Carissime Amiche e Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

Ecco il primo numero del mese di maggio, mese in cui avremo il piacere di incontrarci a Firenze, nella storica sede della Fortezza da Basso, in occasione del XXIV Congresso Nazionale. Per tale motivo il numero del 15 maggio, come ogni anno, non uscirà.

Il primo articolo riguarda ancora l’Aspirina in prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari: il punto sulle evidenze. L’aspirina è sempre un tema caldo: già nell’ultimo numero di aggiorn@fadoi ci si era occupati del rapporto aspirina-cancro della prostata. Ma tornando al suo impiego nel campo cardiovascolare, se il beneficio dell’aspirina per la prevenzione secondaria delle patologie cardiovascolari è ben noto, il suo ruolo in prevenzione primaria continua a essere controverso. Se gli studi classici più datati hanno riscontrato un beneficio, quelli dal 2008 in poi hanno mostrato effetti nulli sulla mortalità per tutte le cause e per le malattie cardiovascolari e addirittura segni di aumento della mortalità per eccesso di sanguinamento. Una metanalisi del 2018 (riportata anche su aggiorn@fadoi del 1°  settembre 2018) affermava che l’effetto dell’aspirina dipende dal peso, ma tre trial successivi hanno smentito questa ipotesi.  Ora l’American Journal of Medicine pubblica una sintesi breve ma aggiornatissima, che dovrebbe (speriamo) portare un po’ di chiarezza e che vi è proposta in versione (quasi) integrale.  Attenzione poiché aggiorn@fadoi si è occupata in varie occasioni dell’aspirina in prevenzione primaria, quindi in coda all’articolo sono stati elencati i numeri di aggiorn@fadoi in cui si è trattato l’argomento, con brevissimi commenti e riferimenti bibliografici.

Il secondo articolo presenta lo studio PREDESCI: I betabloccanti per prevenire lo scompenso della cirrosi. Questo lavoro sui β-bloccanti per prevenire lo scompenso della cirrosi con ipertensione portale (PREDESCI) è stato uno studio controllato, randomizzato, in doppio cieco, condotto in otto ospedali in Spagna. Esso mirava a valutare se abbassare l’HVPG con β-bloccanti non selettivi potesse diminuire il rischio di scompenso o morte nella cirrosi compensata con CSPH. Ebbene, il trattamento a lungo termine con β-bloccanti può aumentare la sopravvivenza nei pazienti con cirrosi compensata e ipertensione portale clinicamente significativa, principalmente riducendo l’incidenza di ascite. Non sfuggono le implicazioni sugli outcome dei pazienti, sul burden della malattia e sui costi, che potrebbero influenzare le future linee guida. Ma bisogna usarli sempre o solo se c’è ipertensione portale?

Forse lo studio successivo è un po’ di nicchia, su efficacia e sicurezza dell’involucro antibatterico riassorbibile come profilassi antimicrobica negli impianti di dispositivi cardiaci. Tuttavia è degno di menzione, se si stima che ogni anno, in tutto il mondo, a un milione e mezzo di pazienti vengono impiantati dispositivi elettronici cardiaci e che, nonostante l’uso di vari regimi antibiotici per la profilassi e il supporto delle migliori pratiche chirurgiche, le infezioni dopo il posizionamento di dispositivi sono associate a preoccupanti percentuali di morbilità e mortalità. Poche sono le evidenze sulle strategie di profilassi che non siano l’uso di antibiotici preoperatori, per prevenire tali infezioni. Da qualche anno è disponibile un involucro antibatterico riassorbile (TYRX, Medtronic) che libera minociclina e rifampicina con risultati molto incoraggianti, ma mancava un grande studio multicentrico controllato e randomizzato. Ora il NEJM pubblica appunto lo studio WRAP-IT, leggiamolo.

Riduzione del volume nell’enfisema. Serve? Quale metodica è migliore? A causa  della natura distruttiva dell’enfisema, i trattamenti medici standard hanno solo un modesto effetto sui sintomi. La riduzione del volume polmonare invece  ha mostrato di ridurre la dispnea da sforzo per  un dato carico di lavoro, di migliorare la funzione polmonare e persino  di prolungare la sopravvivenza, ma il loro preciso ruolo  rimane poco chiaro con studi che riportano un’ampia variazione nei risultati. Gli AA hanno  quindi mirato a valutare gli effetti della riduzione del volume  cercando di rispondere a queste domande: la reale riduzione del volume polmonare migliora gli esiti in pazienti con enfisema rispetto a standard di sicurezza? Questi interventi sono associati a maggiori eventi avversi rispetto allo standard di cura?

Ecco ora, invece, un problema frequente nei paziente oncologici: trattamento dei pazienti con febbre e neutropenia. Che cosa è cambiato in questi anni? La chemioterapia citotossica è nota da 50 anni: infatti, le complicazioni infettive sono sempre state una delle principali cause di morbilità e mortalità nei pazienti con cancro, in pratica la seconda causa di morte. Questa revisione descrive i progressi nella definizione e nello sviluppo degli approcci alla gestione della febbre e della neutropenia attraverso studi clinici osservazionali e controllati condotti da singole istituzioni, nonché da gruppi nazionali e internazionali. I dati risultanti hanno portato a modifiche delle raccomandazioni e linee guida da parte di società scientifiche e hanno permesso di meglio definire gli attuali principi di gestione.

Numerosi sono i farmaci che noi, a ragion veduta, utilizziamo in modo off label, ma un’area dove questo succede più di frequente è quella della gestione del dolore, da qui l’articolo: Gabapentin e Pregabalin off-label. Uso e abuso. La gestione farmacologica del dolore è impegnativa, anche date le difficoltà che sempre di più si riscontrano nella prescrizione degli oppioidi: i responsabili politici stanno fissando restrizioni sempre maggiori per la prescrizione di oppioidi, per cui i medici molto spesso si rivolgono a farmaci alternativi per il trattamento del dolore. Tra questi, i gabapentoidi (gabapentin e pregabalin) conoscono un crescente utilizzo, anche off-label. Ma il loro uso è sempre giustificato? È privo di effetti secondari? Su quali evidenze si basa? A queste domande cercano di risponder gli autori di questa interessante e completa Clinical Overview.

Trattamenti farmacologici e non farmacologici per l’incontinenza urinaria nelle donne. L’incontinenza urinaria, perdita involontaria di urina, colpisce circa il 17% delle donne non gravide, e la sua prevalenza aumenta con l’età, in particolare dopo la menopausa. Nella donna l’incontinenza può avere un effetto negativo sul suo benessere fisico, psicologico e sociale e può imporre restrizioni sostanziali al suo stile di vita. Molti sono gli approcci per guarire (o almeno limitare) questo fenomeno. La revisione che vi segnaliamo fa il punto su queste metodiche, ad  eccezione di quelle chirurgiche. Giuliano Pinna poi, con pazienza certosina, ha disegnato una tabella riassuntiva molto esplicativa, pratica e facile da consultare.

Non può mancare, naturalmente, un articolo sulla Terapia con statine, ma stavolta si tratta di dieci miti da sfatare. È declinato un affascinante DECALOGO alla rovescia che tende a ottimizzare l’uso di questi farmaci che hanno cambiato la storia naturale della malattia arteriosclerotica. Le statine sono farmaci sicuri ed efficaci per prevenire il rischio di eventi cardiovascolari. Il loro uso ottimale dipende da una conoscenza approfondita delle loro proprietà farmacologiche, ma spesso sono circondate da preconcetti o false convinzioni che ne limitano inspiegabilmente l’uso o ne provocano un uso non adeguato. Questi “dieci comandamenti” pubblicati online su the American Journal of Medicine hanno il vantaggio della sintesi e di un approccio molto pratico al problema.

Il secondo articolo collegato al primo presenta una nuova metanalisi sul trattamento del colesterolo nell’anziano > 75 anni. Le statine sono ben note per la loro capacità di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, in particolare come prevenzione secondaria, ma l’arruolamento degli anziani nelle principali sperimentazioni di statine è stato basso, portando a domande sulla loro efficacia in questo importante sottogruppo. Vi è anche preoccupazione per un rischio più elevato di eventi avversi tra gli anziani che assumono statine. Questa nuova metanalisi cerca di dare delle risposte.

Altro argomento di assoluto rilievo pur se di nicchia: Sicurezza ed efficacia della sonotrombolisi per ictus ischemico acuto: uno studio multicentrico, in doppio cieco, fase 3, randomizzato e controllato. In certe situazioni gli ultrasuoni hanno un potenziale terapeutico, in particolare aumentando l’effetto trombolitico dell’rt-PA, soprattutto se vengono usate frequenze relativamente basse. La sonotrombolisi (ST) è un nuovo intervento terapeutico, che consiste nella rottura del trombo grazie all’azione di ultrasuoni. Studi sperimentali e clinici hanno dimostrato l‘effettiva capacità degli ultrasuoni, applicati con una sonda appoggiata sul cranio, di intensificare il processo trombolitico. Ora lo studio di fase 3 CLOTBUST-ER ci dice che è certamente sicuro ma che purtroppo … Anche qui, come per l’aspirina, in coda all’articolo sono stati elencati i numeri di aggiorn@fadoi in cui ci si è occupati dell’argomento, con brevissimi commenti e riferimenti bibliografici.

Si arriva con vero piacere alla SEZIONE ANIMO

Si parla di una delle principali funzione degli amici infermieri, quella educativa dei pazienti: Efficacia dell’educazione nell’aderenza terapeutica dei pazienti con ipertensione, iperlipidemia e diabete. È una revisione sistematica e metanalisi, il cui scopo è stato quello di valutare criticamente e di sintetizzare le caratteristiche dei diversi interventi educativi al fine di esaminare la loro efficacia e di migliorare l’aderenza terapeutica nei pazienti adulti con diagnosi di una o più delle seguenti malattie croniche: ipertensione, iperlipemia e/o diabete.

Come sempre si chiude con:

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

11.1 Artrite reumatoide negli adulti

              11.2 ACP Cancro della mammella

11.3 ESMO per la diagnosi, trattamento e follow-up del cancro del pancreas

SEZIONE LINEE GUIDA ANÌMO

           La gestione del diabete nell’anziano.

Eccoci quindi all’invito a una buona lettura e ai saluti che stavolta sono un

ARRIVEDERCI A FIRENZE, con affetto

Andrea Fontanella

 

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