Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,
anche se con un po’ di ritardo, stiamo uscendo col numero di aggiorn@fadoi del primo aprile e abbiamo, quindi, appena vissuto la seconda Pasqua ROSSA per tutta l’Italia. Ricordo che nel presentare l’analogo numero di aggiorn@fadoi dello scorso anno, scrivevo: “Eccoci al numero del 1° aprile, il mese della Pasqua, certamente beneaugurante. Anche le nostre società risorgeranno nel pieno di tutta la loro forza formativa e della ricerca. Beh, certo non in tre giorni, ma, in fin dei conti noi non siamo Cristo, anche se ora siamo tutti messi in croce.” Devo adesso ammettere che mi sbagliavo, noi non siamo risorti … per il semplice fatto che non siamo MAI morti. A un anno dalla prima terribile ondata possiamo con soddisfazione constatare che la FADOI non ha mai rallentato la sua opera di Formazione e di Ricerca, anzi, in tempi così critici, si può dire che l’abbia rafforzata. Tutto ciò mentre si è ancor più consolidata l’immagine della Medicina Interna grazie al nostro instancabile lavoro in corsia e al coraggio e all’abnegazione con cui tutto il personale ospedaliero lo ha svolto. Tutto questo, in virtù dell’opera tenace del nostro Presidente e dell’intero l’Esecutivo, ha permesso alla FADOI di incrementare il peso Istituzionale della Medicina Interna.

Ed ora cominciamo:

Anticoagulazione in pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale e fibrillazione atriale. I pazienti con grave insufficienza renale hanno una maggiore prevalenza di diabete mellito, ipertensione, scompenso cardiaco congestizio, sono più anziani e, quindi, hanno una maggiore incidenza di fibrillazione atriale non valvolare. Inoltre, non solo maggiore incidenza ma, tanto per peggiorare le cose, sono più difficili da trattare, perché presentano sia maggior rischio di episodi ischemici cerebrali sia di sanguinamenti.  In questa revisione, che abbiamo cercato, per quanto possibile, di sintetizzare, si tenta di fare il punto su tali contrastanti aspetti e cercato di fornire delle pratiche indicazioni.

Incidenza ed elementi predittivi di accidenti cerebrovascolari dopo ablazione transcatetere. L’ablazione transcatetere per fibrillazione atriale è ormai una metodica sicura con un rischio complessivo di complicazioni di meno del 5%.  Ma un certo rischio persiste sempre e quello che più preoccupa è il rischio di accidenti cerebrovascolari conseguenti all’ablazione. Potrà sembrare strano, ma pochi studi si sono occupati di questo aspetto, soprattutto negli anni recenti. Il lavoro che vi proponiamo, proveniente da un ampio data base nordamericano, cerca di fare il punto sulla situazione.

Nella malattia di Alzheimer ridurre i livelli di amiloide migliora lo stato cognitivo? Una metanalisi (deludente) di 14 trial. La malattia di Alzheimer rimane un mistero! Nonostante sia noto come la beta amiloide svolga un ruolo determinante, ci si chiede perché i farmaci che abbassano i valori di amiloide non ottengano risultati sul deterioramento cognitivo. Sono sbagliati i trial?  Sono troppo piccoli o puntiamo su un finto bersaglio? Infatti, l’amiloide, come sostengono alcuni, sarebbe solo un marker e non la causa della malattia.  In questa metanalisi si è cercato di raggruppare i dati per avere idee un po’ più chiare.  Con quale risultato? lo vedremo leggendo la recensione.

Radioterapia nel carcinoma prostatico a basso carico metastatico. Questo studio, derivato da un precedente importante trial (STAMPADE) sul beneficio della radioterapia nel carcinoma prostatico a basso carico metastatico, ha voluto meglio definire cosa si intenda per “basso carico metastatico”. Infatti, la definizione adottata era basata su un criterio di esclusione con un intento focalizzato sulla terapia sistemica. Ora questo particolare braccio di STAMPEDE   ha mostrato come il tradizionale inquadramento del carcinoma prostatico metastatico abbia sottostimato l’importanza del controllo locale.

Carcinoma prostatico resistente alla castrazione: nuove terapie a confronto. Siamo, quindi, ancora a parlare di carcinoma prostatico, ma questa volta nella forma più grave: quello metastatico resistente alla castrazione. Si stanno facendo molti progressi in questo tipo di carcinoma e ora uno studio neozelandese in fase 2 ci propone una terapia dal nome improponibile [¹⁷⁷Lu] Lu-PSMA-617 che avrebbe dei vantaggi sulle terapie, pur innovative, finora praticate. Riteniamo che sia utile che, se pur non strettamente coinvolti, anche noi internisti si debba essere aggiornati su certe metodiche.

Aggiungere un SGLT2-inibitore alla terapia di base con GLP-1RA migliora ulteriormente gli outcome cardiovascolari? Sebbene i benefici cardiovascolari e renali degli SGLT2-i e di alcuni GLP-1RA siano ben consolidati, resta da chiedersi se il loro uso combinato ottenga un’ulteriore riduzione del rischio. Nonostante la mancanza di evidenze definitive, linee guida e società scientifiche hanno promosso l’aggiunta di un SGLT2-i dopo un GLP-1RA o viceversa per i pazienti ad alto rischio di eventi cardiovascolari e per i pazienti con malattia renale cronica. Sembra una norma dettata dal buon senso, eppure gli studi a tale proposito sono pochi e, in genere, limitati ai soli effetti metabolici. Questo lavoro confronta l’aggiunta di SGLT2-I a GLP-1RA e dà dei risultati molto promettenti.

Un nuovo test per prevedere l’evoluzione dell’infezione da micobatterio tubercolare. Non solo Covid-19. La tubercolosi, nel mondo, attualmente miete ancora 2.000.000 di vittime all’anno e l’OMS si è posta l’obiettivo di ridurre la mortalità per tubercolosi del 90% nel 2050. Speriamo! È comunque molto importante riconoscere quali siano i pazienti che hanno più probabilità di sviluppare la malattia attiva. I test prognostici che abbiamo a disposizione hanno molti limiti, come ben sappiamo. Questo nuovo test, estrapolato da uno studio eseguito in Sudafrica su adolescenti, sembra molto promettente per comprendere se l’infezione sia stata recente o remota e, soprattutto, per distinguere i soggetti a rischio di evoluzione da quelli no.

GIOVANI FADOI

Tendenze nel trattamento antalgico iniziale nei pazienti con nuova diagnosi di neuropatia. I giovani FADOI rafforzano la loro collaborazione: due dei nostri, Rodolfo Calarco su proposta di Sara Rotunno, ci suggeriscono questo lavoro della Mayo Clinic in cui si cerca di fare il punto su quali siano i farmaci inizialmente usati nella neuropatia diabetica. Nonostante le raccomandazioni delle linee guida, che li sconsigliano come farmaci di prima linea, si continuano ad utilizzare troppo spesso gli oppioidi, leggiamo, pertanto, quale sia l’atteggiamento più corretto.

Anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K in pazienti con fibrillazione atriale e precedente sanguinamento gastrointestinale. È ora il turno di Mariagiovanna Di Palo, altra valida giovane. Il sanguinamento gastrointestinale è uno dei più frequenti eventi avversi durante la terapia anticoagulante, rappresentando una sfida significativa nella gestione dei pazienti a rischio. Precedenti studi hanno riportato che l’uso di DOAC è associato a un rischio di sanguinamento gastrointestinale comparabile o superiore a quello correlato all’assunzione di warfarin. Inoltre, pazienti con anamnesi di sanguinamento gastrointestinale sono a maggior rischio di ulteriori eventi emorragici; pertanto, per questa popolazione è necessario ottimizzare la strategia anticoagulante.

SPAZIO ANIMO

Aiutare le persone con molteplici patologie croniche a superare le barriere all’autogestione. La prevalenza di molteplici condizioni croniche, Multiple Chronic Conditions (MCC) cresce progressivamente, cosa che per i pazienti complica l’autogestione quotidiana. Occorre un modello aggiornato di cura cronica che, a partire dall’analisi delle possibili barriere all’autogestione, implementi quelle strategie che gli infermieri possono utilizzare negli adulti affetti da MCC. Di questo ci parlano Ignazia Lo Burgio e Letizia Tesei.

LINEE GUIDA

Come al solito, terminiamo col proporvi aggiornamenti su alcune linee guida.

  • Definizione universale e classificazione dello scompenso cardiaco.
  • Equilibrio cardiovascolare nelle donne dopo la menopausa. Disturbi della gravidanza. Altre condizioni ginecologiche.
  • Linee guida per il trattamento con tocilizumab della Covid-19.

Ecco fatto cari tutti, non mi resta che augurarvi una buona lettura ma, soprattutto, una serena Pasqua che, pur essendo certamente per molti di noi dedicata al lavoro, rappresenta sempre una beneaugurante rinascita.

Andrea Fontanella

Presidente Fondazione FADOI

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