Aggiorn@Fadoi 133 | 15 Dicembre 2020

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

quest’Annus horribilis per fortuna sta volgendo al suo termine, ma ancora ha avuto il tempo di inferire un altro lutto alla FADOI. Si è spenta l’amata esistenza di un grande Presidente della FADOI, un uomo gentile, mite, ma con tutta la tenacia piemontese, un Medico colto uno dei pilastri su cui la FADOI ha costruito la sua forza, il caro Giovanni Mathieu, l’amato Nanni per tutti i suoi amici. Ancora una volta la FADOI si stringe nel dolore alla sua famiglia, partecipe della grande perdita.

I colori dell’Italia sembrano schiarirsi, allontanandosi da quel Rosso che, pur essendo il colore del Natale, in epoca COVID, è foriero di isolamento, di crisi sanitaria, familiare ed economica, il giusto contrario dello spirito natalizio. Le misure adottate dal Governo, pur così ragionatamente diversificate tra le differenti regioni, sembrano dare i loro frutti e la curva del contagio pare appiattirsi. Siamo, però, ancora ben lontani dal vedere la soluzione del problema e, visto il trend a orientamento positivo, forse un po’ di prudenza in più nel dilazionare ancora di qualche giorno le misure di isolamento, non sarebbe stata una cattiva scelta, pur rendendomi conto di quanto sia difficile dover decidere tra soluzioni che, comunque, comportano conseguenze critiche sotto il profilo, sanitario economico e sociale.

Noi, come sempre, non ci fermeremo e proseguiamo con tenacia il nostro lavoro nella battaglia quotidiana nei nostri ospedali, come sempre fianco a fianco, medici e infermieri e le nostre società proseguono la loro opera formativa, di ricerca e di valorizzazione del nostro impegno.

Ecco, quindi, la presentazione del numero del 15 dicembre di aggiorn@fadoi.

 

Fisiopatologia della resistenza ai diuretici e sue implicazioni nel trattamento dello scompenso cardiaco cronico. La clinica, così come la scelta terapeutica, senza le basi fisiopatologiche rimangono cose labili e poco incisive, come quelle poesiole appiccicate nella memoria e poi destinate a svanire. La revisione che vi presentiamo ci dà delle indicazioni fisiopatologiche su una condizione in cui incorriamo abbastanza spesso: la resistenza (o la pseudoresitenza) ai diuretici nello scompenso cardiaco. L’argomento è complesso e, a margine, sono state inserite molte note semplificative.  Leggerlo ci sarà certamente di pratico aiuto.

Nell’articolo: “Cefiderocol nelle gravi infezioni da Gram negativi”, vi proponiamo due studi pubblicati nello stesso numero di Lancet:

 Lo studio CREDIBLE-CR: Cefiderocol vs la migliore pratica clinica nel trattamento delle gravi infezioni causate da Gram negativi resistenti al Carbapenem.

Lo studio APEKS-NP: cefiderocol vs meropenem ad alte dosi e infusione prolungata nel trattamento della polmonite nosocomiale da Gram-negativi.

Studi che nascono dall’appello dell’OMS, della Infectious Diseases Society of America e della Commissione Europea, che hanno lanciato l’allarme sulla carenza di antibiotici efficaci e hanno sollecitato le aziende farmaceutiche a sviluppare nuovi farmaci. Il Cefiderocol, una nuova cefalosporina siderofora, progettata per trattare i batteri resistenti ai carbapenemi, ha dimostrato una potente attività in vitro contro le enterobatteriacee carbapeneme-resistenti: l’Acinetobacter Baumannii, lo Pseudomonas aeruginosa e lo   Stenotrophomonas maltophilia. Alla presentazione segue il commento di Massimo Giusti, uno dei grandi esperti della FADOI nell’ambito della terapia antibiotica.

Schemi diagnostici e terapeutici dell’OSAS. Abbiamo parlato in varie occasioni della sindrome da apnee notturne, ma abbiamo ritenuto molto interessante questa revisione che in alcune tabelle sintetizza in modo pratico quanto sappiamo sull’OSA … repetita iuvant.

Chirurgia bariatrica e aspettativa di vita. L’obesità è associata a un aumentato rischio di malattie e riduce l’aspettativa di vita da 5 a 20 anni. Nelle forme gravi di obesità, quando lo stile di vita e le diete non sono sufficienti, un possibile rimedio è costituto dalla chirurgia bariatrica, tuttavia, essa viene eseguita ancora abbastanza raramente. Eppure, è dimostrato che allunghi l’aspettativa di vita e diminuisca il rischio di mortalità totale, cardiovascolare e di cancro. Questi dati ci erano stati forniti da uno studio svedese del 2007 e ora ci si chiede se vengano confermati dall’estensione del follow-up ad altri 13 anni. Mentre ci accingevamo a rifinire questo numero della nostra rivista, è stato pubblicato sugli Annals Int Med uno studio per molti versi simile e che ci dà conclusioni di notevole interesse.

Alcuni chiarimenti sul rischio di lesioni renali acute indotte dalla tomografia computerizzata   con mezzo di contrasto. Molte volte decidere di eseguire un esame radiologico, in particolare una TC col mdc, rappresenta un vero dilemma, specie nella considerazione di eventuali rischi che, in talune situazioni cliniche, questo possa comportare.  I radiologi mettono frequentemente limiti tassativi ma non sono dei clinici. È nostro compito non lasciare solo a loro la decisone operativa perché certamente noi siamo in grado di decidere il rapporto rischio beneficio dell’esame. Queste brevi raccomandazioni ci potranno sicuramente aiutare nella decisione. Mentre recensivamo questo lavoro ci sono pervenute le linee guida della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, della Società Italiana di Nefrologia e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, cui vi rimandiamo nell’apposito capitolo. Proponiamo entrambe le comunicazioni perché, pur non essendo in contrasto, hanno, anzi, ciascuna, delle peculiarità.

Gli ictus che insorgono durante il ricovero. Una realtà non trascurabile e spesso misconosciuta. Un dato in qualche modo sottovalutato è l’insorgenza di ictus ischemici acuti nei pazienti ricoverati per altre patologie.  Sono pazienti più fragili, spesso affetti da comorbilità sulle quali magari siamo più concentrati, per cui rischiamo, paradossalmente, di arrivare alla trombolisi più tardi che non nei pazienti esterni, con il risultato di outcome peggiori. Questo interessante lavoro americano ha il merito, se non altro, di ricordarci che il problema esiste.

Qual è il metodo non chirurgico migliore per la colecistectomia? La colecistectomia laparoscopica è attualmente la procedura più comune utilizzata nelle nostre chirurgie, ma non sempre è attuabile o ha successo, per cui, per evitare l’intervento open, stanno prendendo piede procedure alternative, come le tre modalità di drenaggio della colecisti. Di queste ultime, però, mancano dati assolutamente esplicativi.  In questa revisione sistematica e metanalisi si è cercato di fare chiarezza, ma in fondo ogni procedura ha i suoi rispettivi vantaggi e svantaggi e, come sempre, la selezione della tecnica dipenderà dalle competenze disponibili.

Terapia compressiva per prevenire le recidive della cellulite alle gambe. Un tema che affrontiamo poco ma che ci ritroviamo abbastanza spesso nella pratica clinica: la cellulite ricorrente (non, naturalmente, quella estetica che meriterebbe un discorso a parte). Questo è un problema piuttosto frequente nei nostri pazienti affetti da varie patologie. Come comportarsi? Terapia antibiotica? Certamente sì, ma è sufficiente per evitare le recidive? La terapia compressiva viene spesso adottata, ma è un sistema empirico o è basato su dati scientifici? Questo studio, piccolo ma ben condotto (al punto di essere pubblicato sul NEJM) ci dà qualche chiarificazione in più.

ULTIMO MINUTO

Effetto protettivo del sangue gruppo 0/ Rh neg nelle infezioni SARS-CoV-2? Questa è un’opinione che gira da tempo. Ma è una leggenda metropolitana, come tante nell’infezione da COVID, o abbiamo a disposizione dati seri?  In realtà ci sono studi che lo confermerebbero, ma sono piccoli, senza gruppo di controllo, eseguiti in ambienti limitati.  Questo studio canadese ha cercato di eliminare i possibili bias. Leggiamone gli interessanti risultati.

SPAZIO GIOVANI

Cancro del polmone: aspetti molecolari, genetici ed epidemiologici correlati al genere. Un po’ spazio giovani e un po’ Medicina di genere. Tiziana Ciarambino, giovane estremamente attiva, che con Cecilia Politi si occupa di Medicina di Genere, ci propone questa interessante review di Mederos e coll. sugli aspetti peculiari del cancro del polmone nelle donne. Purtroppo, le donne fumano sempre di più e si ammalano sempre di più di cancro del polmone, ma non è solo questo il problema, leggiamo.

L’ANGOLO ANIMO

La telemedicina per l’autogestione del diabete nelle popolazioni svantaggiate. La telemedicina consente ai servizi sanitari di essere più ampiamente disponibili, a maggior ragione in questo periodo di forzato isolamento. Essa è un potente strumento di comunicazione, tra pazienti e team sanitario. I pazienti sono incoraggiati a essere partecipi e partner attivi nella gestione della loro salute, realizzando cambiamenti positivi nello stile di vita, con misure di auto-cura e interventi sanitari basati sulle evidenze. Ciò potrebbe rivelarsi particolarmente utile per certe patologie croniche, come il diabete, dove la telemedicina potrebbe evitare di lasciare solo il paziente nel gestire la sua malattia.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

1 Linee guida pratiche per i filtri cavali nei pazienti con tromboembolismo venoso.

  1. Valutazione e prevenzione del danno renale da mezzo di contrasto.
  2. Malattia di Ménière

Nell’invitarvi a una proficua lettura, non tralascio certo di augurarvi comunque un sereno Natale, che si può trascorrere in modo felice nella ristretta cerchia della propria famiglia o nella sacra dedizione con cui svolgiamo il nostro lavoro, per chi, come da anni nella nostra vita, il Natale lo farà in Ospedale.

Andrea Fontanella

 

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