Acido Tranexamico: un vecchio farmaco, forse un po’ dimenticato ma ancora utile

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Cari colleghi,

dietro nostro invito Marco Marietta, un esperto di coagulazione ben conosciuto, ci ha inviato questa interessantissima messa a punto su un vecchio farmaco che i più ..maturi di noi conoscono bene ma che ancora tende ad essere sottoutilizzato. Abbiamo perciò pensato di inserirlo come numero extra nella nostra rubrica, sia per l’interesse dell’argomento (l’a. tranexamico sta conoscendo una seconda giovinezza, come bene vedrà chi leggerà l’articolo), sia per la qualità della messa a punto e sia, ci sia permesso di dirlo, per la grande disponibilità che Marco ha dimostrato.

10.03.2017

Marco Grandi – Giuliano Pinna

“Acido Tranexamico: un vecchio farmaco, forse un po’ dimenticato ma ancora utile” di Marco Marietta

(SS “Malattie della Coagulazione” Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena – Policlinico)

 

Introduzione

L’acido tranexamico (AT), principale esponente dei farmaci antifibrinolitici, è un importante presidio terapeutico nella gestione delle emorragie, con una lunga e onorata carriera alle spalle, ed una seconda giovinezza grazie a diversi recenti trial di ampie dimensioni e buona qualità metodologica. Nonostante questo eccellente stato di servizio, l’AT viene usato ancora poco, e sarei tentato di dire male, per un insieme di ragioni: anzitutto perché agisce su una fase dell’emostasi di non facile valutazione, per cui è difficile, per il clinico, percepirne direttamente l’efficacia. Questo fa sì che l’AT venga usato spesso “perché si deve”, a dosi inappropriate, a scapito ovviamente di efficacia e sicurezza Da questo punto di vista l’introduzione delle metodiche viscoelastiche di monitoraggio dell’emostasi (TEG® e ROTEM®), che permettono di esplorare anche il sistema fibrinolitico, ha certamente contribuito a ridestare l’interesse sui farmaci attivi su questa misteriosa componente del sistema emostatico. 2 Una seconda motivazione può essere, come vedremo, l’eterogeneità dei setting, dei dosaggi, e delle vie di somministrazione con cui è stato utilizzato l’AT, che rende difficile per il clinico costruirsi uno schema semplice e ripetibile si impiego del farmaco. Scopo di questa breve rivista è mettere a fuoco alcuni aspetti pratici dell’uso dell’AT, con particolare riguardo alle evidenze disponibili in termini di efficacia e sicurezza, offrendo nel contempo un frame concettuale da utilizzare per le scelte cliniche nei numerosi ambiti nei quali tali evidenze mancano, o sono di bassa qualità.

 

Scarica l’allegato: 2017.03.10. M.MARIETTA Acido Tranexamico, un vecchio farmaco , forse un po’ dimenticato ma ancora utile