Campania e Toscana diventano zone rosse. L’indice RI scende a 1,43

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Nove regioni in fascia arancione. Il governo si aggrappa al tasso di contagi.

Speranza: “È la luce in fondo al tunnel”. Ma preoccupano ancora i ricoveri.

 

Aggrappati all’Rt. Mentre l’Italia si tinge sempre più di arando e di rosso, con Campania e Toscana che entrano in lockdown temperato e l’Emilia che abbassa le serrande a bar e ristoranti anche al mattino. Palazzo Chigi intravede nel calo dell’indice di contagiosità uno spiraglio per evitare il lockdown. «L’epidemia in Italia seppur intensificandosi per gravita sui servizi assistenziali, mostra una lieve riduzione della trasmissibilità rispetto alla settimana precedente che recita il monitoraggio della settimana dal 2 all’8 novembre- sebbene ancora molto elevata, potrebbe costituire un segnale precoce di impatto delle misure di mitigazione introdotte a livello azionale e regionale dal 25 ottobre».

Le parole che Conte aspettava di leggere e che si sostanziano nella discesa dall’I,81 all’l,43 dell’Rt.Enelle quali anche Speranza vede «la luce in fondo al tunnel». «Presto la scienza ci offrirà vaccini efficaci e sicuri, cure nuove, e nel giro di qualche mese saremo nelle condizioni di provare a programmare un’uscita da questa stagione cosi difficile, però – ha avvertito – sono mesi di resistenza». Del resto il “suo” direttore della prevenzione Gianni Rezza rimarca che l’aumento dei ricoveri «giusti fica chiaramente ulteriori misure restrittive che devono essere prese soprattutto nelle regioni che sono a rischio più elevato». Mentre il consulente di Speranza, Walter Ricciardi, da giorni va ripetendo che oramai troppi contagiati sfuggono ai test e pertanto l’unico trend che conta per capire come si sta muovendo l’epidemia è quello dei ricoveri e dei morti. Che nell’ultima settimana hanno continuato a salire. Tanto da fargli dire, «non scommetterei un euro sulla possibilità di evitare il lockdown».

Intanto il ministro della Salute firma l’ordinanza che facendo imbufalire De Luca spedisce la Campania e a sorpresa la Toscana in zona rossa, insieme a Calabria, Lombardia, Piemonte, Bolzano e Valle d’Aosta, già in semi-lockdown dalla scorsa settimana. Una decisione che suscita «sorpresa e amarezza» nel governatore toscano, Eugenio Giani, che vedeva «negli ultimi giorni i dati che tendevano a un lieve miglioramento». Ma poi marca le distanze dal collega campano affermando, «sono uomo delle istituzioni e rispetterò quanto deciso dal governo». Grazie alla discesa dell’Rt, in questo momento il monitoraggio promuoverebbe però Piemonte e Lombardia in fascia arancione e la Calabria persino in quella gialla. Ma questo si deciderà la prossima settimana con il nuovo report. Con la stessa ordinanza Emilia Romagna, Friuli e Marche vanno a fare compagnia ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria nella fascia arancione, che oltre a chiudere anche di giorno bar e ristoranti, vieta gli spostamenti dal proprio Comune. Con le restrizioni più blande della fascia gialla restano oramai solo Veneto, Trentino, Lazio, Molise (l’unica a livello di rischio complessivo moderato ma tendente all’alto) e la Sardegna. Tutti movimenti dettati dall’andamento dell’epidemia. Ma anche dalla capacità dei sistemi sanitari regionali di reggere all’impatto dell’epidemia. Il report segnala «che sono riportate molteplici allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali». Il tracciamento dei contatti a rischio è poi sempre più un’impresa. Inoltre all’11 novembre «12 regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica e terapia intensiva, che l’Iss indica rispettivamente nel 40% e nel 30% dei letti occupati da pazienti covid. Perché superate queste percentuali diventa difficile trovare un posto per gli altri malati.

Ma il presidente della Federazione dei medici internisti ospedalieri, Dario Manfellotto, lancia il sospetto che il livello di saturazione dei letti sia più elevato di quello emerso nei dati del ministero della Salute. «In un giorno i 55mila letti di medicina sono diventati incredibilmente 60.722, peccato che nei nostri reparti questo miracolo non si sia manifestato».

Intanto nelle Rsa è di nuovo allarme rosso. In tutta Italia si contano 233 focolai in una settimana. Anche qui l’estate sembra essere trascorsa invano.

LA STAMPA, Paolo Russo, 14 novembre 2020