Care amiche e amici della FADOI,

buona estate a tutti e accogliamo il mese di luglio con un numero di alto interesse pratico di aggiorn@fadoi.

Si comincia con un evento di cui andiamo molto orgogliosi: la prestigiosa rivista The Lancet ha pubblicato uno studio multicentrico italiano, che vede tra gli autori il “nostro” Giorgio Ballardini, presidente della FADOI Emilia Romagna. Lo studio ANSWER che sembra proprio dare una risposta alla “DOMANDA”: ma allora l’albumina serve nell’ascite da cirrosi scompensata? Nelle conclusioni pare proprio leggersi una rivalutazione dell’albumina nella cirrosi epatica con ascite.

 

Altro argomento molto discusso: efficacia e sicurezza dell’acido tranexamico nell’emorragia intracerebrale primaria.  Già nella rubrica “L’opinione dell’esperto” del 10 marzo 2017 Marco Marietta aveva affrontato l’argomento “acido tranexamico” con una revisione dal titolo: Acido Tranexamico: un vecchio farmaco, forse un po’ dimenticato ma ancora utile. Poiché nei pazienti con emorragia traumatica l’acido tranexamico, con la sua capacità antifibrinolitica, riduce significativamente la morte da sanguinamento e la mortalità totale senza un aumento di eventi trombotici, Sprigg e coll nello studio TICH-2, randomizzato di superiorità verso placebo, hanno cercato di valutare se esso anche negli adulti con emorragia intracerebrale spontanea riduca l’espansione dell’ematoma e migliori l’outcome. Forse potremmo rimanere un po’ delusi dai risultati ma certamente saranno necessari studi randomizzati di maggiori dimensioni per avere risposte significative.

 

Ecco ora da JAMA una review sull’infezione cronica da epatite B dalla quale traspare che forse si dovrebbero prendere in considerazione gli analoghi dei nucleos(t)idi (entecavir, tenofovir, disoproxil e tenofovir alafenamide) come terapia di prima linea, perché essi sono associati a un rischio significativamente ridotto di resistenza ai farmaci rispetto agli agenti più datati (lamivudina e adefovir).

 

Altra domanda d’interesse attuale e pratico: controlli intensivi e non intensivi nel cancro del colon. Esiste effettivamente una correlazione tra intensità di sorveglianza post-trattamento per il cancro del colon-retto di stadio I, II o III e il tempo di rilevazione delle recidive? Leggiamo cosa ci dice l’articolo.

 

Vi è una questione molto poco considerata: l’idroclorotiazide (HCTZ) è un potente fotosensibilizzatore, associato a reazioni cutanee fototossiche e fotoallergiche e al lupus indotto da farmaci, ma è anche un fattore di rischio per il cancro della pelle?

 

Uno dei grandi problemi della nostra epoca è quello dell’immigrazione, ma vi è forse un dramma nel dramma. Su Lancet Infectious Disease è apparsa una bella revisione sistematica e meta-analisi sull’antibioticoresistenza nei migranti in Europa.

 

Ci viene proposto ora un confronto degli eventi CV e della mortalità totale negli adulti americani secondo le linee guida ACC/AHA 2017 e quelle del 2014 (JNC8).

 

Torniamo al mondo reale, pare proprio che la nitrofurantoina sia meglio della fosfomicina monodose nelle donne con infezione delle vie urinarie inferiori. Rimane, però, la scomodità e la scarsa tolleranza gastrica della nitrofurantoina.

 

Stavolta la rubrica “IN BREVE” è veramente breve. Controlliamo il polso sul polso: uno smartwatch può aiutarci a rilevare la fibrillazione atriale. Il futuro è alle porte.

 

Chiudiamo, infine, con “L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA”

10.1 le anemie sideropeniche nel cancro. Commento di Cristina Bertoncelli e Lorenza Lenzi

10.2 Linee guida 2018 AHA ASA sul trattamento precoce dell’ictus ischemico. Stavolta Roberto Frediani ci fornisce un ponderoso e ponderato commento.

10.3 Revisione LG ictus AHA ASA 2018. Subito dopo il loro rilascio, AHA e ASA hanno pubblicato una “correzione” in cui sono state eliminate ampie parti del documento. Molte polemiche e…commento di Enzo Sanzaro e Michele Stornello.

 

Carissimi tutti buona lettura

Andrea Fontanella

 

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