Riportiamo dal sito dell’editore, congratulandoci con il nostro socio per questa esperienza da scrittore di romanzi.

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È la malinconia, quella emozione sana, molte volte allegra, qualche volta commovente, il fil rouge che unisce tutti i capitoli e che torna, nell’animo dell’autore, come un costante ritornello: la nostalgia di un tempo che non c’è più ma che, scaturita dai ricordi che sempre affollano la mente e il cuore, induce a sorridere e, a volte, anche a commuoversi. E siccome nella memoria, tempo e spazio spesso coincidono e si mescolano, i giorni felici dell’infanzia e dell’adolescenza si rispecchiano nel mare, nel cielo e nella sagoma delle Eolie ammirate dalla terrazza di casa, divenendo estasi e tormento, consolazione e rimpianto. “È la nostalgia a nutrire la nostra anima, non l’appagamento”, diceva Arthur Schnitzler: come, dunque, non considerare conquiste della nostalgia l’umanità, l’umiltà, la capacità d’immedesimarsi nella persona che soffre che rendono Conitto il medico speciale che è? Ma Conitto è l’autore e la nostalgia è materia d’ispirazione per questo romanzo.

 

Antonino Mazzone nato a Naso (ME) nel 1956, si è formato presso l’Università degli Studi di Pavia, laureandosi in Medicina e Chirurgia, con lode. Specialista in Medicina Interna, Ematologia, Immunologia Clinica e allergologia, ha lavorato presso il Policlinico San Matteo di Pavia, da diciotto anni Primario Direttore della UO di Medicina Interna dell’Ospedale di Legnano. È stato Presidente della FADOI, Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti. Ha fondato la Fondazione FADOI che oggi è tra i primi per ricerca e formazione in ambito medico e infermieristico. Ha pubblicato oltre trecento lavori, molti su riviste Internazionali di alto prestigio. Nel 1971 ha vinto il primo premio Poesia città di Capo d’Orlando, dedicato a giovani studenti. Questa è la sua prima esperienza come scrittore di romanzi.