Salve cari Amici FADOI e Buon Natale,

infatti questo è il numero che precede le Feste, anzi, visto che il 1° gennaio 2018, come da tradizione, non usciremo, colgo l’occasione per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie un anno sereno, prospero e felice.

La conseguenza è che questo numero è in pratica un “Sacco di Babbo Natale” colmo di tanti bei doni.

Si parte con una rassegna pubblicata su Circulation sullo stato dell’arte della rivascolarizzazione coronarica: vi si discutono gli sviluppi nelle procedure  off-pump (a cuore battente)  e no-touch, (senza manipolazione aortica), la  scansione epiaortica,  la selezione del condotto compreso l’uso bilaterale dell’arteria  mammaria interna e dell’ arteria radiale, la valutazione dell’innesto intraoperatorio, le  procedure minimamente invasive compresa la chirurgia  robotica e la rivascolarizzazione coronarica ibrida.

Il secondo articolo ci mostra, dai risultati dello studio Orbita, unico randomizzato e controllato in cieco, che la PCI non sembra meglio di un intervento placebo per migliorare le performance dei pazienti con angina stabile ed in terapia medica ottimale. Infatti se è comune osservazione che l’intervento coronarico percutaneo (PCI) nell’angina stabile induce un miglioramento sintomatico, che è il goal primario, non ci sono sicure evidenze da trials in cieco, placebo-controllati, randomizzati, che ne mostrino la reale efficacia.

Il terzo articolo è degno del miglior Lapalisse. Infatti lo studio CALM dimostra che marcare stretto la malattia di Crohn migliora gli outcome. Questo si ottiene con un algoritmo di follow up basato sul monitoraggio delle concentrazioni di calprotectina fecale (FC) e PCR in modo da sorvegliare l’attività infiammatoria e rapportarla ai sintomi clinici, rispetto al solo controllo clinico.

Ci sono poi, novità nel trattamento della pancreatite acuta necrotizzante infetta. In questo studio multicentrico randomizzato si è visto che lo step-up endoscopico è meno traumatizzante dello step-up chirurgico con drenaggio percutaneo con catetere, che, a sua volta, è ovviamente meno traumatizzante della chirurgia a cielo aperto.

Nello studio di TAI e collaboratori si è visto che gli ACEi ma non gli ARB riducono la mortalità cardiovascolare e quella totale nei pazienti scompensati. Forse oltre il blocco del RAAS conta, probabilmente, l’incremento dei livelli delle bradichinine?

Con lo studio DAWN sembra aprirsi una nuova alba sulla la finestra temporale per la trombolisi nello stroke. Infatti essa si allunga fino a 24 ore, con miglioramento degli outcome rispetto alle terapie mediche, a patto che si realizzi la tromboectomia endovasale nell’ictus insorto da 6 a 24 ore con evidenza di discrepanza tra la clinica e il volume dell’infarto. All’abstract, curato da Giuliano, si aggiunge un commento di Andrea Zini.

Affascinante l’articolo successivo che, nell’era dei DOAC, sembra voler concedere una rivincita al Coumadin il cui uso pare rapportarsi ad una minore incidenza di cancro.  Staremo a vedere; ricordo che vicende più o meno analoghe le avevamo già lette con le EBPM e che già abbiamo sufficienti conferme dall’ASA. Incredibili i rapporti tra cancro e coagulazione, sembra un “canone inverso”: se hai il cancro sei trombofilico, se sei in trattamento antitrombotico saresti più protetto dal cancro.

Uno studio olandese ci dice che non è cost-effective aggiungere la colonscopia di sorveglianza al test immuno-fecale nello screening per il cancro colorettale, porterebbe solo ad un aumento delle colonscopie.

In linea con questo concetto, la sezione “IN BREVE” parte con un ampio lavoro di revisione della letteratura su numerosi studi, da cui si evince che oggi vengono effettuate troppe terapie e troppi esami. Vecchio cavallo di battaglia della FADOI che nell’ambito della “Medicina saggia” si è posta la regola: “togli un farmaco.”

Sempre “IN BREVE” ecco un utile algoritmo diagnostico per la policitemia vera.

In occasione del recente congresso (novembre 2017) dell’American Heart Association, sono state presentate le nuove linee guida americane per la prevenzione, diagnosi e terapia dell’ipertensione arteriosa. Vi inoltriamo il commento ufficiale della SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione arteriosa).

Pur non essendo strettamente legato all’aggiornamento sulla letteratura, Giuliano e Marco vi informano di un’importante iniziativa che vede coinvolta Cecilia Politi, responsabile della Medicina di Genere FADOI: il progetto GENCAD su cardiopatia ischemica e genere (dobbiamo stare attenti … perché se lasciamo spazio a Cecilia tra poco dovrò creare una sezione in FADOI per la medicina di genere maschile)

Seguire le tante attività della nostra Società è doveroso, vi inoltriamo, quindi il Report del Centro Studi.

Buona lettura ed ancora auguri di buone feste a voi e a tutte le vostre famiglie

Andrea Fontanella

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