Primo corso avanzato teorico-pratico di management del paziente con scompenso cardiaco in Medicina Interna ed in Medicina Generale

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    Lo scompenso cardiaco, prima condizione in ordine di prevalenza nelle U.O. di Medicina Interna, la cui incidenza è in continuo aumento, determina un elevato consumo di risorse, e frequenti re-ricoveri ospedalieri a breve ed a lungo termine, ponendo sfide enormi in tutto il mondo occidentale nella sua gestione integrata ospedale-territorio. Il 75% di DRG “scompenso cardiaco” è difatti a carico delle Medicine Interne, mentre solo il 25% è a carico delle U.O. di Cardiologia (con pazienti mediamente più giovani o con meno comorbidità).
    Oltre all’internista altri specialisti possono essere chiamati a gestire il paziente nei diversi setting assistenziali (Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza, Pneumologi, Geriatri, ecc.), sino al Territorio ed al medico di Medicina Generale.
    La gestione multidisciplinare/multiprofessionale del paziente con scompenso cardiaco (dalla fase acuta al follow-up e terapia ottimizzata) e delle sue comorbidità è inoltre fondamentale per ridurre le riospedalizzazioni (anche a breve termine) e la mortalità: tuttavia nella real-life ciò non sempre accade.
    Come dimostrato da numerosi studi, il rischio di riacutizzazione è massimo nelle prime due settimane dalla dimissione. Inoltre, è di fondamentale importanza distinguere lo scompenso a frazione di eiezione preservata da quello a frazione depressa e a frazione di eiezione “intermedia”: in base alle ultime linee guida della Società Europea di Cardiologia (2016), numerose sono le nuove raccomandazioni, ma altrettanto importanti sono le raccomandazioni già note e per questo necessitanti d’implementazione (indicazioni all’uso e titolazione dei farmaci, ricerca e correzione delle comorbidità, follow-up a breve termine).
    Anche a tale scopo, si rende ormai necessario da parte degli internisti la capacità di saper riconoscere in prima persona la disfunzione ventricolare sinistra mediante l’ecografia cardiaca focalizzata “bedside”/POCUS.
    Altrettanto determinante risulta essere la “presa in carico” del paziente sul territorio in ambulatori dedicati, di concerto con il Medico di Medicina Generale.
    Pertanto la “messa a punto” su questa sindrome clinica complessa alla luce delle nuove evidenze e delle tecnologie disponibili appare imprescindibile (diagnosi e terapia, con particolare riguardo al “saper fare”) per tutti gli attori in gioco, compresi i medici di Medicina Generale, che rimangono i principali gestori della cronicità quotidiana e della complessità, caratteristiche in comune queste con l’internista.
    Verrà infine posto risalto alla problematica del paziente con scompenso cardiaco acuto affetto da problematiche acute concomitanti, come ad esempio la sepsi e lo shock settico.

    Dott. Francesco Pellegrini
    Dott. Nicola Tarquinio

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