Carissime Amiche e Amici della FADOI,
ci siamo, Natale è alle porte e questo è l’ultimo numero di aggiorn@fadoi del 2018, infatti, come ogni anno, il 1° gennaio vi lasciamo tranquilli e lasciamo riposare (!!!) il duo Pinna/Grandi, ci rivedrete all’opera il 15 gennaio.

È questa, quindi, l’occasione per porgere a tutti voi e alle vostre famiglie i miei più affettuosi e sinceri auguri di buon Natale e di felice e sereno nuovo Anno.
Partiamo subito con un argomento di rilievo riguardante il mieloma multiplo. Sappiamo che la storia del mieloma multiplo ha visto modificare la sua prognosi nel tempo, con la cronicizzazione della malattia, grazie alla scoperta di nuovi farmaci e dei loro derivati che agiscono oltre che sulla cellula neoplastica (la plasmacellula) sul microambiente. Il vero problema sono le recidive e/o refrattarietà della patologia stessa, infatti la prognosi diviene infausta una volta che la malattia diventi refrattaria. Lo studio che viene presentato è l’ELOQUENT-3 un trial randomizzato in cui è stata valutata l’efficacia e la sicurezza dell’anticorpo monoclonale elotuzumab più pomalidomide e desametasone rispetto a pomalidomide e desametasone da soli. Si ringrazia per la supervisione Mariacristina Bertoncelli, cara amica e Presidente di FADOI Piemonte.

Un problema discretamente frequente è quello delle emottisi non massive e quale sia l’efficacia arginante dell’acido tranexamico per via inalatoria. Uno studio su CHEST ne valida l’efficacia. A tale proposito già nel numero de “L’opinione dell’Esperto” del 10/03/2018 Marco Marietta ci aveva fornito un aggiornamento molto approfondito ed esaustivo sull’uso dell’acido Tranexamico. Gli abbiamo chiesto in pratica di replicare la suo opinione anche sull’efficacia per via inalatoria nelle emottisi non massive.
L’insufficienza renale cronica è tra le più frequenti complicanze negli ipertesi e la sua insorgenza e progressione rendono spesso l’ipertensione difficile da trattare se non refrattaria. Importante, quindi, un’accurata scelta dei farmaci, a tale scopo gli autori dell’analisi che viene presentata hanno utilizzato la popolazione dello studio CRIC per determinare i modelli di uso di agenti antipertensivi secondo lo stadio della malattia renale cronica (CKD) e per valutare l’associazione tra le diverse classi di agenti antipertensivi verso outcome non renali, come lo scompenso cardiaco e la mortalità, specie nella CKD avanzata. È da sempre un argomento caldo per I cultori della materia e gli inibitori del RAS ne escono ancora vincenti.

Per rimanere nel tema, si passa dall’insufficienza renale cronica a quella acuta ed ecco un altro dilemma: dopo un episodio di insufficienza renale acuta conviene dare, o riprendere, una terapia con inibitori del RAS? Quasi in continuazione col precedente studio, ove si riconferma la certa l’utilità degli inibitori del RAS nell’insufficienza renale cronica, non sappiamo quale sia la terapia più efficace nel danno renale acuto, complicanza comune in pazienti ospedalizzati, costantemente associata con l’aumento a lungo termine di morte, insorgenza o peggioramento della malattia renale cronica e dell’insufficienza renale terminale. Questo studio si è posto l’obiettivo di valutare se in questi pazienti l’uso di inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACEI) o bloccanti del recettore dell’angiotensina (ARB) dopo la dimissione ospedaliera si associ a migliori outcome. Le risposte sono abbastanza fruibili.

Andiamo ora ai tanti dati contrastanti sui supplementi vitaminici, minerali e omega 3 e l’eventuale loro protezione verso le malattie cardiovascolari e il cancro. Gli autori hanno identificato singoli studi randomizzati controllati da precedenti metanalisi e ricerche aggiuntive, e poi hanno effettuato una metanalisi sugli outcome della malattia cardiovascolare e sulla mortalità per tutte le cause. I risultati continuano ad essere incerti e di dubbio valore. A mio modesto parere questi studi non potranno mai essere generalizzati o traslati da un paese ad un altro. Troppo vistose sono le differenti abitudini alimentari e di vita in generale. Certo non potranno mai essere omologati i risultati che vengono dal popolo cinese a quello italiano, tanto per fare un esempio.
Ora alzi la mano chi la conosce come tale: la sindrome di Gaisböck (policitemia e ipertensione). Più di un secolo fa Gaisböck et al. descrissero una sindrome associata ad un innalzamento dell’ ematocrito e della pressione, che ne prese appunto l’eponimo. Non è noto se vi siano studi di popolazione che abbiano stabilito un’associazione tra policitemia e ipertensione. Pertanto nello studio in questione essa viene rivisitata da un punto di vista epidemiologico, utilizzando il registro National Inpatient Sample (NIS), un grande database nazionale ospedaliero.
7. Basse dosi di imipramina nella sindrome dispeptica refrattaria. Il risultato è incoraggiante.
8. IN BREVE. Un eccessivo abbassamento del LDL-c è sempre utile? Il lavoro, segnalatoci da Roberto Nardi, pone qualche dubbio sull’opportunità di abbassare eccessivamente il LDC-c attraverso un parallelismo con certe sindromi genetiche in cui valori di LDLc molto bassi sono associati a fegato grasso. Ma sovrapporre le due condizioni (terapia con anticorpi monoclonali e sindromi genetiche), forse non è molto corretto..

8.1 Dopo una sindrome coronarica acuta abbassare ulteriormente il LDLc riduce le ricorrenze. Lo studio ODISSEY OUTCOMES. Che fare allora? Nello studio il LDLc è stato ridotto da 25 a 50 mg%….Ma il follow-up medio era solo di 2.8 anni…

9. CASO CLINICO. Giovane donna con febbricola e astenia. Romina Gianfreda

Riprendiamo i casi clinici col caso, molto interessante, propostoci da una giovane collega di Alessandria…

10. L’ANGOLO ANIMO. L’assessment infermieristico può essere un efficace strumento per l’identificazione del rischio di delirium nei pazienti anziani.

Ed ecco la novità: in accordo con la sempre più stretta collaborazione con l’ANÌMO vi proponiamo questa interessante recensione di Letizia Tesei

11. L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

1. Le linee guida per l’ipertensione AHA\ACC 2017. Commenti, aggiornamenti

2. Ipertensione resistente

3. Malattia di Crohn

LINEE GUIDA ANIMO

Anche qui la novità: Linee guida per la selezione e la cura dei dispositivi di accesso venoso centrale per la nutrizione parenterale di pazienti adulti

 

Buona lettura

Andrea Fontanella

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