BPCO e Medicina Interna: dalla complessità alla semplicità, andata e ritorno

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    Quando:
    gennaio 19, 2019 giorno intero
    2019-01-19T00:00:00+01:00
    2019-01-20T00:00:00+01:00
    Dove:
    Hotel Sa Mola
    Via Superga
    09070 Bonarcado OR
    Italia
    Contatto:
    Planning Congressi
    051

    La BPCO entra nei reparti di medicina interna come la seconda causa di ospedalizzazione e tra le patologie che nell’ultimo decennio hanno, in base alle evidenze, modificato quelle che erano le basi fisiopatologiche, passando da quadri patologici ben definite a sindromi complesse che abbracciano piu’ patologie, piu’ fenotipi e per le quali non e’ piu’ possibile indicare una terapia unica che vada bene per tutti ma bisogna forse “dare il giusto vestito per la giusta festa”.

    Per cui siamo passati da terapie secondo fenotipo, alla completa personalizzazione della terapia che differisce da individuo a individuo seppure questi in passato facessero parte di clusters ben definiti.

    e’ fondamentale comunque basarsi su linee guida e capire quali, nella pratica clinica sono i comportamenti da tenere: aver ben presente che esiste uno step up ed uno step down anche nella terapia respiratoria e che nonostante i nostri sforzi le curve di sopravvivenza rimangono la nostra “spada di damocle”. Tuttavia, possiamo comunque lavorare in senso migliorativo cercando di dare piu’ qualita’ alla vita dei nostri pazienti.

    Non scordiamoci poi la possibilita’ di migliorare nella nostra gestione giornaliera, adattando il device al paziente e dedicando allo stesso il tempo adeguato per spiegare al meglio il suo funzionamento, cosa che spesso, anche a causa dei ritmi lavorativi serrati dimentichiamo di fare.

    Ultimo capitolo ma non ultimo i trattamenti invasivi e non, e il fine vita dei pazienti con problematiche respiratorie che ci mette di fronte a decisioni spesso non facili da prendere; tutto questo mettendoci difronte al nuovo assioma che finalmente sta prendendo piede nella medicina che ci ricorda che: “fare di piu’ non significa sempre fare meglio”. Slow medicine docet.

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