Carissime Amiche e Amici della FADOI,

ancora buona estate a chi lavora e a chi si gode la sua meritata pausa di riposo, ma per tutti c’è il numero di aggiorn@fadoi del 15 luglio.

Si comincia subito con un argomento che spesso ci ha coinvolti: i pazienti con Alzheimer in quasi la metà dei casi sono ipertesi, ma c’è polemica per quanto riguarda il rapporto rischio-beneficio del trattamento antipertensivo.  Alcuni piccoli studi hanno suggerito possibili deficit di autoregolazione cerebrale e sensibilità baroriflessa nel deficit cognitivo lieve e nell’Alzheimer conclamata, ma altri studi non hanno mostrato differenze tra casi clinici e controlli. In questo numero di Hypertension si esamina, in uno studio dettagliato, l’autoregolazione cerebrale e la sensibilità al baroriflesso in un campione relativamente grande di anziani divisi in tre gruppi: cognitivamente normali, con deficit cognitivo lieve o con diagnosi di malattia di Alzheimer. I risultati ci destano una discreta sorpresa. 

In un trial multicentrico randomizzato si continua ancora a parlare della procalcitonina come guida all’inizio della terapia antibiotica nei pazienti con BPCO riacutizzata ammessi in terapia intensiva. Nel numero di aggiorn@fadoi del 1° febbraio ci si è già occupati di quest’argomento, recensendo una metanalisi che dimostrava che l’uso della procalcitonina per guidare il trattamento antibiotico nei pazienti con infezioni respiratorie acute riduceva l’esposizione agli antibiotici, gli effetti collaterali e migliorava la sopravvivenza. Ora Ombretta Para ci propone una recensione di questo trial sull’utilizzo della procalcitonina in condizioni particolari nelle terapie intensive.

La vasculite crioglobulinemica sintomatica è stata osservata in circa il 15% dei pazienti infetti da virus dell’epatite C, essa è una grave malattia con un tasso di mortalità del 25% a cinque anni.  In studi di piccole dimensioni e di breve durata questi pazienti mostravano un più alto tasso di risposta e di tolleranza agli agenti antivirali ad azione diretta rispetto ai regimi contenenti interferone. Viene ora presentato uno studio di ampie dimensioni che ha coinvolto molti centri della Francia ma anche un centro egiziano e uno italiano, raccogliendo i dati di follow-up a lungo termine da una grande coorte prospettica di pazienti HCV con vasculite crioglobulinemica. Scopo è quello di determinare l’efficacia a lungo termine e la tolleranza di diverse combinazioni orali di agenti antivirali ad azione diretta rispetto ai regimi contenenti interferone.

L’accuratezza della diagnosi del diabete di tipo 2 di primo riscontro è importante per una gestione clinica ottimale. Numerosi organismi, tra cui l’ADA e l’OMS, raccomandano l’uso di tre test differenti, cercando poi la successiva conferma nella ripetizione di un test su un singolo campione. In realtà nelle procedure cliniche è comune che due test diversi (ad esempio glucosio a digiuno e HbA1c) vengano eseguiti simultaneamente sullo stesso campione di sangue. Perché non ufficializzare la procedura?

Avere “poco sale in zucca” è un bel guaio, ma una correzione troppo rapida dell’iponatremia cronica è un evento indesiderato che può potenzialmente portare a danni neurologici irreversibili derivanti dalla disidratazione cerebrale dovuta a una perdita adattativa di osmoli intracellulari nel cervello dei soggetti cronicamente iponatriemici. In questo studio di coorte ecco un paio di fattori predittivi di una correzione troppo rapida del sodio nelle iponatriemie croniche trattate con tolvaptan. Occhio all’azotemia

Contro il logorio della vita moderna” recitava un’antica réclame di un aperitivo a base di carciofo … ma i disturbi da stress contribuiscono all’induzione di malattie autoimmuni? È una leggenda metropolitana? Non sembra…

Lo sviluppo del carcinoma colorettale è stato associato a un aumento di Bacteroides fragilis e di alcune specie di Streptococcus, Fusobacterium e Peptostreptococcus nel microbiota intestinale. Questo studio retrospettivo ha raccolto i dati di oltre 13.000 pazienti adulti ricoverati con batteriemia vs controlli in condizioni simili ma senza batteriemia, proprio allo scopo di voler chiarire il rapporto tra alcune specie batteriche del microbioma intestinale e il cancro del colon.

Eccoci ora alle notizie “IN BREVE”. La prima: la normalizzazione dell’ipotiroidismo non influenza la placca carotidea. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’impatto del trattamento dell’ ipo- tiroidismo subclinico con levotiroxina sull’aterosclerosi carotidea.

Una domanda che spesso ci si pone: ma effettivamente la tamsulosina aiuta la fase espulsiva nella calcolosi ureterale? … forse ci si aspettava di più…

Insieme con l’elenco delle linee guida pubblicate, chiudiamo con “L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA”

  • Linfoma di Hodgkin: Linee Guida ESMO 2018. Commento di Mariacristina Bertoncelli e Lorenza Lenzi.
  • Target dell’emoglobina A1c per il controllo glicemico con terapia farmacologica nella popolazione adulta non gravida con diabete mellito di tipo 2: aggiornamento dall’American College of Physicians. Commento di Luigi Magnani.
  • Linee Guida giapponesi sul dolore neuropatico. Commento di Domenico Panuccio.

 

Un caro saluto e buona lettura a tutti.

Andrea Fontanella

 

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