Manfellotto: COSTRETTI A TORNARE ALLA LOGICA DEL SANATORIO | Articolo su Corriere Salute

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“Stiamo rinunciando
all’isolamento in camera singola
favorendo ricoveri «di coorte»
Ma le urgenze cardiologiche,
neurologiche o di altra natura,
come potranno essere affrontate?
Ora mancano uomini e mezzi”

“Due mesi fa su Corriere Salute auspicavamo di riportare la Medicina interna al «centro del villaggio», proprio per la sua visione a 360° gradi del paziente.
Mai avremmo pensato di trovarci al centro dello tsunami che sta met-tendo a dura prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale , in particolare i reparti di Medicina interna, che nell’emergenza Covid-19 si sono trovati da subito in prima linea. Che cosa succede al momento in ospedale? Dopo il filtro in Pronto soccorso, vi sono tre strade possibili: il ricovero in rianimazione se le condizioni sono gravi e impongono intubazione e ventilazione meccanica. Oppure il ricovero in isolamento in malattie infettive, come finora previsto dal Ministero. Oppure nei reparti di Medicina, presenti in tutti gli ospedali italiani, e in grado di fornire assistenza anche a pazienti che hanno bisogno di ventilazione non invasiva.
Del resto è quello che come internisti abbiamo sempre fatto con i nostri pazienti , che spesso presentano un quadro di fragilità e comorbidità che richiede competenze ampie e un approccio globale. Il problema ora sono i numeri, perché nell’arco di poche settimane sono confluiti nei nostri reparti centinaia di pazienti, che richiedono più personale e spazi per poter essere isolati.
Ormai stiamo rinunciando all’isolamento in camera singola, favorendo ricoveri «di coorte», nella logica antica del sanatorio.
Se in isolamento singolo il rapporto è di un paziente con un medico e un infermiere, nell’isolamento di gruppo un medico e un infermiere possono assistere molti pazienti risparmiando su tempi, costi dei dispositivi di protezione e rischio infettivo.
Per non parlare dei casi sospetti, che devono restare isolati per il troppo tempo che occorre per avere i risultati dei test. Un problema da risolvere affidando il compito a un maggior numero di laboratori.
Un test più facilmente disponibile e con tempi tecnici molto inferiori potrebbe ridurre la situazione attuale di congestione e affollamento.
Purtroppo la circolare del Mini-stero della Salute, emanata il 4 marzo, che prevede l’aumento dei letti di pneumologia e malattie infettive , sembra rispondere a una logica più settoriale che di sistema.
In realtà adesso abbiamo bisogno di posti-letto di area medica per ricoverare i pazienti con Covid-19, che devono essere isolati, ma per i quali il problema concreto è l’assistenza con le migliori competenze a seconda dei bisogni del singolo caso, in una logica interdisciplinare e di integrazione fra specialisti, internisti, pneumologi, infettivologi.
E gli altri pazienti? E le urgenze cardiologiche, neurologiche, renali, le sepsi di altra natura, come e dove potranno essere affrontate? In questo momento mancano uomini e mezzi.
In molte regioni, si tende a chiudere i reparti di chirurgia per avere letti e personale disponibile.
Medici e infermieri di Medicina interna si vanno riducendo perché molti sono in quarantena. Reparti dedicati di area medica e strumentazioni rese subito disponibili per la ventilazione non invasiva possono aiutare gli internisti a continuare la battaglia contro questa epidemia.”

Fonte: Corriere Salute, 12 marzo 2020 | Visualizza l’articolo