Carissime Amiche e Amici della FADOI,
anche il mese di gennaio è passato, si dice che febbraio è “corto e amaro”, ma noi lo addolciamo col numero di Aggiorn@fadoi del 1° del mese.

Su segnalazione di Roberto Nardi, vi presentiamo un articolo sulle opzioni terapeutiche nell’artrite psoriasica. Questa in genere è considerata una malattia benigna, le cui manifestazioni cutanee e articolari compromettono spesso la qualità della vita dei pazienti. Per molti la malattia si associa a marcati limiti fisici e anche a compromissione dell’equilibrio emotivo. In quest’ampia revisione, che Giuliano ha cercato di sintetizzare, è disponibile una serie di opzioni terapeutiche tutte legate alla gravità della malattia e alla risposta alla terapia precedente, analizzando anche le speranze future.

Argomento comune e spesso sottostimato è quello delle allergie agli antibiotici. È ben noto come questi ultimi possano provocare reazioni avverse (ADR) e reazioni d’ipersensibilità (HSR) attraverso una varietà di meccanismi. Ma l’argomento particolarmente delicato è che tali reazioni sono frequentemente riportate in modo non accurato o inappropriato, col rischio di indurre l’uso di antibiotici ad ampio spettro o di efficacia inferiore, determinando così una minaccia per la sicurezza dei pazienti e per la salute pubblica, oltre che uno spreco economico. Nonostante questi pericoli, i casi documentati di allergie vengono raramente presi in considerazione, mentre i pazienti ad alto rischio allergico dovrebbero essere indirizzati a specialisti che eseguano i test diagnostici e abbiano la possibilità di intervenire e prevenire.

Associare un inibitore della pompa protonica (PPI) agli anticoagulanti orali può diminuire il rischio di sanguinamento del tratto gastroenterico? E gli anticoagulanti orali sono tutti uguali nel determinare questo rischio? in questo studio retrospettivo gli AA si sono posti l’obiettivo, di confrontare l’incidenza di ospedalizzazione per sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore nei pazienti che usavano anticoagulanti orali con e senza associazione con PPI, e determinare la differenza  per ogni anticoagulante in base al rischio sottostante di sanguinamento gastrointestinale.

Problema spesso causa di discussione nel nostro lavoro quotidiano è il timing d’inizio dell’anticoagulazione dopo un ictus ischemico. Finora ci si basava su dati storici connessi all’uso di eparina e dei dicumarolici. Com’è ben noto studi randomizzati e controllati, sulla prevenzione primaria e secondaria dell’ictus ischemico nella fibrillazione atriale, hanno dimostrato l’efficacia almeno equivalente degli anticoagulanti diretti verso gli antagonisti della vitamina K, ma con circa metà del rischio di emorragia intracranica. Attenzione però ai facili entusiasmi: nessuno di questi studi sui DOAC ha incluso pazienti con un ictus ischemico recente (entro le prime settimane), nei quali si è sempre temuto che l’anticoagulazione orale precoce potesse aumentare il rischio di un’emorragia intracranica pericolosa, inclusa la trasformazione emorragica dell’infarto. Questa review cerca di fare il punto sulla situazione.

Linagliptin, scompenso cardiaco e sue complicazioni nel diabetico. Negli ultimi anni sono stati messi in commercio molti nuovi farmaci contro il diabete tipo 2, e tra questi gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4), che però hanno sollevato dei dubbi riguardo alla possibilità di aumentare il rischio di scompenso cardiaco, con dati controversi tra i diversi DPP-4. Viene qua presentato in sintesi lo studio CARMELINA, progettato proprio per valutare verso il placebo la sicurezza cardiovascolare e gli outcome renali di linagliptin, inibitore della DPP-4 altamente selettivo con minima escrezione renale, in diabetici ad alto rischio cardiovascolare e renale.

Continuano ancora le controversie riguardo all’uso della digossina nella fibrillazione e nello scompenso cardiaco. È utile? È dannosa? Come mai le linee guida del 2016 la considerano farmaco di classe I? L’ampia revisione che viene presentata non sembra molto favorevole.

Come studiare un’eosinofilia. Questa in genere è tipicamente secondaria, cioè reattiva, associata a fenomeni allergici, ma spesso è anche collegata a un’ampia varietà di malattie neoplastiche e no. In questa revisione, da cui Giuliano e Marco hanno preso alcune tavole essenziali, sono esaminate le varie possibilità.

Il solito duo presenta una revisione di una metanalisi sull’esercizio fisico e cadute nell’anziano nei lunghi periodi. Qual è l’associazione tra un programma di esercizio a lungo termine con il rischio di cadute, fratture, ospedalizzazioni e morte negli anziani? Quest’ampia metanalisi di 40 trial clinici randomizzati con circa 22.000 partecipanti conferma quanto già sappiamo dalla nostra pratica clinica: un esercizio moderato è utile.

Altra frequente domanda, la Finasteride e la Dutasteride aumentano il rischio di cancro della prostata? Alcune segnalazioni ne denunciano il rischio, altre affermano che addirittura diminuiscono il rischio di cancro. Vi riportiamo in estrema sintesi alcuni di questi studi e il commento del NEJM Watch (oltre alle differenze tra finasteride e dutasteride).

 

L’ANGOLO ANÌMO

Ecco un’analisi secondaria dello studio QASC, condotto al fine di valutare l’impatto di un protocollo assistenziale evidence-based per la gestione di febbre, iperglicemia e deglutizione e monitoraggio dei parametri vitali dopo l’ictus, correlato appunto al livello d’indipendenza del paziente a 90 giorni. I dati derivanti dallo studio randomizzato, controllato QASC sono stati concretizzati attraverso un’analisi secondaria, allo scopo di identificare quali processi dell’assistenza erogata si correlino a maggiori livelli l’indipendenza del paziente dopo l’ictus.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

Linee guida EASL sulla nutrizione nelle epatopatie croniche.

Linee guida della Società Americana di Ematologia sul tromboembolismo venoso, arricchito dal commento di Fulvio Pomero.

GOLD 2019 con il qualificato commento Leo Fabbri.

LINEE GUIDA ANÌMO

Stesso argomento, GOLD 2019, ripreso nelle linee guida ANIMO con alcune note dal punto di vista infermieristico.

Come sempre presenti l’elenco delle linee guida pubblicate e le parole chiave.

 

Buona lettura cari amici e come sempre cari saluti.
Andrea Fontanella

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