SCARICA L’OPINIONE DELL’ESPERTO: Gli insoliti ignoti. Ciò che l’internista deve sapere sui nuovi farmaci ipoglicemizzanti per il diabete tipo 2 nella prevenzione del danno cardiovascolare e renale

 

Care Amiche ed Amici della FADOI e dell’ANIMO,

con settembre si riparte “a bomba”, dopo il primo numero settembrino di aggiorn@fadoi ecco che incalza l’Opinione dell’Esperto … e che esperto: il mio caro amico Gigi (Luigi) Magnani, già Presidente di FADOI Lombardia ed assolutamente grande competente nell’area diabetologica.

In questo periodo, infatti, di grandi rivoluzioni terapeutiche e gestionali in campo diabetologico lui ci fornisce una completa, efficace ma soprattutto sintetica revisione sulle due principali classi di farmaci ipoglicemizzanti che hanno finalmente dimostrato di ridurre il rischio cardiovascolare del paziente con diabete.

SGLT2 inibitori ed Agonisti del GLP-1 sono infatti i primi farmaci ipoglicemizzanti (con la dubbia eccezione della metformina) ad aver dimostrato in studi randomizzati e controllati la capacità non solo di abbassare adeguatamente i valori glicemici, ma anche di ridurre significativamente il rischio cardiovascolare e renale nel paziente diabetico, che finora continuano ad  essere le principali cause di mortalità di questi pazienti, rimanendo ancora eccessivamente elevate, nonostante i buoni risultati sul controllo glicemico ottenuti con le altre classi di farmaci, anche innovativi, in uso.

Si è, quindi, passati dall’obbiettivo primario del controllo glicemico a quello della protezione cardiovascolare e renale, in altre parole abbiamo shiftato dal trattamento della glicemia alla cura del diabetico. Si è realizzato cioè un viraggio terapeutico che è anche un cambiamento gestionale, che impone un inquadramento “internistico” del paziente diabetico, valutandolo primariamente per quello che è: un paziente “vascolare” su cui va assolutamente sartorializzata la terapia, fin dall’approccio primario e prima ancora che la patologia avanzi.

Leggiamo quindi attentamente l’Opinione di Gigi Magnani e conserviamola tra i nostri “Bignami” (i giovani non capiranno questo termine, ma i più vecchi come me gliela spiegheranno) della Medicina, così come per le altre “opinioni” che già abbiamo pubblicato.

Una buona lettura a tutti, oltre, come sempre, ai miei cari saluti

Andrea Fontanella

 

 

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