L’antibiotico-resistenza è un problema di salute pubblica con impatto crescente su morbosità, mortalità e aggravio dei costi per il sistema sanitario1.

L’antibiotico-resistenza è un problema globale, ma con differenze epidemiologiche significative nei vari paesi, che riflettono diverse politiche di uso degli antibiotici e una applicazione più o meno rigorosa delle pratiche di infection control. Tra i paesi europei, l’Italia è uno di quelli maggiormente interessati dal fenomeno dell’antibiotico-resistenza

Problemi di antibiotico-resistenza interessano la maggior parte dei patogeni batterici. Lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) resta uno dei patogeni resistenti di maggiore importanza nel nostro paese. I dati più recenti indicano che, nelle infezioni invasive da S. aureus, la proporzione di MRSA è del 38% (uno dei valori più alti in Europa), con un trend stabile negli ultimi anni, a differenza di quanto osservato in altri paesi europei che recentemente hanno riportato un decremento significativo di tale proporzione a seguito di interventi aggressivi per il controllo della diffusione di MRSA2. Una simile condizione epidemiologica richiede l’impiego, in terapia empirica, di farmaci anti-MRSA ogni qualvolta si sospetti una possibile eziologia stafilococcica dell’infezione. Di rilievo anche la proporzione degli pneumococchi resistenti ai macrolidi (l’Italia è ai primi posti in Europa, con il 27%), mentre inferiore ma risulta la proporzione degli pneumococchi non sensibili alla penicillina, mantenutasi attorno al 10% nel corso dell’ultimo decennio2. Tra i patogeni gram-negativi, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae resistenti ai fluorochinoloni e alle cefalosporine di terza generazione sono andati incontro ad una diffusione rapida e massiccia nel nostro paese, raggiungendo proporzioni molto elevate (41% e 46%, rispettivamente, per la resistenza ai fluorochinoloni, e 20% e 46%, rispettivamente, per la resistenza alle cefalosporine di terza generazione)2. Tale fenomeno ha causato un incremento considerevole nel consumo di carbapenemi che, a sua volta, sta promuovendo la diffusione di Acinetobacter ed enterobatteri resistenti ai carbapenemi2.

L’antibiotico-resistenza interessa maggiormente le infezioni correlate alle pratiche assistenziali, ma non risparmia le infezioni comunitarie. La riduzione dei tempi di degenza e l’evoluzione verso la continuità assistenziale favoriscono la diffusione comunitaria di batteri antibiotico-resistenti selezionati in ospedale. Nelle strutture sanitare, le infezioni resistenti costituiscono una problematica emergente tanto nei reparti ad alta intensità di cura, quanto nelle Unità Operative di Medicina Interna. Si calcola una incidenza pari al 27% nelle UO di Medicina Interna, analogamente a quanto osservato nelle Unità di Terapia Intensiva (14-24%) e delle UO di Ematologia-Oncologia. Fattori di rischio associati allo sviluppo di infezioni resistenti e in particolar modo da Acinetobacter sono: presenza di cateteri venosi centrali e cateteri urinari, ventilazione meccanica, uso di antibiotici ad ampio spettro, recente ospedalizzazione o ricovero in strutture assistenziali, impiego di nutrizione parenterale totale, diabete, emodialisi, recenti interventi chirurgici a livello addominale o ortopedici, stato di immunosoppressione (più frequentemente steroidea, anche alla minima dose di 0,3 mg/Kg/die di prednisone per un periodo superiore alle 3 settimane), anamnesi di patologia emato-oncologica sottoposta a trattamento chemioterapico intensivo. Oggi siamo in attesa di nuovi antibiotici nella speranza di vincere le resistenze batteriche, anche perche’ abbiamo dovuto riutilizzare vecchi antibiotici quali la colistina che per adesso è l’unica arma vincente nei confronti di Acinetobacter multiresistenti e Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi produttrice di carbapenemasi KPC.

1 Clinical and economic burden of antimicrobial resistance.
Maragakis LL, Perencevich EN, Cosgrove SE.
Expert Rev Anti Infect Ther. 2008; 6:751-63.

2 European Centre for Disease Prevention and Control. Antimicrobial resistance surveillance in Europe 2011. Annual Report of the European Antimicrobial Resistance Surveillance Network (EARS-Net). Stockholm: ECDC; 2012.

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Antonino Mazzone
Dipartimento Medico Azienda Ospedaliera Legnano
Presidente Fondazione FADOI

Gian Maria Rossolini
Dipartimento di Biotecnologie Mediche, Università di Siena
Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica,Università di Firenze
Direttore Struttura Complessa di Microbiologia e Virologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, Firenze

 

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