COVID-19 | “Il Medico Internista è stato chiamato a mettere a disposizione la competenza e la flessibilità necessarie per gestire l’emergenza”

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«Il medico Internista, che possiede una visione olistica e che, tra l’altro, ha sempre curato anche le polmoniti, è stato chiamato – spiega il Prof. Antonino Mazzone – a mettere a disposizione l’intelligenza, la competenza e la flessibilità necessarie per gestire l’emergenza, ma ha dovuto modificare, senza preavviso ed in poco tempo, l’organizzazione del reparto e le modalità di lavoro».

Tutto ciò sta permettendo al sistema sanitario regionale di reggere l’urto. La maggioranza dei pazienti che accedono al pronto soccorso viene ricoverata in Medicina Interna: «Reparto – chiarisce il primario – a cui afferiscono pazienti affetti da pluripatologie in fase di acuzie, con sindromi respiratorie legate al Covid-19.

Con la collaborazione di Fadoi, abbiamo effettuato, per questo motivo, un’ indagine su 22 Medicine Interne delle circa 110 presenti negli ospedali della Regione, includendo tutti gli ospedali che stanno lavorando in prima linea (Cremona, Crema, Mantova, Niguarda, Varese, Garbagnate, Rho, Milano San Carlo e San Paolo, Sacco Fatebenefratelli, Policlinico di Pavia, Voghera, Vigevano, Melegnano, Magenta, Legnano ecc.): sono stati campionati ben 2.489 pazienti Covid ricoverati nei reparti di Medicina Interna, di cui 385 gestiti in ventilazione polmonare con casco c-PAP e 339 ricoverati in terapia intensiva, in ventilazione polmonare.

Dati molto rappresentativi per spiegare il ruolo strategico che stanno avendo reparti come il nostro». A Legnano è stata così creata una mini-équipe multidisciplinare, formata da un internista, un infettivologo, uno pneumologo e anche un reumatologo: «Con l’unione di queste professionalità si riescono ad affrontare la patologia e tutti i problemi clinici di cui il paziente è portatore».

Insomma, secondo il Prof. Mazzone, se il sistema regge lo si deve in gran parte proprio ai reparti di Medicina Interna e al personale che vi opera.

 

Articolo di Luca Nazari, LA PREALPINA, 05 aprile 2020