Aggiorn@Fadoi 134 | 15 Gennaio 2021

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Care amiche e amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci al primo numero del nuovo anno, buon 2021 a tutti voi. E in tutti noi c’è la forte speranza che quest’anno che verrà sia migliore di quello che è passato. La FADOI ha retto con forza il terrificante impatto della tremenda pandemia, che ha investito il nostro Paese e il mondo tutto. Allo stato ne è uscita indenne, anzi rafforzata, pur se con qualche profonda ferita dovuta al tributo pagato dal sacrificio di numerosi suoi soci e soci ANÌMO. Le nostre società hanno evidenziato in pieno tutta la loro resilienza. Con il loro lavoro, il loro costante impegno scientifico, con la forza di riuscire a continuare la loro missione di formazione e di ricerca, si sono dimostrate un vero laboratorio a cielo aperto in cui si lavora e si apprende e, quindi, si migliora l’assistenza. In virtù del mastodontico lavoro assistenziale e grazie all’infaticabile opera di comunicatore del nostro Presidente e dei suoi soci di rilievo, la Medicina Interna ha finalmente fatto comprendere la sua vera identità e la sua funzione centrale nel welfare sanitario. Ma la guerra non è finita, c’è ancora da combattere, non si deve abbassare la guardia. Siamo ancora nel tunnel, ma la luce in fondo comincia a vedersi. Questa luce è rappresentata dal vaccino ormai disponibile e che ha iniziato ad essere somministrato proprio al personale sanitario. Quando si è in guerra, naturalmente, ogni paese si preoccupa sempre di cominciare a difendere il suo esercito, che è quello che deve preservare e difendere il suo popolo. Anche qui la Medicina Interna ospedaliera ha dimostrato in pieno la sua coerenza e la sua fiducia in questo straordinario risultato della scienza, aderendo in massa alla campagna vaccinale.

Ma cominciamo la presentazione.

Il Rinolacept nella pericardite ricorrente: i risultati del RHAPSODY trial – un trial in fase 3. Siamo particolarmente orgogliosi di proporvi questo studio pubblicato sul NEJM, tra i cui autori figura il nostro Antonio Brucato, esperto internazionale sulle pericarditi e past President FADOI Lombardia. Si tratta di uno studio multicentrico in cui si propone l’uso di un inibitore dell’interleuchina-1, il Rinolacept, nelle pericarditi recidivanti. Questi pazienti sono spesso costretti ad assumere cronicamente le colchicine o, peggio, i glucocorticoidi, con gli eventuali problemi connessi che ci sono noti. Questo farmaco sembra in grado di permettere la sospensione della terapia di base. Non è ancora in commercio in Europa ma ci spiega tutto proprio il prof. Brucato in un’intervista che ha concesso ad aggiorn@fadoi.

Funzione tiroidea e mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco. È noto che l’iper/ipo-tiroidismo conclamati (ma anche le forme subcliniche) hanno un effetto negativo sul cuore, che si manifesta sotto varie forme, tra le quali, intuitivamente, anche, come scompenso. Eppure, la relazione tra distiroidismo e scompenso non è così chiara, almeno sul tipo di outcome. Il problema è che i criteri di selezione dei vari studi sono stati molto diversi. In questo studio si è cercato di esplorare la relazione tra funzione tiroidea e un endpoint forte, la mortalità, in un’ampia coorte ben caratterizzata di pazienti ambulatoriali con scompenso cardiaco con diversi gradi di disfunzione ventricolare sinistra sistolica. Interessanti i risultati.

Ecco ora una serie di tre interessanti articoli sul carcinoma mammario.

Screening mammografico a 40 anni: effetti sulla mortalità. Risultati finali del trial UK Age. È una questione antica: tutti concordano sull’opportunità o, meglio, sulla necessità di effettuare uno screening mammografico nella prevenzione del ca mammario, ma quando cominciare?  Si rammenta che il programma di Prevenzione Serena in Italia propone una mammografia bilaterale ogni due anni per le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Questo lavoro, riferito all’Inghilterra, propone uno screening annuale dopo i 40 anni. È ragionevole?

Uno score prognostico multivariato per guidare la terapia sistemica nel carcinoma mammario HER2-positivo allo stadio iniziale: uno studio retrospettivo con valutazione esterna. È un argomento specialistico, ma sono patologie che anche noi internisti incontriamo frequentemente, necessario, quindi, migliorare la nostra conoscenza.

Carcinoma mammario triplo negativo. Utilità della capecitabina. Sappiamo che il carcinoma mammario triplo negativo, ovvero quello in cui manca ogni tipo di recettore, dà facilmente metastasi viscerali e recidive. La capecitabina, aggiunta alla terapia convenzionale, sembra possa essere utile nel limitare le recidive e, quindi, la sopravvivenza.

Fattori di rischio per pancreatite indotta da ipertrigliceridemia. Sebbene l’ipertrigliceridemia lieve o moderata sia un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, di per sé non è un importante fattore di rischio per pancreatite fino a quando non diventa grave, fatto non comune nell’ipertrigliceridemia acquisita isolata. JAMA prende lo spunto da un caso clinico per fare una disamina sulla presentazione clinica, sui dati di laboratorio e sulla gestione di questa patologia non così infrequente, rappresentando dal 2 al 10% di tutti i casi di pancreatite.

Siamo sicuri di saper leggere un ECG? Ci scusiamo per la domanda quasi oltraggiosa, eppure in questa metanalisi e revisione sistematica di 78 studi che hanno valutato l’accuratezza delle risposte dei medici in contesti controllati, non sono emerse notizie molto rassicuranti. Non dimentichiamo mai il famoso aforisma socratico:” Έτσι, δεν γνωρίζω,” so di non sapere”, paradossale considerazione dell’ignoranza intesa come consapevolezza di non conoscenza definitiva, che diventa però movente fondamentale del desiderio di conoscere.

Timori di aumento dei suicidi negli uomini che fanno uso di finasteride per l‘alopecia. Ma ne vale la pena? Questo inquietante studio ci dice che c’è il rischio di aumento di idee suicidarie con l’uso della finasteride nei giovani, che la utilizzano contro l’alopecia. Oltre ad altri disturbi che ben conosciamoma fossero proprio questi ultimi che spingono al suicidio? Mi chiedo io.

ULTIMO MINUTO.

Effetto del vaccino antinfluenzale trivalente ad alto dosaggio rispetto al vaccino antinfluenzale quadrivalente a dose standard sulla mortalità o ospedalizzazione cardiopolmonare in pazienti con malattie cardiovascolari ad alto rischio. Non esiste solo l’epidemia da SARs-Cov-2. Esiste anche la classica influenza stagionale che, pure, fa un notevole numero di vittime ed è responsabile di numerosi ricoveri, anch’essa con notevole peso sulla salute pubblica. È, quindi, imperativo vaccinarsi. Ma quale vaccino? Nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare è meglio il vaccino trivalente ad alte dosi o quello tetravalente a dosi standard? Questo lavoro pubblicato su JAMA il 4 dicembre ci offre alcune risposte piuttosto interessanti, con il limite che esso riguarda solo una popolazione nordamericana.

SPAZIO GIOVANI/MEDICINA DI GENERE

Cardiopatia ischemica e genere. Esistono differenze di genere circa il profilo di rischio cardiovascolare, le terapie di riperfusione e di rivascolarizzazione, la mortalità intraospedaliera e le complicanze nei pazienti con cardiopatia ischemica? Tiziana Ciarambino che ormai col gruppo di Cecilia Politi ha un appuntamento fisso con la Medicina di Genere su aggiorn@fadoi ci propone due lavori che confermano le differenze di genere:

Disparità stratificate per genere ed età nei pazienti con STEMI.

Differenze di genere nella mortalità e scompenso cardiaco a lungo termine dopo NSTEMI.

Congratulandomi sempre per l’instancabile operosità di Tiziana, tralascio le mie considerazioni per lasciare a voi la piena lettura sugli interessanti dati.

L’ANGOLO ANÌMO

L’approccio costruttivista nell’educazione dei pazienti con insufficienza cardiaca: risultati di un intervento educazionale di tale tipo. Nonostante le linee guida pubblicate enfatizzino l’importanza dell’educazione nella gestione dello scompenso cardiaco, il metodo educativo più efficace rimane a oggi sconosciuto. Scopo di questo studio, pertanto, è stato quello di testare l’efficacia del metodo educativo costruttivista sui pazienti con scompenso cardiaco in termini di miglioramento nella conoscenza della malattia, capacità di auto-cura, stato funzionale, aderenza ai farmaci, qualità della vita a 3 mesi e a 6 mesi dopo l’intervento.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  1. Gestione dell’asma negli adolescenti e negli adulti. Managing Asthma in Adolescents and Adults 2020 Asthma Guideline Update from the National Asthma Education and Prevention Program
  2. Raccomandazioni aggiornate sulla sorveglianza del cancro al seno per le donne sopravvissute al cancro infantile, adolescenziale e dell’età giovane adulta dal gruppo di armonizzazione delle linee guida internazionali. Updated Breast Cancer Surveillance Recommendations for Female Survivors of Childhood, Adolescent, and Young Adult Cancer from the International Guideline Harmonization Group 2020.
  3. Trattamento del dolore acuto in emergenza. Clinical Practice Guidelines on Emergency Pharmacologic Acute Pain Management. EUSEM 2020.

Fatto carissime amiche e amici,

Buona lettura e nuovamente sereno 2021 a tutti voi

Andrea Fontanella.

 

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