Aggiorn@Fadoi 130 | 1° Novembre 2020

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci arrivati al numero di aggiorn@fadoi di Ognissanti e temo proprio che saremo costretti a rivolgerci a ognuno di loro per avere un aiuto in questo nuovo, terribile momento. Com’era assolutamente prevedibile, basandosi su calcoli di semplice progressione matematica, ci ritroviamo nuovamente nel pieno dell’epidemia e dobbiamo nuovamente fare del nostro massimo per evitare il completo collasso dell’assistenza. Raccomando a tutti, però, la massima prudenza, citando quelle che, in occasione di un Webinar della FADOI Lazio, ho enunciato come le tre leggi del medico (e infermiere) ospedaliero, rifacendomi alle tre famose leggi della robotica del grande Isaac Asimov: 1. Un medico Ospedaliero deve avere come prima legge la salute e la sicurezza del paziente. 2. Un medico Ospedaliero deve avere come seconda legge la sicurezza dell’ospedale, purché questo non contrasti con la prima legge. 3. Un medico Ospedaliero deve avere come terza legge la sicurezza di sé stesso e di tutto il personale sanitario, purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge. Dopo questa premessa tra dovere e saggezza, partiamo come sempre con i lavori presentati in aggiorn@fadoi.

Fibrillazione atriale e demenza. Sebbene FA e demenza condividano molteplici fattori di rischio e siano patologie dell’invecchiamento, non possono essere considerate un’associazione casuale: negli studi di popolazione è emersa una correlazione indipendente tra FA e molteplici forme di demenza, inclusa la malattia di Alzheimer. In questo sintetico compendio pubblicato su Circulation, Bunch propone modelli meccanicistici per spiegare la connessione di FA e demenza.

Sospensione dei farmaci antipertensivi negli anziani. È questo un grosso problema: gli specialisti sono sempre molto titubanti nel sospendere la terapia antipertensiva, molti affermano che se si può sospendere una terapia antipertensiva probabilmente non era necessario iniziarla. Si parla ovviamente dell’ipertensione primaria. Spesso, però, nell’anziano e nel grande anziano possono insorgere complicanze: sviluppo di reazioni avverse, interazioni farmaco-farmaco, eccessivo aumento del carico correlato ai farmaci. Pertanto, l’interruzione degli antipertensivi potrebbe essere appropriata in alcune persone anziane. Lo studio si è posto il compito di valutare se in queste persone è possibile la sospensione dei farmaci antipertensivi e stimare gli effetti della sospensione di tali farmaci su mortalità, esiti cardiovascolari, ipertensione e qualità della vita.

Gestione non chirurgica con terapia antibiotica vs appendicectomia laparoscopica: successo del trattamento e giorni di disabilità nei bambini con appendicite non complicata. Probabilmente si ricorre troppo spesso alla chirurgia nei bambini con appendicite non complicata. Molto interessanti le conclusioni a cui giunge questo ampio lavoro pubblicato su JAMA.

Prevalenza di placche instabili e rischio di ictus nei pazienti con stenosi carotidea asintomatica. Una metanalisi. Considerato il costo-beneficio, ha senso ed è fattibile utilizzare l’imaging neurovascolare multimodale routinariamente per ottenere una selezione di pazienti con stenosi carotidea asintomatica che possano essere candidati alla   rivascolarizzazione? Quest’ampia metanalisi cerca di dare delle risposte.

Alteplase per l’ictus ischemico acuto negli ultraottantenni. Analisi aggregate dei dati dei singoli pazienti. Sebbene il fattore di rischio più importante per l’ictus sia l’età, gli studi base sono   stati eseguiti su persone   ≤80 anni; eppure, circa un terzo degli ictus acuti si verifica tra persone di età ≥80 anni. Tutta una serie di trial ha aperto alla possibilità di ampliare il tipo di pazienti su cui intervenire: i tempi, la   gravità dell’ictus, i criteri di imaging e il limite di età erano le restrizioni più ovvie che dovevano essere affrontate. Le linee guida ormai non sconsigliano l’Alteplase negli ultraottantenni, ma a tutt’oggi si è ancora molto riluttanti, soprattutto per la paura di emorragia (peraltro non dimostrate in numero maggiore tra over e under 80). Questo studio confronta gli outcome per l’ictus ischemico in queste fasce di età e ci aiuta nel processo decisionale di questi pazienti.

Inibitori dell’aromatasi e rischio di danno cardiovascolare nelle donne con cancro del seno. Oltre al tamoxifene, il più utilizzato modulatore selettivo del recettore degli estrogeni, gli inibitori dell’aromatasi sembrano avere un profilo molto favorevole nella terapia del cancro del seno, ma, rispetto al tamoxifene, sono gravati da molti dubbi sulla loro pericolosità a livello cardiovascolare.  Non abbiamo dati sicuri e la stessa FDA e l’Agenzia del farmaco europea non danno raccomandazioni univoche.  Questo studio cerca di fare il punto.

Nuovi antidiabetici a confronto. Una metanalisi di rete. Negli ultimi anni ci sono state molte novità nel campo dei nuovi farmaci ipoglicemizzanti. Abbiamo avuto una quantità immensa di informazioni e la confusione, soprattutto per i non addetti, rischia di essere notevole. Questa metanalisi di rete cerca di offrire il punto sugli outcome cardiovascolari di questi farmaci. Trattandosi di una revisione siamo in grado solo dare alcuni spunti essenziali, elaborando anche qualche tabella riassuntiva.

Trial randomizzati controllati di impiego ambulatoriale precoce dell’Idrossi-clorochina nella prevenzione dell’infezione, di ricoveri e di morte da COVID-19. Una metanalisi. Continua il dilemma amletico: Idrossiclorochina, non idrossiclorochina … nella COVID-19.  Nelle fasi precoci/ precocissime della malattia, soprattutto, essa può essere utile, poco utile o addirittura pericolosa per complicazioni cardiache? Finora gli studi in fase precoce ambulatoriale sono stati pochi, non randomizzati ed eterogenei. Questa metanalisi di cinque trial randomizzati controllati cerca di dirci qualcosa di più, e le notizie sembrano essere favorevoli.

ULTIMO MINUTO

Aumento del rischio di infezione e di gravità di COVID-19 in pazienti con malattie autoimmuni. Responsabilità dei glucocorticoidi. Come detto nella mia introduzione, siamo nuovamente in piena emergenza COVID-2 e, tra gli innumerevoli problemi, torna d’attualità un ulteriore motivo di preoccupazione: i pazienti con malattie autoimmuni trattati con immunosoppressori e quindi già esposti a complicazioni infettive, come si comportano con l’infezione da SARS-CoV-2?  Gli outcome sono peggiori o, in certi casi e con certe terapie, migliori?  Questa revisione sistematica e metanalisi ha cercato di fare il punto della situazione.

SPAZIO GIOVANI

Il vaccino antinfluenzale può̀ ridurre l’incidenza e la gravità della COVID-19. Ombretta Para ci propone questo studio italiano. La vaccinazione annuale, una componente importante dei programmi di salute pubblica, è l’intervento più efficace col miglior rapporto costo-beneficio per prevenire l’influenza stagionale   e poiché non sono ancora disponibili né un vaccino specifico contro il SARS-CoV-2 né farmaci anti-COVID-19, e poiché la seconda ondata così temuta è ormai una realtà, ha senso   valutare se la vaccinazione antinfluenzale possa mitigare la perniciosità del nuovo focolaio di COVID-19? Questo studio italiano è andato a vedere gli outcome clinici dei pazienti vaccinati contro l’influenza stagionale nell’autunno scorso rispetto a quelli non vaccinati in rapporto alla diffusione e alla gravità della COVID-19.

L’ANGOLO ANIMO

Raccomandazioni infermieristiche per i caregiver dei pazienti adulti con Gastrostomia endoscopica percutanea. La PEG è una parte fondamentale della gestione del paziente con difficoltà di alimentazione e una sua gestione corretta è altrettanto fondamentale, per cui il paziente e il caregiver dovrebbero essere consapevoli delle possibili complicanze ed essere coinvolti nella gestione già nella fase di preinserimento.  In particolare, i pazienti e i familiari dovrebbero essere istruiti e dovrebbero ricevere informazioni scritte relativamente all’alimentazione tramite sondino gastrostomico. Questo studio si è posto il compito di valutare l’effetto dell’utilizzo di raccomandazioni infermieristiche sulla conoscenza e le abilità dei caregiver di pazienti adulti portatori di PEG.

LINEE GUIDA

  1. Terapia antiemetica. Linee Guida AIOM 2020
  2. Approccio farmacologico al trattamento del diabete tipo 2. Sinopsi trattamento diabete tipo 2. American Diabetes Association’s Standards of Medical Care in Diabetes Clinical Guideline 2020
  3. Terapia contraccettiva ormonale nelle donne ipertese. Non sono delle vere linee guida, ma contengono delle indicazioni pratiche molto utili.

In bocca al lupo cari amici e ricordatevi che, per fortuna, in ogni nostra fatica c’è sempre un limite: il nostro massimo. Più del proprio massimo non si può dare. Quindi date il massimo ma con prudenza.

Una buona lettura Andrea Fontanella.

 

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