Care Amiche e Amici della FADOI,

eccoci al numero del 15 ottobre di aggiorn@fadoi, davvero ricco di argomenti di alto interesse.

Si parte da una review lunga e complessa sulle gastroenteriti virali, dalla quale si è realizzata una vera sintesi evidenziando tutti i punti più interessanti per un medico pratico. La gastroenterite acuta è una malattia comune che colpisce persone di tutte le età, con complicanze potenzialmente gravi nei bambini piccoli e negli anziani, che sono i soggetti più vulnerabili alla disidratazione.

Cecilia Politi ci segnala un interessante lavoro sulla prevalenza, intensità e impatto prognostico della dispnea in pazienti che hanno ricevuto ventilazione non invasiva per insufficienza respiratoria acuta. La dispnea è un sintomo frequente e intenso nei pazienti intubati, ma poca attenzione è stata prestata alla dispnea durante la ventilazione meccanica non invasiva in unità di terapia intensiva. Essa in questi pazienti ed è associata a un rischio più elevato di fallimento della NIV e a risultati più scadenti. Ma più dell’articolo forse è interessante l’editoriale, che viene riportato quasi integralmente. L’articolo, inoltre, è arricchito da un commento di Francesco Ventrella, che a novembre ci fornirà un’edizione dell’OPINIONE DELL’ESPERTO proprio su quest’argomento.

Le malattie della tiroide e l’anemia sono disturbi comuni e la loro prevalenza aumenta con l’età. In quest’articolo è studiata la relazione tra funzione tiroidea e anemia in un’analisi aggregata di dati dei singoli partecipanti. Gli AA hanno cercato di determinare l’associazione tra stato dell’ormone tiroideo e anemia in valutazioni trasversali e longitudinali, eseguendo una metanalisi individuale dei dati dei partecipanti in 16 studi di coorte osservazionali indipendenti. Non sono emerse grandi novità ma la metanalisi è parsa comunque interessante. 

Segue ora la recensione di due articoli sulle endocarditi infettive. Nel primo è affrontato uno snodo decisionale che spesso ci affligge, lo shift dalla terapia endovena alla terapia orale in pazienti stabili con endocardite infettiva (POET trial) . Stabilizzato il paziente, si può passare dalla terapia ev a quella orale e quando? Nel secondo vi è uno studio caso-unico sul rischio di endocardite infettiva dopo trattamenti odontoiatrici invasivi. In questo studio taiwanese la profilassi antibiotica non sembra necessaria. 

Un trattamento antidepressivo poco dopo una sindrome coronarica acuta può migliorare gli outcome cardiaci a lungo termine? In questo studio clinico randomizzato che includeva 300 pazienti con recente sindrome coronarica acuta e depressione, pare proprio che l’escitalopram migliori la prognosi anche a lungo termine. Mi permetto una piccola chiosa personale: “attenti, specie in questi pazienti, all’iponatremia da antidepressivi (specie SSRI) .”

Per rimanere nell’ambito dei farmaci psicotropi, ci si chiede: la prazosina può aiutare nella disassuefazione dall’alcool? Ecco uno studio piccolo ma con risultati promettenti.

Di recente la letteratura ha prestato grande attenzione al problema dell’insonnia nell’anziano, questo perché l’insonnia cronica colpisce il 57% degli anziani negli Stati Uniti, con compromissione della qualità della vita, della funzionalità e della salute. I redattori hanno recensito alcuni articoli, che preoccupano soprattutto noi medici, tutti pressoché insonni. Il primo è una review che raccoglie le raccomandazioni farmacologiche e educazionali dei pazienti anziani con insonnia. Nel secondo si stressa un concetto noto: gli uomini di mezza età che dormono cinque ore o meno a notte hanno il doppio del rischio di sviluppare un importante evento cardiovascolare nei due decenni successivi, rispetto agli uomini che dormono da sette a otto ore. Voglio rassicurare, però, i soci FADOI sul mio destino: questa valutazione prognostica pare non valere per i “dormitori brevi”, come me, Andreotti, l’ex “Cavaliere” ecc. ecc. Quindi camperò cent’anni (fatti i debiti scongiuri). Si chiude con un rilievo degno del migliore Lapalisse: in ospedale si dorme meno e peggio.

Francesco Cipollini ci propone una review molto ampia e articolata su cirrosi, ascite, restrizione di sodio. Ne sono stato molto attratto, perché rimarca una mia antica convinzione, suffragata dall’esperienza personale: non sempre il sale è così dannoso….naturalmente “cum grano salis.”

L’ultimo problema affrontato ha una valenza clinica ed economica: ma le statine nell’anziano e nel grande anziano sono sempre utili? L’ovvia risposta è “no certamente”, ma questo studio di coorte retrospettivo da un database del sistema di assistenza primaria catalana ci evidenzia come con un’accorta personalizzazione del problema si possa raggiungere un’utile appropriatezza.

Infine “L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA” con il riepilogo delle linee guida pubblicate.

Linee guida NCCN sulla leucemia mieloide cronica. Commento di Cristina Bertoncelli e Lorenza Lenzi.

Linee guida per la pratica clinica per la prevenzione e la gestione del dolore, dell’agitazione / sedazione, delirio, immobilità e interruzione del sonno nei pazienti adulti in terapia intensiva, con il commento di Ombretta Para

Un update delle linee guida dell’EULAR per la gestione dell’osteoartrite delle mani. Quest’articolo, a quanto pare, si commenta da solo.

Un caro saluto e una buona lettura per tutti.

Andrea Fontanella

Presidente Nazionale FADOI.

 

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