Aggiorn@Fadoi 132 | 1° Dicembre 2020

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Care Amiche e Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

questo numero di aggiorn@fadoi esce dolorosamente listato a lutto, perché dedicato alla scomparsa di un grande uomo e grande medico, oltre che pilastro della FADOI e, con l’infaticabile Giuliano Pinna, vero motore ed anima di questo canale.

MARCO GRANDI ha fulmineamente abbandonato la sua inerzia terrena e ci ha lasciati privi del suo costante apporto culturale, della sua ironia, della sua intelligenza, del suo pungente stimolo a migliorare, del suo goliardismo. Difficile colmare il suo vuoto, la sua presenza era quasi ingombrante ma indispensabile e sempre stimolante. Tutti i componenti della popolosissima grandilist, me in testa, aspettavano ogni mattina i suoi preziosi aggiornamenti su tutte le news della letteratura mondiale, per salvarle, catalogarle e poi usarle per i propri aggiornamenti e le proprie “presentazioni congressuali”.
Ma, di certo, ciò che ci mancherà di più è il suo affetto, la sua leale amicizia e la sua nobiltà d’animo. Noi ci stringiamo in un caloroso abbraccio all’amata moglie Roberta e partecipiamo affranti al dolore della sua famiglia.
Aggiungo alle nostre parole, mie e del Presidente Manfellotto, il saluto del suo caro amico Giuliano:

“E così ci hai lasciati! Per sei anni, ogni mattina, analizzavo i temi che proponevi, cercavo di mettere un po’ di ordine e di selezionarne qualcuno per la nostra rivista. Ma era difficile, perché erano tutti interessanti, stimolanti: tutti meritavano.

Ormai quell’appuntamento mattutino faceva parte della mia quotidianità: ed era molto importante, non solo perché mi regalava il materiale per la nostra rivista, ma perché era una presenza rassicurante e al tempo stesso stimolante. Nella rivista ci eravamo assegnati ruoli diversi, e li abbiamo sempre rispettati; talvolta ti chiedevo un parere, un consiglio, e mi rispondevi con la tua aria scanzonata, un po’ goliardica. Ma “c’eri”.  Sempre.

Come mi   mancherà quell’amico mattutino, così diverso da me, così estroverso, così brillante, e che aveva il coraggio delle proprie idee.

Vorrei dirti tante cose, ma la commozione mi chiude la gola. Pregherò per te e tu prega per noi, ora che “sai”.

Ciao Marco. Ti voglio bene!”

 

Ora, cari amici, noi come sempre, continuiamo. Men che mai il nostro Marco avrebbe voluto che l’opera della FADOI, si fermasse, ed ecco quindi la mia presentazione del numero del primo dicembre.

 

Ottimizzare la selezione della monoterapia: aspirina vs inibitori P2Y12 dopo PCI. Le linee guida raccomandano la doppia antiaggregazione (aspirina + P2Y12 inibitori) per 12 mesi dopo la PCI.  Ma i continui progressi delle metodiche e i miglioramenti dei device nel design dello stent, nelle tecniche di posizionamento, fanno temere che questo periodo sia troppo lungo, col rischio di aumento dei sanguinamenti a fronte di un rischio ischemico non aumentato. Inoltre, in monoterapia, è meglio l’aspirina o sono meglio i P2Y12 – inibitori? Questa bella revisione degli studi più importanti ci fornisce un algoritmo che può aiutarci notevolmente nelle nostre scelte quotidiane.

Sviluppo di un test del respiro non invasivo per la diagnosi di cancro della testa e del collo. A livello mondiale i carcinomi a cellule squamose delle mucose della testa e del collo rappresentano il 6% di tutti   tumori e fino al 2% di tutti i decessi per cancro. Le attuali terapie sono efficaci nel trattamento della malattia allo stadio iniziale, con morbilità limitata; tuttavia, le presentazioni in fase avanzata sono comuni e spesso associate a prognosi infausta e morbilità elevata correlata al trattamento.  Bisogna perciò saper rilevare precocemente i sintomi aspecifici ed elaborare dei test facilmente attuabili e non costosi da applicare quando ci sia il sospetto di queste malattie. Un test economico e facilmente eseguibile è il test del respiro, capace di analizzare con una spettrometria di massa tra i composti organici volatili quelli che possano indicare la presenza del tumore.

Una notizia inaspettata quasi paradossale: l’abbassamento intensivo della pressione riduce il rischio di ipotensione ortostatica. Tutti noi siamo convinti che un abbassamento intensivo della pressione arteriosa esponga a ipotensione ortostatica e al rischio di sincopi. Lo stesso studio SPRINT, sostenitore principale di un abbassamento aggressivo della pressione, aveva notato maggiori episodi di ipotensione ortostatica in questo setting. Ora compare sugli Annals Internal Medicine questa metanalisi che scompiglia le carte: l’abbassamento intensivo della pressione protegge dall’ipotensione ortostatica. Sarà vero? A tale proposito abbiamo allegato il commento del NEJM Journal Watch.

Trattamento con nucleotidi antisenso dell’angioedema ereditario. Il tipico edema nell’angioedema ereditario è causato da una permeabilità vascolare aumentata localmente in risposta all’eccessiva formazione di bradichinina, che deriva da un controllo inadeguato dei componenti del sistema di contatto, fattore XIIa e callicreina plasmatica. Si sono tentate varie terapie, tra queste molto promettente sembra quella con nucleotidi antisenso che bloccano la callicreina (e quindi la successiva produzione di bradichinina).  Un grosso limite di questo studio è il fatto che sia stato eseguito su soli due pazienti, quindi privo di ogni validità statistica, ma abbiamo ritenuto opportuno segnalarvelo lo stesso perché i risultati sono particolarmente interessanti.

Fattori associati al rischio di amnesia globale transitoria ricorrente. L’amnesia globale transitoria (TGA) è una sindrome clinica caratterizzata da amnesia anterograda ad esordio improvviso che in genere dura da 4 a 6 ore ma che può spingersi fino a 24 ore. L’incapacità di ricordare cosa succeda durante un episodio di amnesia globale transitoria spesso fa sì che i pazienti facciano ripetutamente domande, mentre la loro identità, coscienza e altre funzioni neurologiche rimangono intatte. Gli episodi di TGA hanno spesso un trigger identificabile, come la manovra di Valsalva, il rapporto sessuale, l’esercizio fisico o una forte emozione. È, quindi, prevedibile? Visto che spesso la si associa alla cefalea, mostra una qualche “aura”? La review che vi presentiamo cerca di fare il punto.

Rischio di infezioni importanti con i glucocorticoidi a basso dosaggio nell’artrite reumatoide. Sappiamo che alti dosaggi di glucocorticoidi espongono a infezioni anche gravi, ma poco è noto sui bassi dosaggi.  I pareri non sono unanimi: gli studi randomizzati esistenti si riferiscono a brevi periodi e non sono adeguatamente testati per valutarne la sicurezza. In questo studio, George e coll. hanno mirato a quantificare il rischio di infezioni allorché i glucocorticoidi vengano utilizzati stabilmente e a basso dosaggio per tempi lunghi, in una popolazione di pazienti con artrite reumatoide che ricevevano anche terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia, compresi i farmaci biologici. Il risultato sembra proprio indicare che si debba stare attenti.

Malattia di Parkinson e rischio cardiovascolare. La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa della popolazione geriatrica. Ma è un fattore di rischio cardiovascolare o addirittura   si ritrova a svolgere un ruolo protettivo? In effetti nella malattia di Parkinson esiste una disregolazione simpatica, che si traduce in una minore attività del drive simpatico. E allora?  leggiamo l’articolo che ha pubblicato i dati da un ampio database nazionale americano.

Rivaroxaban e aspirina in pazienti con arteriopatie periferiche sintomatiche degli arti inferiori. Nei pazienti con arteriopatie degli arti inferiori ad alto rischio o con importanti comorbidità, deve essere preso in considerazione il trattamento di associazione rivaroxaban e aspirina? Se sì, a quali pazienti deve essere destinato questo trattamento? Leggiamo questa sotto analisi dello studio COMPASS.

ULTIMO MINUTO

Gli arresti cardiaci extraospedalieri in tempi di COVID-19. Roberto Nardi ci invia questo studio inquietante, da cui emergono ulteriori danni dovuti a COVID-19. Oltre alla mortalità attribuitagli direttamente, è probabile che COVID-19 aumenti la mortalità anche indirettamente. In questa revisione eseguita su vari centri di varie nazioni ci si è concentrati sugli arresti cardiaci extraospedalieri (OCHO), valutando l’impatto sui loro esiti soprattutto dei ritardi dovuti all’isolamento, da parte dei servizi di emergenza e/o anche alla mancata assistenza da parte degli astanti, molto restii, se non impediti, a toccare la vittima per praticarle le pur elementari manovre di rianimazione. Il fenomeno sembra proprio essere omogeneamente diffuso.

SPAZIO GIOVANI

Medicina di genere

 Anemia da carenza di ferro, transferrina, contraccettivi orali   e ictus ischemico. Cosa li collega? La nostra “giovane FADOI” Tiziana Ciarambino, che collabora con Cecilia Politi nell’area della Medicina di Genere, ci propone questo interessante lavoro: sappiamo che le cause dell’ictus ischemico sono molteplici, tra cui vari fattori che attivano la coagulazione.  Tra questi fattori conosciamo l’uso dei contraccettivi orali, ma meno nota è   la sideropenia con o senza anemia sideropenica. Ci si chiede: esiste un collegamento tra uso di contraccettivi orali, sideremia o anemia sideropenica e ictus ischemico?  Potrebbe esserci un fattore di collegamento nell’ iperespressione della transferrina. Se sì, perché?

ANGOLO ANÌMO

Relazione tra National Early Warning Score 2, preoccupazione clinica ed esito del paziente alla dimissione: studio retrospettivo osservazionale. I sistemi di punteggio di preallarme si basano principalmente sui parametri dei segni vitali raccolti regolarmente nella pratica clinica. Il loro scopo è aumentare la frequenza di identificazione del deterioramento clinico e facilitare risposte adeguate nella pratica. In quanto tali, questi sistemi informano le esigenze di un’assistenza crescente, come l’aumento della frequenza del monitoraggio dei pazienti o della valutazione e degli interventi del personale senior, a seconda dei gradi di deviazione dagli intervalli normali. A questo proposito lo score NEWS, aggiornato come NEWS2, è stato adottato in diversi paesi. In questo studio, su cui ci riferiscono Letizia Tesei e Ignazia Lo Burgio, il NEWS 2 è stato integrato con un altro score, il punteggio relativo alla preoccupazione clinica, nell’identificazione dei pazienti a rischio di deterioramento clinico nei setting acuti ospedalieri. I risultati sono piuttosto interessanti

ANGOLO LINEE GUIDA

LINEE GUIDA. LG AIOM neoplasie retto e ano

LINEE GUIDA. Sinopsi vaccinazione contro il papillomavirus

LINEE GUIDA.  Aggiornamento LG OMS su trattamenti della COVID-19.

Fatto, care amiche e amici.

Non ci resta che salutarvi, affettuosamente come sempre, ed augurare a tutti noi che tutto vada per il meglio.

 

Dario Manfellotto                    Andrea Fontanella

 

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