Un caso di polmonite associata a ipereosinofilia
Mattia Bellan, Erica Delsignore, Claudia Manfrinato, Oriana Critto, Gabriele Barasolo,
Margherita Francese, Luigi Olivetto, Roberta Terribile, Maria Cristina Bertoncelli
SOC di Medicina, Ospedale Sant’Andrea, Vercelli
Per la corrispondenza bellanmattia@yahoo.it

Presentazione
Una paziente di 77 anni,casalinga, afferiva al DEA del nostro Ospedale in data
15/10/2016 per la comparsa a domicilio di dispnea progressivamente
ingravescente (NYHA II à IV) insorta nei 7-10 giorni antecedenti. La paziente
negava febbre, tosse, escreato, dolore toracico, emoftoe. Negava precedenti
analoghi in passato. Negava inoltre attuale o pregresso fumo di sigaretta.
All’anamnesi patologica remota la paziente riferiva assoluto benessere fino
all’età di 69 anni, quando veniva posta la diagnosi di asma bronchiale, per cui
veniva avviata con beneficio terapia broncodilatante; un mese prima del
ricovero presso la nostra Divisione, la paziente era stata dimessa dalla
Divisione di Pneumologia con diagnosi di insufficienza respiratoria in polmonite
interstiziale bilaterale da Chlamydia Pneumoniae e riacutizzazione di asma. In
tale occasione era stata eseguita TC torace a strato sottile che aveva
documentato la presenza di multiple, sfumate aree con aspetto a vetro
smerigliato, bilateralmente; inoltre si era manifestata anemia con valori diemoglobina al nadir di 8.2 gr/dl, MCV 84 fl, per cui era stata posta indicazione
ad esecuzione di emotrasfusione, che tuttavia la paziente aveva rifiutato per
motivi religiosi (testimone di Geova).

ESAMI IN DEA
La tabella 1, mostra gli esami ematochimici eseguiti all’accesso in DEA…

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