Caso clinico a cura di S. Salvatore*, M. Benedetti, V. Sancassani, P. Parravicini

SOC Medicina Interna ASST della Valtellina e dell’Alto Lario – Sondrio
Direttore Pierpaolo Parravicini
*santinasalvatore@libero.it

 


IL CASO
Uomo di 69 anni di razza caucasica, ricoverato a settembre 2016 presso la Divisione di Ortopedia dell’Ospedale di Sondrio per essere sottoposto ad intervento di artroprotesi dell’ anca destra a causa di una frattura atraumatica su necrosi avascolare della testa del femore.

Anamnesi patologica remota
Pregressa diagnosi istologica di emocromatosi trattata con salassi periodici, di cui l’ultimo a gennaio 2016 (diagnosi molto dubbia perché non supportata dalla valutazione del peso del ferro per grammo di tessuto epatico; inoltre era presente elevato introito di etanolo e dai primi accertamenti risultava ferritina modestamente alterata con valori inferiori a 800 mg% e con sideremia ed indice di saturazione della transferrina normali come da emosiderosi cronica).
Diabete mellito tipo 2 in trattamento con antidiabetici orali (Metformina 500 mg bid)
Colelitiasi.
Anamnesi patologica prossima
Dal mese di marzo 2016 comparsa di difficoltà alla deambulazione e algie agli arti inferiori per cui all’epoca venne posta diagnosi clinico-radiografica di coxartrosi con indicazione ad intervento chirurgico di artroprotesi. Disposto ricovero in Ortopedia per l’intervento, ma alcuni giorni precedenti il ricovero comparsa di episodio febbrile a genesi non definita, trattato a domicilio con amoxicillina-acido clavulanico e apparente risoluzione, per cui si procede comunque al ricovero.
Al momento del ricovero in Ortopedia il paziente a causa di intensa coxalgia deambulava con l’aiuto di stampelle, era vigile, eupnoico in aria ambiente, in discreto compenso  emodinamico-respiratorio.

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