposta di legge affrontano, con il Ministero dell’Istruzione, la formazione (con un Piano formativo nazionale finalizzato alla conoscenza, ed applicazione della cultura di genere nella ricerca, prevenzione, diagnosi e cura) e, con il Ministro del Lavoro, la  rivalutazione e revisione delle norme in materia di sicurezza del Lavoro.  All’art 2 della proposta di legge, il ministero della Salute,  con le associazioni  attive nel settore della medicina di genere, previo parere dell’Istituto Superiore di Sanità ed in collaborazione con l’Agenas, promuove azione informative e di divulgazioni scientifica a livello locale, regionale e nazionale. L‘equità nel diritto alla salute, la garanzia della qualità e dell’appropriatezza delle cure erogate dal SSN, basate sulle differenze sesso-genere (art.1),   saranno monitorate dall’Osservatorio nazionale dinamico per la medicina di genere.

La nostra società scientifica FADOI è inserita nella rete della medicina di genere Italiana (Quaderni della salute n°26 del 26 aprile2016 – Il genere come determinante di Salute – Pg.87) e da anni promuove la cultura di genere non solo con corsi di formazione, ma anche con la revisione post hoc  dei  lavori di ricerca clinica condotti su campioni di popolazione che rispecchiano il real-life della medicina interna ospedaliera italiana. Solo la profonda conoscenza delle differenze legate al sesso-genere (maschio/femmina, giovane /anziano…) nell’esordio, nel decorso e nella evoluzione delle malattie, della diversa farmacocinetica e farmacodinamica, nonché dei fattori che possono condizionare l’accesso alle cure (sociali, culturali, economici…), permetterà  di offrire ai nostri pazienti la migliore cura possibile. Dobbiamo eliminare quel gap che vede, ad esempio, sottodiagnosticati e sottotrattati per le malattie cardio-cerebrovascolari: le donne e, per l’osteoporosi, la depressione e l’anoressia: gli uomini.

Il sostegno ad una legge che promuove la applicazione delle conoscenze della medicina di genere alle cure offerte dal nostro sistema sanitario è un obbligo,  a cui noi cittadini ed operatori sanitari non ci possiamo sottrarre.

 

Cecilia Politi

Direttore UOC Medicina Interna – PO ISERNIA

Responsabile AREA Medicina di Genere FADOI

 

Link alla proposta di legge.

FIRMA LA PETIZIONE

https://www.change.org/p/ministro-della-salute-vuoi-sostenere-anche-tu-la-medicina-di-genere-firma-per-il-sostegno-alla-legge-3603?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=84230082

 

 

Articolo precedenteAggiorn@FADOI n.57 del 15 Aprile 2017
Articolo successivoPROLAPS II