Segnaliamo un interessante contributo a opera di Andrea Fontanella (Presidente Nazionale FADOI), Antonino Mazzone (Responsabile del progetto per FADOI) e Franco Vimercati (Presidente FISM), pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenda Digitale, che riportiamo qui di seguito


La competenza medica non può essere di per sé garantita da titoli accademici o da autoreferenzialità specialistiche. Ecco perché e in che modo Fadoi e Università Bocconi hanno sviluppato dei criteri di valutazione del medico internista obiettivi e riproducibili su tutto il territorio nazionale, con un sistema digitale

 

C’è un tema, di grande attualità in ambito sanitario che è quello della valutazione oggettivabile delle competenze professionali del dirigente medico. La definizione di cos’è un buon medico è infatti molto dibattuta a livello nazionale e internazionale ed è sempre più di attualità per la determinazione dei requisiti professionali.

Perché valutare le competenze del medico internista

Una società scientifica come Fadoi – che ha come mission fondamentale quella di contribuire a migliorare, attraverso la formazione e la ricerca clinica, le capacità tecnico-scientifiche e professionali dei Medici Internisti ospedalieri – ha almeno tre motivi per affrontare la verifica e lo sviluppo professionale del medico internista:

la necessità di garantire una prestazione sanitaria di qualità che metta al centro il paziente;
il bisogno di saper rispondere con appropriatezza alle nuove sfide generate dai cambiamenti epidemiologici, che hanno portato alla prevalenza di polipatologie, comorbilità, politerapie con poche evidenze scientifiche sul paziente reale;
acquisire la credibilità, essendo quella medica una professione che ha il privilegio di auto-determinarsi grazie alla propria storia ed etica professionale. Pertanto, insieme a Fism, Fadoi sta sperimentando attivamente un percorso di accreditamento professionale, per ora volontario, e finalizzato alla valutazione delle competenze del singolo definendo alcuni standard professionali a garanzia del paziente.

Come determinare la clinical competence

In relazione al decreto Gelli-Bianco abbiamo inoltre sviluppato, insieme ad altre società scientifiche, le raccomandazioni cliniche in alcuni settori ove non esistono linee guida e/o medicina basata su evidenze scientifiche forti e condivise.

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