III Meeting FADOI ANÍMO Medicina Interna-Nutrizione Clinica. Nutrizione Clinica e Artificiale ospedaliera e domiciliare

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    Quando:
    dicembre 7, 2019 giorno intero
    2019-12-07T00:00:00+01:00
    2019-12-08T00:00:00+01:00
    Dove:
    Sala convegni delle Terme di Casciana
    Piazza Garibaldi
    9, 56034 Casciana Terme PI
    Italia
    Contatto:
    Planning Congressi
    051 300100

    La malnutrizione é una condizione presente in una percentuale che varia dal 20-40% dei pazienti alla loro ammissione in ospedale. Purtroppo é stato dimostrato che circa il 70% dei degenti peggiora il proprio stato nutrizionale durante i primi 10 giorni di ricovero e addirittura che vi è un mancato riconoscimento della patologia nel 60-70% dei casi. I dati relativi alla prevalenza della malnutrizione per eccesso e per difetto sono in costante crescita e configurano, in realtà già da diverso tempo, un vero e proprio problema “epidemico”. Dal 30% al 50% dei pazienti entra negli ospedali di tutto il mondo a rischio di malnutrizione per difetto, mentre sovrappeso e obesità raggiungono ormai prevalenze fino a oltre il 21% e il 9%, rispettivamente, nella popolazione pediatrica italiana con ripercussioni negative sul sistema sanitario sia dal punto di vista delle complicanze che dei costi gestionali. La malnutrizione é una situazione tale per cui un deficit (malnutrizione per difetto) o un eccesso (malnutrizione per eccesso) di energie, proteine o altri nutrienti, conduce a effetti indesiderati sulla composizione corporea o sulla funzionalità di organi e tessuti, tale da determinare una alterazione della qualità della vita che si può tradurre in condizioni di morbilità e mortalità. La malnutrizione associata alla malattia prolunga infatti la degenza del 30-40% rispetto a quella ordinaria e di conseguenza, dato economico non trascurabile, si incrementano i costi sia diretti (correlati alla patologia), sia indiretti (in termini sociopsicologici, aumentata vulnerabilità alla malattia, ricoveri ripetuti, ecc.). La terapia nutrizionale è ormai riconosciuto come aspetto fondamentale nella gestione globale del paziente e del suo iter terapeutico, e la Nutrizione Clinica è una branca medica di fondamentale importanza per il miglioramento della salute della popolazione e della qualità delle cure, cui occorre riservare i giusti investimenti in termini formativi, comunicativi ed economici. In particolare, l’intervento valutativo e il supporto nutrizionale assumono grande valore alla luce dell’evidenza che lo stato nutrizionale influenza non solo l’incidenza delle principali patologie metaboliche, oncologiche, chirurgiche, cardiovascolari e neurodegenerative, ma anche la risposta ai trattamenti e l’insorgenza di complicanze ad essi associate, la mortalità, la qualità di vita, la durata della degenza ospedaliera, i tassi di riospedalizzazione e, conseguentemente, i costi sanitari nella maggior parte delle patologie e dei setting clinici. La corretta e tempestiva gestione degli aspetti nutrizionali può consentire la riduzione delle complicanze ospedaliere, dei tempi di dimissione nei pazienti che necessitano di un supporto domiciliare, dei tassi di interruzione / sospensione dei trattamenti oncologici e dei tassi di riospedalizzazione. Tutto ciò si traduce in evidenti e sostanziali vantaggi, non solo in termini clinici, ma anche economici. Nonostante le numerose e consistenti evidenze scientifiche, la valutazione e il supporto nutrizionale sono ancora troppo spesso trascurati nelle strutture sanitarie, così come l’educazione alimentare è ancora gestita in modo troppo poco strutturato e frammentario. La Nutrizione Clinica è una scienza trasversale, versatile che può e deve dialogare e collaborare con tutti gli altri settori e le discipline mediche. In un sistema sanitario con domanda di salute crescente e risorse sempre più scarse, avere presidi nutrizionali di comprovata efficacia, di costo contenuto e in grado di portare risparmio ad altre voci della spesa sanitaria, consente un’allocazione efficiente delle risorse e un aumento del livello di salute dei pazienti che beneficiano di un trattamento completo ed integrato con le altre terapie:questo può fare molto per una sanità sostenibile e portatrice di salute e, rappresenta una vera opportunità per la Medicina di oggi e di domani. Formazione universitaria, inserimento della nutrizione clinica nei PDTA delle malattie croniche, introduzione delle terapie nutrizionali nei Lea almeno per alcune categorie di pazienti, a partire dai pazienti oncologici, : “La nutrizione clinica – è a tutti gli effetti un’opportunità non ancora sfruttata. Dalla sua implementazione nel campo delle patologie croniche è ormai ampiamente dimostrato come possa derivare un consistente risparmio in termini di costi sanitari, sociali e vite umane. Tra le proposte con maggiore convergenza, quella di rendere obbligatorio nei reparti ospedalieri e nelle residenze sanitarie assistenziali, lo screening nutrizionale per i pazienti a rischio al momento del ricovero. Per superare le difficoltà di inquadramento amministrativo degli interventi nutrizionali, la soluzione proposta è quella di integrare la logica dei DRG con quella dell’approccio per percorsi, svincolandola dalla singola prestazione.
    “Mancano formazione, informazione e conoscenza anche da parte dei medici – un paradosso se pensiamo che l’80% delle risorse del SSN sono destinate alle malattie croniche, proprio quelle correlate ad uno stato di malnutrizione”.
    Dal punto di vista normativo invece è emerso come manchi una legge nazionale sulla nutrizione artificiale domiciliare che permetta una equità di trattamento. Nota dolente a cui si accompagna la necessità di provvedere alla corretta e completa applicazione di leggi e linee di indirizzo esistenti (es. legge Balduzzi 189/2012; linee di indirizzo ministeriali per la ristorazione ospedaliera ed assistenziale; linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici), anche attraverso la proposta di istituire un osservatorio permanente in collaborazione con Agenas.
    “Le società scientifiche ed i referenti coinvolti sul tema – hanno chiarito la necessità urgente di attivare la formazione universitaria in Nutrizione Clinica, non solo nelle scuole di specializzazione ma anche nei corsi di laurea in medicina e delle professioni sanitarie. Inoltre è emersa in modo consistente l’opportunità di condurre studi di registro che portino evidenze e a identificare buone pratiche, come avvenuto ad esempio per il Protocollo ERAS nel paziente chirurgico”.

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