Calendario

Giu
18
mar
Corso di Alta Formazione in “Gestione del rischio clinico e miglioramento continuo della qualità e sicurezza delle cure” – IX edizione @ Scuola Superiore "Sant'Anna"
Giu 18 2019@8:00 am–Feb 28 2020@5:00 pm

Sono aperte le iscrizioni per l’ammissione alla IX edizione del Corso di Alta Formazione in gestione del Rischio Clinico e miglioramento continuo della Qualità e Sicurezza delle cure” presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Scadenza 5 maggio 2019

Posti disponibili 30

Inizio corso 18 giugno 2019

Fine corso 28 febbraio 2020

Ore di formazione 145 articolate in 7 moduli, più 25 ore di formazione individuale.

 

Mar
5
gio
XIX Congresso Regionale FADOI/ANìMO Campania 2020 @ Auditorium Ospedale Buon Consiglio FATEBENEFRATELLI
Mar 5@9:00 am–Mar 6@4:59 pm

Il XIX Congresso Regionale della FADOI Campania si terrà il 5 e il 6 marzo 2020 presso l’Auditorium dell’Ospedale Fatebenefratelli di Napoli. Il suo titolo è: “… anche in salita il cammino continua”, volto a sottolineare la tenacia delle Medicine Interne Ospedaliere nel volere continuare il loro percorso per migliorare la qualità dell’assistenza, anche tra le mille difficoltà sociali, organizzative, economiche, burocratiche e strutturali tra le quali si dibatte il nostro Sistema Sanitario Nazionale, specialmente nella nostra regione. Anche quest’anno il XIX Congresso Regionale della FADOI Campania si concentra su aspetti clinici legati alla complessità, fragilità, cronicità, criticità dei pazienti ricoverati nei reparti di Medicina Interna. La sua struttura ricalca sostanzialmente quella dello scorso anno e che ci ha garantito un elevato profilo scientifico e una buona interattività con la platea.

 

Nei due giorni di lavori congressuali il programma prevede quattro sessioni articolate su workshop, presentazione di casi clinici, circa dieci letture, due delle quali tratteranno “patologie rare”, perché l’Internista è lo specialista delle “diagnosi difficili” e che se esistono centri di riferimento per il trattamento di queste patologie, a tali centri queste patologie possono essere indirizzati solo se la diagnosi viene fatta. Questo è, appunto, il compito dell’Internista e, d’altra parte, se tali diagnosi vengono ipotizzate e poi realizzate forse scopriremo che esse non sono poi “rare” come sembrano. Un’altra lettura sarà dedicata prodotti per il fumo a “rischio modificato”, argomento di grande attualità e sul quale è necessario fare conoscenza, per far sì che il fenomeno venga quantomeno gestito dai dottori e non dalla pubblicità delle grandi industrie. Sono previsti sei workshop che affronteranno argomenti di grande attualità, con un coordinatore che guiderà un team di esperti, ai quali verranno posti quesiti d’importante impatto clinico e gestionale, anche dall’uditorio. Vi sarà l’abituale tavola rotonda a quattro voci sulle ultime novità e sui punti di forza degli anticoagulanti orali diretti. In entrambe le giornate il congresso avrà inizio con una sessione di comunicazioni e sarà allestita anche una sessione poster, in uno spazio dedicato in modo da poter dare ampio respiro anche ai poster.

In contemporanea con il Congresso FADOI, nella giornata del 5 marzo si svolgerà il Congresso dell’Associazione Infermieristica ANIMO, con interventi dedicati alla gestione di tecniche infermieristiche (VAC Therapy, NIV, Stomie) che sono ormai quotidianamente utilizzate nei reparti di Medicina Interna.

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Mar
13
ven
Congresso Giovani FADOI Piemonte e Valle D’Aosta 2020 @ Hotel NH Torino Centro
Mar 13 giorno intero

Il Congresso vuole permettere la discussione, alla luce dei dati di evidenza scientifica, dei problemi clinico-assitenziali e le ricadute pratiche nei diversi  setting di cura ed assistenza, di casi clinici. Prediligendo la scelta della metodologia del decision making per sviluppare il concetto di appropriatezza, si sono utilizzati sia casi reali che casi simulati, come crogiuolo delle esperienze vissute concretamente nella quotidianità delle Strutture di Medicina Interna. Rispettando la continuità di intenti con gli analoghi Congressi organizzati in passato, si vuole portare il valore aggiunto dell’ attività dei Giovani Internisti che, dalla raccolta attenta delle evidenze scientifiche, espongano in  discussione le scelte compiute, argomentandole soprattutto alla luce di quelle condizioni particolari clinico-gestionali, non sempre codificate da linee Guida, che pongono seri interrogativi di opportunità decisionale e di outcome fornendo, così, un concreto strumento di management del paziente, sia nella versione reale che nella versione realistica del caso simulato. I casi clinici riguardano tutti i campi della Medicina Interna e saranno affrontati con una discussione interattiva autore-audience, sotto la regia attenta di Discussant di provata esperienza clinica e di alta competenze scientifica. Gli argomenti sono trattati in forma di topics, in ordine da esprimere, accanto alle scelte concretamente attuate, una revisione della letteratura ai fini di indicare una sorta di position statement sull’ argomento. Con coerenza con quanto discusso anche negli altri Congressi, abbiamo dedicato spazio a letture magistrali su tematiche calde della clinica, che potranno fungere anche da controcanto o da trascinamento alle sessioni dei casi e verteranno su questioni controverse vuoi per la diagnostica vuoi per la terapia e la gestione, considerando quanto va dalla gestione dei pazienti lungo-sopravviventi, allo scompenso cardiaco visto sotto la luce dei biomarcatori e delle nuove prospettive terapeutiche, all’ impiego degli antiPCSK9 alla luce delle rilevanti indicazioni delle nuove Linee Guida ESC/EAS 2019, alle infezioni difficili in Medicina Interna con puntualizzazione circa l’ uso dei nuovi antibiotici, alle considerazioni sull’ uso dei broncodilatatori e il loro miglior utilizzo, fornendo un asset di comportamenti pragmatici, sostenuti dal rigore scientifico riportato in letteratura e validato dalla Comunità medica. Tutti gli argomenti saranno trattati alla luce degli ultimi trial e linee guida con stretto rapporto anche ai problemi gestionali. Infine, l’ indirizzo costante dei lavori, sotto la regia dei Discussant, dei Moderatori e dei Relatori, manterrà alta l’ attenzione alla precipua condizione del Medico di Medicina Interna come costante sottolineatore del necessario ancoraggio delle scelte tecniche alla proporzionalità di cura e costante focalizzazione dei confini in chiave bioetica.

Dr. Claudio Norbiato
Responsabile scientifico

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Problematiche infettivologiche emergenti in Medicina Interna e guida all’uso razionale della terapia antimicrobica @ Hotel 500
Mar 13 giorno intero

Negli ultimi anni si è assistito ad un importante incremento delle antibioticoresistenze, tanto che germi un tempo considerati “facili” rappresentano oggi, sempre più frequentemente, una vera e propria sfida per le nostre scelte terapeutiche. Il problema assume una dimensione ampia, di igiene pubblica. Tutto ciò, in gran parte, è stato causato dall’uso indiscriminato e irrazionale che si è fatto nel tempo degli antibiotici, ma è arrivato oggi il momento di ripensare seriamente ad un nuovo approccio alla gestione di terapie, non solo empiriche ma anche mirate (necessità di uno sforzo ad una approfondita lettura “fenotipica” dell’antibiogramma), che sono la conseguenza di ragionamenti effettivamente complessi ma ineludibili. Inoltre è da qualche tempo disponibile la possibilità di fare il cosiddetto antibiogramma molecolare, ma il suo uso su larga scala al momento non è proponibile, e va chiarito come esso integri quello fenotipico tradizionale. Recentemente sono state inoltre introdotte delle significative novità in tema di terapia antibiotica contro i germi multiresistenti, ma il ruolo delle cosiddetti nuovi antibiotici, specialmente nei reparti di Medicina Interna, deve ancora essere in gran parte stabilito. Tra gli aspetti più importanti al momento di impostare una “terapia empirica ragionata”, dovremmo quindi considerare come centrale il potenziale “impatto ecologico” delle nostre scelte, sia nei confronti dell’equilibrio microbiologico del singolo paziente sia di quello della comunità. Stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione in campo medico, e l’impressione è che fino ad ora troppo poco se ne sia percepita la reale importanza. La Medicina Interna, attualmente, si trova a gestire la massima parte di queste problematiche. Questo corso, ormai alla sesta edizione, ha lo scopo di sensibilizzare e formare l’Internista alle molteplici problematiche sopra espresse.

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Apr
9
gio
L’impatto del piano nazionale di contrasto all’antibiotico resistenza in area medica
Apr 9 giorno intero

Nei reparti di Medicina Interna vengono ricoverati pazienti sempre più fragili, che si trovano esposti al rischio di sviluppare infezioni dovute a microrganismi sempre più virulenti e resistenti agli antibiotici. La scarsità di nuovi antibiotici rende la battaglia sempre più impari. Ci proponiamo pertanto di presentare e discutere i nuovi quadri clinici, i patogeni emergenti, le nuove potenzialità diagnostiche ed il loro corretto utilizzo e le nuove strategie terapeutiche per un trattamento appropriato e a basso impatto sulle resistenze.

L’antibiotico-resistenza è un problema di salute pubblica con impatto crescente su morbosità, mortalità e aggravio dei costi per il sistema sanitario1.

L’antibiotico-resistenza è un problema globale, ma con differenze epidemiologiche significative nei vari paesi, che riflettono diverse politiche di uso degli antibiotici e una applicazione più o meno rigorosa delle pratiche di infection control. Tra i paesi europei, l’Italia è uno di quelli maggiormente interessati dal fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Sara’ presentato il Piano Nazionale di lotta all’antibiotico resistenza.

Problemi di antibiotico-resistenza interessano la maggior parte dei patogeni batterici. Lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) resta uno dei patogeni resistenti di maggiore importanza nel nostro paese. I dati più recenti indicano che, nelle infezioni invasive da S. aureus, la proporzione di MRSA è del 38% (uno dei valori più alti in Europa), con un trend stabile negli ultimi anni, a differenza di quanto osservato in altri paesi europei che recentemente hanno riportato un decremento significativo di tale proporzione a seguito di interventi aggressivi per il controllo della diffusione di MRSA2. Una simile condizione epidemiologica richiede l’impiego, in terapia empirica, di farmaci anti-MRSA ogni qualvolta si sospetti una possibile eziologia stafilococcica dell’infezione. Di rilievo anche la proporzione degli pneumococchi resistenti ai macrolidi (l’Italia è ai primi posti in Europa, con il 27%), mentre inferiore ma risulta la proporzione degli pneumococchi non sensibili alla penicillina, mantenutasi attorno al 10% nel corso dell’ultimo decennio2. Tra i patogeni gram-negativi, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae resistenti ai fluorochinoloni e alle cefalosporine di terza generazione sono andati incontro ad una diffusione rapida e massiccia nel nostro paese, raggiungendo proporzioni molto elevate (41% e 46%, rispettivamente, per la resistenza ai fluorochinoloni, e 20% e 46%, rispettivamente, per la resistenza alle cefalosporine di terza generazione)2. Tale fenomeno ha causato un incremento considerevole nel consumo di carbapenemi che, a sua volta, sta promuovendo la diffusione di Acinetobacter ed enterobatteri resistenti ai carbapenemi2.

L’antibiotico-resistenza interessa maggiormente le infezioni correlate alle pratiche assistenziali, ma non risparmia le infezioni comunitarie. La riduzione dei tempi di degenza e l’evoluzione verso la continuità assistenziale favoriscono la diffusione comunitaria di batteri antibiotico-resistenti selezionati in ospedale. Nelle strutture sanitare, le infezioni resistenti costituiscono una problematica emergente tanto nei reparti ad alta intensità di cura, quanto nelle Unità Operative di Medicina Interna. Si calcola una incidenza pari al 27% nelle UO di Medicina Interna, analogamente a quanto osservato nelle Unità di Terapia Intensiva (14-24%) e delle UO di Ematologia-Oncologia.  Fattori di rischio associati allo sviluppo di infezioni resistenti e in particolar modo da Acinetobacter sono: presenza di cateteri venosi centrali e cateteri urinari, ventilazione meccanica, uso di antibiotici ad ampio spettro, recente ospedalizzazione o ricovero in strutture assistenziali, impiego di nutrizione parenterale totale, diabete, emodialisi, recenti interventi chirurgici a livello addominale o ortopedici, stato di immunosoppressione (più frequentemente steroidea, anche alla minima dose di 0,3 mg/Kg/die di prednisone per un periodo superiore alle 3 settimane), anamnesi di patologia emato-oncologica sottoposta a trattamento chemioterapico intensivo. Oggi siamo in attesa di nuovi antibiotici nella speranza di vincere le resistenze batteriche, anche perche’ abbiamo dovuto riutilizzare vecchi antibiotici quali la colistina che per adesso è l’unica arma vincente nei confronti di Acinetobacter multiresistenti e Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi produttrice di carbapenemasi KPC.

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Apr
15
mer
Scuola di ecocardiografia FADOI Marche 2020 @ Presidio Ospedaliero di Osimo - INRCA IRCCS
Apr 15@2:30 pm–Dic 7@7:00 pm

Sono previste 40 ore di lezioni teorico-pratiche, che si terranno presso l’U.O. di Medicina Interna ed aula della formazione del Presidio ospedaliero “S.S. Benvenuto e Rocco” di Osimo, sede INRCA-IRCCS.

In primis saranno fornite al partecipante le basi operative per effettuare in maniera autonoma un esame ecocardiografico completo.

Il corso è stato concepito con un’impronta pratica: saranno gli stessi discenti ad effettuare esami ecocardiografici sotto la guida dei tutors. Ogni gruppo di 5 discenti avrà a disposizione una macchina per le esercitazioni pratiche, che si svolgeranno presso gli ambienti dell’U.O.C. di Medicina Interna del presidio INRCA-IRCCS di Osimo.

Particolare attenzione sarà posta all’individuazione delle differenti strutture anatomiche normali nelle opportune proiezioni.

I tutors avranno il compito di supervisionare l’operato e l’apprendimento in itinere.

Una volta che i partecipanti avranno acquisito sufficiente autonomia si passerà allo studio delle più comuni patologie, attingendo ai pazienti ricoverati presso la stessa U.O.C. o seguiti presso gli ambulatori di Cardiologia e Medicina Interna. I partecipanti potranno inoltre proporre il riesame collettivo dei casi precedentemente studiati, qualora venissero ritenuti utili ai fini dell’apprendimento degli altri discenti, in modo da stimolare una costruttiva discussione sul caso stesso (second opinion) e sul problema clinico attinente.

Al termine del corso i partecipanti dovranno dimostrare una sufficiente padronanza della metodica, ed essere in grado di individuare le più comuni condizioni patologiche che possono riscontrarsi in ambiente internistico. Ancora, troverà spazio la gestione dello scompenso cardiaco e delle principali comorbilità associate, con i necessari cenni alle numerose innovazioni terapeutiche occorse negli ultimi anni: anche in quest’ambito l’ecografia integrata cardio-toracica può dare un contributo fondamentale dalla diagnosi alla terapia.

Saranno infine chiamati a redigere un referto scritto in linea con le indicazioni delle più importanti società scientifiche.

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Apr
18
sab
10° Grandangolo in Medicina Interna: un anno di novità @ Università degli studi di Genova - Sala Conferenze DIMI
Apr 18 giorno intero

Caro Socio,

 

comunichiamo il programma del prossimo congresso:

 

10°GRANDONGOLO IN MEDICINA INTERNA

GENOVA 18 APRILE 2020

 

Qualora fosse interessato potrà iscriversi cliccando al seguente link: https://planning.it/single-event/?id=8613&title=X+Grandangolo+in+Medicina+Interna

 

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Le terapie anticoagulanti nel nuovo scenario del SSN: 12 brevi proposte operative @ Sala Conferenze Piazza del Mercato
Apr 18 giorno intero

Gli scenari attuali e futuri del Servizio Sanitario Nazionale sono e saranno sempre più caratterizzati dallo shortage di medici e pertanto dalla necessità di ottimizzare le risorse e rendere più efficienti i percorsi Ospedale – Territorio. In questo contesto, ci è sembrato tempestivo illustrare i cambiamenti cui stanno andando incontro le strutture che prendevano – spesso impropriamente – la denominazione di Centri TAO; e di condividere alcuni paradigmi diagnostico-terapeutici presentati in forma snella ed efficace.

 

Ai relatori pertanto abbiamo chiesto di presentare non una rassegna della letteratura scientifica, ma di illustrare e documentare invece le loro scelte ( con relazioni scattanti di non più di 15 slide) , che rappresentano poi ciò che davvero facciamo sul campo.

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