Napoli, Ospedale del Mare. Dottoressa aggredita, la denuncia di FADOI

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E’ avvenuto all’Ospedale del Mare di Napoli, attorno alle 21.00 di venerdì 31 luglio, durante il turno di lavoro al Pronto Soccorso, “in prestito” dal proprio reparto di Medicina Interna.

La Dott.ssa Gabriella Coppola, Medico Internista e unico medico in servizio, insieme ad una collega, al P.S., è stata aggredita dalla moglie di un paziente che, a suo dire, stava aspettando da troppo tempo per la visita del marito.

Nonostante il paziente fosse già stato sottoposto al Triage ed era in attesa con codice verde, la donna ha scatenato la sua ira prima verbalmente e poi lanciando sulla Dott.ssa la prima cosa che aveva a portata di mano: una confezione di mozzarelle.

Subito la chiamata al servizio di sicurezza e al 112, ma la coppia è fuggita subito dopo e non è restato che fare la deposizione dell’accaduto all’arrivo degli agenti.

Fortunatamente la Dott.ssa Coppola non ha subito lesioni, se non quelle emotive e morali di vivere in prima persona l’ennesimo atto di violenza e prevaricazione messo in atto contro il personale sanitario, ormai bersagliato in continuazione.

Vedi gli articoli pubblicati su IL MATTINO, 01 agosto 2020

Appreso dell’accaduto, FADOI ha subito preso posizione contro questo ennesimo atto di violenza.

Questa la dichiarazione che il Presidente FADOI, Dario Manfellotto, ha rilasciato a “IL MATTINO”:

“Spiace notare come l’episodio di violenza subito dalla D.ssa Coppola, medico internista all’ospedale del Mare, sia stato oggetto di commenti dalla facile ironia, come se subire insulti pesanti ed essere colpita violentemente con una cassetta piena di formaggio possa risultare un episodio tale da suscitare ilarità. E sottolineo che nonostante l’aggressione, la collega è rimasta sul luogo del lavoro per non lasciare scoperto il turno e senza cure i pazienti.

È scandaloso e come Federazione dei medici internisti ci troviamo purtroppo nuovamente a denunciare come, nonostante la retorica degli eroi per il loro impegno durante l’epidemia da Covid, i medici e gli operatori sanitari continuano a subire aggressioni fisiche e verbali ogni giorno.

Da troppo tempo attendiamo che la legge per la sicurezza del personale sanitario venga approvata dal Parlamento. Un ritardo ingiustificato, come se non fosse urgente trovare un vaccino contro il ‘virus’ della violenza che attanaglia la sanità italiana”.