Care Amiche e amici della FADOI,

è il 1° aprile ma non si scherza, puntuale esce il primo numero di primavera di aggiorn@fadoi.

La malattia di Alzheimer è la più comune causa di demenza e si verifica più frequentemente nelle donne che negli uomini. Ciò potrebbe esser dovuto alla più lunga spettanza di vita delle donne, ma potrebbe essere legato anche a differenze genere specifiche. Questo studio finlandese tratta della Terapia ormonale post menopausa e rischio di malattia di Alzheimer; infatti, se è generalmente accettato che gli estrogeni esercitino un’azione protettiva e che il loro deficit sia associato con un aumentato rischio di m. di Alzheimer, per cui prolungare una terapia a base di estrogeni dopo la menopausa dovrebbe essere protettivo, taluni pensano che possa essere proprio la terapia sostitutiva ormonale ad aumentare il rischio di m. Alzheimer … leggiamo.

Quante volte associamo l’aspirina al warfarin senza che sia necessario? E quanto è utile e quanto può essere pericoloso? Non è chiaro quanto spesso i pazienti ricevano l’aspirina quando sono in terapia anticoagulante orale con warfarin sodico, senza che ci sia una chiara indicazione terapeutica per l’aspirina, come una sostituzione meccanica di una valvola cardiaca, un recente intervento percutaneo coronarico, o una sindrome coronarica acuta. E gli outcome clinici di tali pazienti, trattati con antiaggregazione e anticoagulazione, non sono ben definiti a oggi. Per cercare di fare chiarezza vi proponiamo uno studio di coorte basato sul registro di 3.688 pazienti seguiti prospetticamente con anticoagulanti orali … i risultati sono un po’ inquietanti.

Sono stati sviluppati stent coronarici a rilascio di farmaco con uno spessore del supporto ultra-sottile (<70 μm), allo scopo di superare le limitazioni degli stent di seconda generazione, che hanno supporti più spessi. A tale riguardo è stata pubblicata una metanalisi risultata favorevole agli stent ultrasottili, soprattutto nella riduzione dell’infarto del miocardio, ma essa ha molti limiti. In The Lancet, Zaman e colleghi riferiscono i risultati dello studio TALENT, in cui sono stati confrontati uno stent a rilascio di farmaco con supporto ultra-sottile, Supraflex (spessore 60 μm), con uno stent a rilascio di farmaco con un supporto più spesso, Xience (81 μm), nel contesto di uno studio randomizzato di non inferiorità su 1435 pazienti, tutti provenienti da popolazioni europee ci sono vantaggi?

Il controllo glicemico nei diabetici è ancora subottimale, e la compliance con le complesse auto-somministrazioni routinarie è spesso difficile. C’è bisogno dunque d’insuline che riducano la frequenza delle iperglicemie e delle ipoglicemie ma che allo stesso tempo possano alleggerire l’impegno della terapia quotidiana, specialmente in pazienti insulino-resistenti che necessitano di alte dosi, per cui potrebbe essere utile utilizzare l’insulina a maggiori concentrazioni. Più recentemente, sono diventate disponibili nuove insuline concentrate che hanno dimostrato di essere sicure ed efficaci. Le nuove insuline concentrate (superiori a100 unità/ml) e i relativi dispositivi dedicati offrono nuove opzioni di trattamento per la supplementazione basale e prandiale.

Di particolare interesse a poca istanza dalla giornata nazionale dedicata al “fine vita”, ecco, su proposta di Valentino Moretti, uno studio prospettico longitudinale su “Prevalenza, sintomi e storia naturale della trombosi venosa profonda nelle persone con tumore avanzato ricoverate nelle unità di cure palliative specialistiche (HIDDen)”. La maggior parte delle persone con un cancro avanzato e incurabile viene ricoverata in ospedale, dove riceverà la tromboprofilassi di routine. Solo una piccola percentuale verrà ricoverata in unità di cure palliative specialistiche, dove la tromboprofilassi è argomento di dibattito, perché il focus principale delle cure palliative è il controllo dei sintomi, non la sopravvivenza. Questo lavoro cerca di dare risposte sulla prevalenza, i sintomi, l’utilità della tromboprofilassi in queste unità specialistiche di cure palliative.

Chirurgia bariatrica e ipertensione

  1. La chirurgia bariatrica nei grandi obesi riduce anche la pressione arteriosa.
  2. Miglioramenti della funzione sessuale anche in tempi lunghi dopo chirurgia bariatrica.

L’obesità è una delle cause di ipertensione e, comunque, una delle cause di ipertensione resistente. In questo sotto-studio del trial GATEWAY si è dimostrato che la chirurgia bariatrica secondo il sistema RYGB ottiene un miglioramento dell’ipertensione resistente e permette di diminuire I farmaci. Non solo, ma in un altro studio recensito nella nostra rubrica, si dimostra che anche dopo cinque anni dall’intervento si ha un miglioramento complessivo della vita sessuale, sia nelle donne sia negli uomini.

Quali opzioni terapeutiche per i tumori neuroendocrini? Sono rari e perciò poco conosciuti, e attualmente sono disponibili terapie multiple per i pazienti con questo tipo di tumori, ma molte terapie non sono state confrontate testa  a testa all’interno di studi clinici randomizzati. Perciò, quali sono le evidenze disponibili sulle terapie dei tumori neuroendocrini? Vi viene proposta questa revisione sistematica e questa metanalisi di rete su quasi 4.000 pazienti, nelle quali si sono identificate una serie di terapie efficaci con diversi profili di sicurezza.

La troponina ad alta sensibilità come marker di ipertensione in gravidanza. Vi sono molte evidenze che suggeriscono che i disturbi ipertensivi della gravidanza, sovrapposti agli adattamenti cardiovascolari materni già richiesti in condizioni normali, impattino sulla funzione miocardica in termini di meccanica del ventricolo sinistro e della struttura e della funzione dei miociti a livello cellulare. Pochi studi hanno esaminato i livelli di troponina cardiaca nelle donne gravide, però sappiamo che aumentati valori del volume ematico, che si verificano in determinate situazioni come l’obesità e l’ipertensione, possono essere associati con valori aumentati di troponina. Quindi un dosaggio della troponina ad alta sensibilità potrebbe rivelarsi utile nell’individuare donne soggette a ipertensione gravidica o, peggio, a pre-eclampsia.

Dieta vegana e ipertensione. È a tutti noto che una dieta ricca di vegetali è utile contro l’ipertensione (pensiamo alla dieta DASH, per es), ma la dieta vegana è ancora meglio? Forse non è così semplice. Leggiamo cosa dicono questi ricercatori, sulla base di una metanalisi.

L’ANGOLO ANÌMO

I briefing sulla sicurezza migliorano la sicurezza dei pazienti nei setting ospedalieri per acuti? Dalla revisione sulla letteratura che vi viene presentata la risposta è SI. I briefing sulla sicurezza, date le risorse minime richieste e i benefici segnalati, forniscono un’opportunità molto reale per migliorare la cultura della sicurezza e la cura del paziente nei setting ospedalieri.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

11.1 Position Statement dell’American Headache Society sul trattamento delle cefalee nella                                   pratica clinica

11.2 Linee guida OMS sul trattamento farmacologico e radioterapico del dolore neoplastico negli                            adulti e negli adolescenti.

11.3 Linee Guida AHA sulla misurazione della pressione arteriosa.

Questo è tutto, cari amici

Non mi resta che augurarvi buona lettura e porgervi un caro saluto.

Andrea Fontanella

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