Aggiorn@Fadoi 129 | 15 ottobre 2020

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Carissime Amiche ed Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci di nuovo con il numero di aggiorn@fadoi del 15 ottobre. È il primo numero che segue il nostro comune Congresso Nazionale. A consuntivo devo dire che si è trattato di uno straordinario successo di contenuti, di audience e di altissima qualità tecnologica. La sfida è stata di quelle davvero impegnative, era la prima volta che due società scientifiche come le nostre si cimentavano in un’impresa tecnologica e formativa così strutturata, ne andava di mezzo la nostra credibilità presso tutti i nostri soci e presso i nostri partner aziendali, che avevano confermato la loro piena fiducia nella potenza di fuoco della FADOI. La sfida è stata vinta: oltre 10.000 collegamenti al sito del Congresso durante il suo svolgimento, oltre 6000 visualizzazioni video post congresso sino all’11 ottobre … ed ancora proseguono. Tutto questo è stato dovuto al grande lavoro dei Presidenti e dell’Esecutivo tutto, oltre che al grande supporto tecnologico, alla campagna sul sito e sui social, all’abituale apporto della Planning, ma, soprattutto, al vostro attaccamento societario, alla vostra fidelizzazione a FADOI e ad ANÌMO e al vostro entusiasmo che ancora vi trascina, nonostante il grave periodo che stiamo attraversando. Quindi un sentito GRAZIE a tutti voi e diamo inizio alla lettura.

Fibrillazione atriale e stato pro-trombotico. Forse ci direte che della fibrillazione si parla fin troppo, anche nella nostra rubrica abbiamo spesso affrontato l’argomento.  Tuttavia, il problema è talmente frequente nel nostro quotidiano che affrontarlo dal punto fisiopatologico della sua condizione pro-trombotica può esserci davvero utile per una migliore consapevolezza terapeutica.

Nuovi orizzonti nella terapia farmacologica per la prevenzione secondaria dell’ictus. Guardiamo al futuro, si calcola che pure con le migliori terapie di prevenzione secondaria permanga un preoccupante rischio di recidiva dell’ictus, per cui, dopo un primo episodio di ictus ischemico, gli sforzi dei ricercatori e dei clinici sono tesi ed evitare le recidive. Tutto questo si persegue con l’uso di antiaggreganti, anticoagulanti e con altre misure terapeutiche e comportamentali. L’efficacia dei risultati, tuttavia, non è ancora del tutto soddisfacente. Si calcola che pure con le migliori terapie permanga un rischio annuo di ricorrenza dell’ictus del 2,5% – 4,0%. Inoltre, i tassi di incidenza annuale di morte vascolare non attribuita a ictus e infarto non fatale del miocardio, tra i sopravvissuti all’ictus, sono rispettivamente del 2,1% e dello 0,9%. Questa recensione, realizzando una disamina di vari trial randomizzati controllati, riassume i nuovi approcci terapeutici e le attuali evidenze.

Domande sulle statine nell’anziano. Una metanalisi del Cholesterol Treatment Trialists’ Collaboration, pubblicata su Lancet nel 2019 sull’uso di statine nell’anziano, concludeva che “la terapia con statine produce significative riduzioni di eventi vascolari maggiori indipendentemente dall’età, ma che c’è un’evidenza diretta minore di benefici nei pazienti over 75 non affetti da una malattia occlusiva vascolare.” Questa metanalisi viene ora fortemente contestata da un gruppo di ricercatori americani. Abbiamo ritenuto interessante fornirvi le ragioni della contestazione e la risposta degli AA.

Potassio nello scompenso cardiaco. Già altre volte aggiorn@fadoi si è occupata di diskaliemie. Questa review ha il vantaggio di offrire delle tavole sintetiche molto chiare che ci possono aiutare anche nell’esercizio quotidiano della nostra attività.

Caratteristiche cliniche ed outcome delle donne che presentano tromboembolia venosa durante la gravidanza e il post partum: risultati dal registro RIETE. Il tromboembolismo venoso (TEV) rimane una delle principali cause di mortalità materna nei paesi sviluppati. È purtroppo in aumento, tra l’altro la sua diagnosi è più impegnativa rispetto alle donne in stato non gravidico, poiché molti sintomi di TEV possono sovrapporsi ai normali cambiamenti fisiologici della gravidanza. Questo studio che ha preso i dati dal grande registro RIETE ha voluto descrivere le caratteristiche cliniche, la presentazione, la gestione e gli esiti di TEV in donne in gravidanza o post partum. Le conclusioni sono interessanti e di notevole valore pratico.

Denosumab, raloxifene, romosozumab e teriparatide per prevenire le fratture osteoporotiche da fragilità. Una revisione e una metanalisi. L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da bassa massa ossea e deterioramento strutturale del tessuto osseo, con un conseguente aumento della suscettibilità alle fratture da fragilità (definite dall’OMS come fratture ossee derivanti da forze meccaniche che di solito non le provocherebbero). Questa revisione sistematica e metanalisi di rete si è posta l’obiettivo di valutare, per la prevenzione della frattura da fragilità, l’efficacia clinica, la sicurezza e il rapporto costo-efficacia dei farmaci non bisfosfonati.

Rapporti tra consumo di caffè e ictus di vario tipo secondo la metodica della randomizzazione mendeliana. Ormai il caffè è stato assolto da tutto, o quasi. Anzi… I dati, tuttavia, si basano in genere su studi osservazionali, piuttosto inquinati da bias di ogni tipo e dalla causalità inversa.  Con la metodica della randomizzazione mendeliana, che permette di selezionare un effetto causale visto in dati osservazionali in presenza di fattori confondenti, si ottengono gli stessi risultati?

Gli inibitori del checkpoint immunitario nell’immunoterapia del cancro. Questi ultimi sono nuovi agenti terapeutici sempre più utilizzati nella terapia del cancro. Sappiamo che le cellule tumorali possono eludere la distruzione da parte del sistema immunitario attivando i recettori del checkpoint immunitario, espressi sulle cellule T e la cui attivazione inibisce la funzione dei linfociti T. Gli inibitori del checkpoint immunitario sono anticorpi monoclonali che prevengono questa immunosoppressione bloccando proprio l’attività di queste molecole checkpoint e rinvigorendo in tal modo la risposta immunitaria antitumorale.

ULTIMO MINUTO.

L’ictus può essere il primo sintomo di presentazione di COVID-19 nei pazienti più giovani. Ormai sappiamo che la malattia da coronavirus è associata a un rischio elevato di eventi trombotici venosi e arteriosi, ma l’originalità di questo lavoro in press consiste nel fatto che l’ictus può essere la prima manifestazione clinica dell’infezione da SARS-CoV-2, soprattutto nella popolazione più giovane. Leggiamo e teniamone conto.

SPAZIO GIOVANI.

Tiziana Ciarambino, una promessa (oramai già mantenuta) tra i giovani FADOI e che si occupa di Medicina di Genere nel team di Cecilia Politi, riprende un lavoro di Spagnolo e coll. pubblicato sugli Annals of Internal Medicine. La sua revisione prende l’avvio da una puntualizzazione che normalmente ci sfugge: generalmente confondiamo tra sesso e genere, ma ci sono parecchie differenze. Proiettando queste differenze sull’epidemia da COVID-19, Spagnolo e coll. ci spiegano che se, come ci è noto, vi sono differenze farmacocinetiche e farmacodinamiche tra maschi e femmine (sex differences) che influiscono sulla risposta ai farmaci, ci sono differenze by gender (gender-related factors) che influiscono sull’aderenza alla terapia, l’accesso alle cure e la consapevolezza del se. E nel caso dell’epidemia questa differenza può avere il suo peso.

ANGOLO ANÌMO

Nell’ ANGOLO ANÌMO” Letizia Tesei ci segnala questo studio, dai risvolti molto pratici, su

handoff e giudizi clinici sul rischio di deterioramento del paziente. Disegno di ricerca con metodo misto. L’assistenza infermieristica nella maggior parte dei setting ospedalieri viene garantita dagli infermieri che turnano nelle ventiquattro ore. Il passaggio di responsabilità assistenziale tra un turno e l’altro avviene attraverso uno scambio di informazioni in un processo noto come “handoff”. Vediamo se questo è soddisfacente ai fini pratici.

LINEE GUIDA

  1. Linee guida ESC 2020 sulla fibrillazione atriale commentate da Claudio Pascale.
  2. Linee Guida IDSA sui test sierologici SARS-CoV-2 in una serie di contesti.
  3. Linee guida per la prevenzione della m di Alzheimer.

Questo è tutto cari amici … e non è poco. Non mi resta che augurarvi una

Buona lettura

Andrea Fontanella.

 

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