Carissime Amiche e Amici della FADOI,

eccoci arrivati al numero del 15 aprile di Aggiorn@fadoi ed è per me questa l’occasione propizia per fare a tutti voi e alle vostre famiglie i miei più affettuosi auguri di una Pasqua felice, serena e in pace con tutti.

Il piatto pasquale è naturalmente ricco e si comincia subito con un dilemma frequente: Fibrillazione atriale, ablazione o solo terapia farmacologica? Per molti pazienti, la fibrillazione ha un importante effetto negativo sulla qualità della vita, e il trattamento antiaritmico è stato il cardine della terapia per decenni, ma dal 1998 sono cominciati a comparire dei report che suggerivano che l’ablazione con catetere era più efficace nel ridurre le recidive e i parossismi. Da allora l’ablazione è stata estesa ai pazienti a maggior rischio, ma i dati non sempre sono convincenti. Vi forniamo, quindi una sintesi molto schematica di due importanti studi pubblicati da JAMA che hanno confrontato l’ablazione con la terapia farmacologica. Ampio spazio, poi, abbiamo dato al commento editoriale, che ben sintetizza le problematiche di questo confronto.

Ecco quindi un altro dilemma sullo stesso tema: Fibrillazione atriale di recente insorgenza, è proprio necessaria una cardioversione precoce? I pazienti con fibrillazione atriale sintomatica di recente insorgenza vanno sottoposti comunemente a un ripristino immediato del ritmo sinusale mediante cardioversione farmacologica o elettrica. Ma, visto che la fibrillazione atriale spesso ha una remissione spontanea, è proprio necessario un intervento così precoce o si rischia il sovra trattamento? Gli autori di questo studio (RACE 7 ACWAS) hanno condotto un trial randomizzato multicentrico, per scoprire se un approccio attendista sia non  inferiore alla cardioversione precoce. … forse chi va piano va sano e va lontano?

Cambiamo registro e parliamo di Osteoporosi indotta da glucocorticoidi. È ben noto come i glucocorticoidi siano ampiamente utilizzati per molte patologie e come le fratture rappresentino l’evento avverso più comune e grave correlato al loro uso protratto. L’osteoporosi indotta da glucocorticoidi (GIOP: Glucocorticoid-induced osteoporosis) si sviluppa in modalità dipendenti dal tempo e dalla dose, ma può anche svilupparsi a basse dosi e in tempi brevi (addirittura entro il primo mese di terapia). In quest’ampia review, di cui per forza di cose vi viene fornita una sintesi molto schematica ma corredata da tabelle di certa utilità pratica, si fa il punto sullo stato dell’arte su questa importante complicazione della terapia steroidea.

Aspirina e cancro della prostata; molti ritengono che l’uso regolare di aspirina migliori la sopravvivenza del cancro alla prostata (e non solo) ma finora i risultati degli studi non sono stati convincenti. In questo studio di coorte, nazionale danese, Skriver e coll. hanno esaminato l’associazione tra l’uso di aspirina a basso dosaggio e la mortalità in soggetti con diagnosi di cancro della prostata, nella speranza di giungere a risultati conclusivi. Nonostante lo studio abbia coinvolto quasi 30.000 persone in un periodo di circa 10 anni, rimaniamo ancora un po’ indecisi.

Terapia antipiastrinica vs terapia anticoagulante nella dissezione dell’arteria cervicale. La dissezione della carotide extracranica e dell’arteria vertebrale è una causa importante d’ictus, in particolare nelle persone più giovani. In alcuni, ma non tutti gli studi osservazionali, essa è stata associata a un alto rischio d’ictus ricorrente. Gli agenti antipiastrinici (AP) e anticoagulanti (AC) vengono usati entrambi per ridurre il rischio d’ictus, ma se una strategia di trattamento sia più efficace dell’altra è sconosciuto. Questo studio ci aveva già dato dei risultati a 3 mesi, ora ci fornisce i risultati a 1 anno, corredato anche di test di imaging.

Un problema che molti si pongono, spesso per la scarsa conoscenza dell’argomento, è: la marijuana è proprio così innocua, soprattutto nei giovani? No, non è innocua, le conseguenze a lungo termine del consumo di marijuana di strada non sono chiari, e studi recenti sollevano allarmi sui suoi effetti. Infatti, essa interferisce con vari sistemi cerebrali e il cervello umano cessa il suo sviluppo a 21 anni. Cambiamenti nella maturazione cerebrale e nella funzione intellettuale, comprese diminuzioni del quoziente di intelligenza, sono state notate nei fruitori cronici e in alcuni studi appaiono permanenti nei consumatori in età giovanile. In questa revisione si affronta il problema dal punto di vista clinico e fisiopatologico.

Le vulvodinie sono una sindrome molto eterogenea rappresentando una comune condizione di dolore vulvare, ricorrente, con conseguenze debilitanti per la salute delle donne colpite e per la loro qualità di vita. L’eterogeneità delle donne che soffrono di vulvodinia, l’eterogeneità della sua eziologia (incerta e probabilmente multifattoriale) rappresentano una sfida significativa per identificare un trattamento che possa essere considerato “gold standard”. Pertanto, gli operatori sanitari devono ben conoscere le varie opzioni e le evidenze per ciascun caso. Questa revisione ci offre una sintesi della complessità dell’argomento e dei possibili trattamenti.

Ritornano le notizie IN BREVE

Si comincia con uno studio randomizzato controllato che ha confrontato l’efficacia e la sicurezza a lungo termine del metimazolo e del radioiodio nel trattamento del gozzo multinodulare tossico. I risultati sono di sicuro interesse.

Il delirio è uno stato confusionale acuto caratterizzato da disattenzione e disfunzione cognitiva globale, frequente, ma sotto diagnosticato, in particolare nei degenti ospedalieri anziani. Eppure almeno il 30% – 40% dei casi di delirio sono potenzialmente prevenibili. Già aggiorn@fadoi del 15.11. 2017 si è occupato in un’ampia recensione del delirio nei pazienti ricoverati. La metanalisi di rete che ora vi presentiamo su efficacia e sicurezza dei farmaci contro il delirio si è proposta di valutare le evidenze riguardanti gli interventi farmacologici per il trattamento e la prevenzione del delirio. Sebbene tra questi ultimi ne siano stati studiati numerosi, i loro benefici e la loro sicurezza complessiva rimangono poco chiari.

Ed eccoci quindi all’ANGOLO ANÌMO, riguardo al quale mi concederete di volgere un plauso particolare alla bravissima e operosissima Letizia Tesei, che riesce a collaborare in modo eccellente e continuativo con Giuliano Pinna nella realizzazione di questo spazio specifico.

Nell’Angolo stavolta si parla di uno degli argomenti principe per i nostri amici Infermieri, gli Strumenti di valutazione del rischio per la prevenzione delle ulcere da pressione. Individuare i soggetti a rischio di sviluppare ulcere da pressione sarebbe molto importante, ma gli strumenti a nostra disposizione sono efficaci? Leggendo questa revisione viene qualche dubbio…

Chiude l’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

11.1 NICE Guida alla prescrizione antibiotica delle più comuni infezioni

11.2 BRITISH SOCIETY OF GASTROENTEROLOGY. Diagnosi e trattamento dei sanguinamenti acuti             del tratto intestinale inferiore.

11.3 Trattamento dell’obesità dell’adulto nella primary care

LINEE GUIDA ANÌMO

11.4 Guida professionale alla somministrazione di medicinali in ambito sanitario

Buona lettura cari Amici e ancora Buona pasqua a tutti

Andrea Fontanella

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