Care amiche e amici della FADOI,

eccoci in autunno, le foglie cadono ma aggiorn@fadoi è sempre in fiore, ed ecco il numero del 1° ottobre, s’inizia con la prima “castagna”.

Aspirina in prevenzione primaria: cose nuove e meno nuove. La diatriba è antica, se ne continua a parlare ma mai con conclusioni definitive. Aggiorn@fadoi ne ha parlato spesso, ben ventitré volte (l’indice è riportato a fine articolo). L’ultima volta il 1° settembre, dove si è recensito un lavoro di Rothwell e coll. pubblicato su Lancet in cui si poneva il dubbio sul dosaggio standard dell’aspirina, che andrebbe dosato secondo il peso. In questo numero del 1° ottobre vengono recensiti due trial importanti: lo studio ARRIVE, sempre su Lancet, sull’uso dell’aspirina in condizioni di rischio lieve-moderato, che sostanzialmente consiglia una valutazione caso per caso, e lo studio ASPREE pubblicato sul NEJM, da cui sono stati tratti tre articoli, tutti su anziani sani: effetto dell’aspirina sulla sopravvivenza senza disabilità , effetto dell’aspirina sugli eventi  cardiovascolari e sui sanguinamenti , effetto dell’aspirina sulla mortalità per tutte le cause. Concludendo che negli anziani sani si considera l’uso dell’aspirina in prevenzione primaria più dannoso che utile (anche nei confronti del cancro).

Ecco una revisione sulla batteriemia da Stafilococco aureo meticillino resistente (MRSA), essa rappresenta un grave onere per l’assistenza sanitaria, con vecchi studi che hanno dimostrato tassi di mortalità fino al 60% e il doppio della mortalità rispetto alla batteriemia di S. aureo meticillino-sensibile (MSSA). Quali opzioni terapeutiche per il trattamento della batteriemia MRSA persistente, solo Vancomicina?

La FADOI da tempo oramai sostiene una medicina saggia, eppure il diabete nell’anziano è spesso ipertrattato, nonostante che tutte le linee guida siano d’accordo nel raccomandare prudenza negli anziani, soprattutto con polipatologie, allo scopo di evitare il grave rischio di ipoglicemie. Ascoltiamo il messaggio di quest’ampia coorte ambulatoriale degli Stati Uniti (542.669 pazienti reclutati.)

Si riportano i risultati di uno studio sul Nivolumab combinato a Ipilimumab nel melanoma metastatizzato al cervello. Fino a non molto tempo fa la prognosi media per i pazienti con metastasi da melanoma al sistema nervoso centrale (SNC) era la morte certa in pochi mesi se non addirittura in settimane. Con i nuovi farmaci pare proprio che qualcosa stia cambiando.

Da un lavoro di Welch GH e Doherty MG, pubblicato sul NEJM, viene un appello accorato: “ Salviamo la tiroide.” Ancora troppe tiroidectomie radicali, nonostante i rischi aggiuntivi d’ipoparatiroidismo e di danno al nervo ricorrente e nonostante la condanna per tutta la vita alla terapia sostitutiva.

Finalmente un possibile marker per il carcinoma gastrico, che continua a essere la principale causa di morte correlata al cancro In tutto il mondo, nonostante i progressi nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori e lo screening precoce del cancro. Pare proprio che le mutazioni MUC16 sembrino essere associate al carico di mutazione tumorale e possano essere utilizzate per stratificare i pazienti con cancro gastrico in gruppi prognosticamente distinti.

Il problema non è solo dei dermatologi, ma anche e soprattutto degli Internisti: Risankizumab vs ustekinumab nella psoriasi. Anticorpi monoclonali a confronto nella terapia della psoriasi.

Per la gioia di Cecilia Politi, la “coppia di fatto” Grandi/Pinna ci riporta un bell’articolo sulle differenze di genere nel trattamento della fibrillazione atriale, dai dati del registro GLORIA-AF. I dati di questo Registro globale forniscono un’opportunità unica di valutare l’assunzione di anticoagulanti in tutto il mondo. Obiettivo dello studio è quello di pesare strategie antitrombotiche di riferimento nelle donne rispetto agli uomini e identificare potenziali lacune legate al genere nella prevenzione dell’ictus. Leggiamolo con interesse.

A chiusura delle revisioni vi è forse ciò che può portare alla caduta di un mito: quello dell’HDL. Ecco, infatti, un articolo che pone delle problematiche: Lipoproteine e rischio cardiovascolare. Non tutto è chiaro.

Ma la vera chiusura è sempre L’angolo delle linee guida, seguito dal riepilogo delle linee guida pubblicate.

Linee Guida IDSA SHEA per il Clostridium difficile 2018, con un commento di JAMA 27 agosto 2018: Diagnosi e trattamento delle infezioni da Clostridium difficile negli adulti e nei bambini.

Ben tre linee guida su H.pylori: ACG clinical guideline, The Toronto Consensus for the treatment of Helicobacter pylori infection in adults e Consensus Panel. Management of Helicobacter pylori infection—the Maastricht V/Florence consensus.  In questo report in cui si riportano le tre linee guida, l’autore David A. Johnson si chiede: che cosa dovrebbero fare i medici di diverso?

Infine due linee guida sulla Leucemia Linfatica Cronica.

Cari saluti e una buona lettura a tutti.

Andrea Fontanella

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