Care Amiche e Amici della FADOI e di ANÌMO,

inizia il mese di agosto ed è ora il momento giusto di augurare a tutti voi ed a tutti i vostri cari ”buone vacanze”, anche chi le ha fatte avrà ancora qualche piccolo spazio da potersi godere.

In onore della “prova costume” si comincia con la sarcopenia, termine derivato dal greco e significa povertà di carne, in effetti la traslazione in lingua medica non sta per deficit di “ciccia”, bensì di “massa magra”, massa muscolare. Descritta per la prima volta negli anni ’80, è un disturbo muscolare scheletrico progressivo e generalizzato che comporta una perdita accelerata della massa muscolare e della funzione e che è associata ad un incremento di esiti avversi tra cui cadute, declino funzionale, fragilità e mortalità.

Si verifica comunemente come un processo correlato all’età nelle persone anziane, influenzato non solo dall’occorrenza contemporanea di varie condizioni patologiche e non, ma anche da fattori genetici e di stile di vita che operano nel corso della vita. Questa review, pubblicata su Lancet, fa il punto sulla situazione.  Vi segnalo anche un approfondito commento di Roberto Risicato, dell’area FADOI alimentazione, che ringrazio per la collaborazione.

Stenosi aortica: sostituzione trans catetere della valvola bicuspide vs tricuspide e associazione con mortalità o ictus. La sostituzione trans catetere della valvola aortica è diventata il trattamento consolidato per la stenosi aortica in pazienti ad aumentato rischio di chirurgia, in base a vari studi clinici randomizzati e ai registri. Ma questi primi studi, pur fondamentali, riguardavano principalmente pazienti anziani con malattia degenerativa della valvola aortica tricuspide, e venivano in genere esclusi pazienti con anatomia bicuspide, considerata una controindicazione. Ora, con le valvole di nuova generazione, si tenta di scardinare questo tabù e i dati di un registro molto ampio negli Stati Uniti ci danno interessanti arricchimenti.

Occlusione della vena retinica e rischio cardiovascolare. Le occlusioni della vena retinica (RVO) sono una delle principali cause di perdita della vista e la più comune malattia vascolare retinica, seconda solo alla retinopatia diabetica.   Esiste un’associazione positiva tra eventi vascolari retinici e mortalità cardiovascolare, ictus, infarto del miocardico e scompenso cardiaco (ischemico), oltre che con la mortalità totale. Sebbene siano noti diversi fattori di rischio, in molti casi non è chiaro quale sia il meccanismo trigger responsabile della manifestazione. Gli AA hanno mirato a valutare la pertinenza di più fattori di rischio in questi pazienti con RVO.

Rischio di ospedalizzazione per gravi disturbi gastrointestinali associati all’uso di sodio polistiren sulfonato (kayexalate) in pazienti di età avanzata. Il kayexalate viene comunemente prescritto per il trattamento dell’iperkaliemia. Questa complicazione è stata inizialmente attribuita alla somministrazione concomitante di sodio polistiren solfonato con sorbitolo 70% come agente di sospensione premiscelato, tanto che la FDA ha emesso un alert contro il loro uso concomitante. Tuttavia vi sono segnalazioni di eventi GI gravi, principalmente necrosi del colon, anche con l’uso del farmaco da solo. Lo studio che viene presentato si è posto l’obiettivo di valutare il rischio di ospedalizzazione per eventi GI avversi associati all’uso di sodio polistiren sulfonato in pazienti di età avanzata.

Acido tranexamico e rischio di tromboembolismo arterioso e venoso in contesti non chirurgici. Da diversi lavori presentati in precedenti numeri di aggiorn@fadoi (vedi la bellissima “Opinione dell’Esperto” di Marco Marietta pubblicata il 10 marzo 2017) è noto come l’acido tranexamico riduca il sanguinamento e migliori gli outcome nei pazienti sottoposti a procedure chirurgiche, esso, però, è spesso anche usato in situazioni non chirurgiche, come terapia emostatica aggiuntiva nei pazienti ad alto rischio di sanguinamento e in quelli con sanguinamento non controllato.  In tali casi il suo uso aumenta il rischio tromboembolico? Questa revisione ha cercato di riassumere le evidenze attuali riguardo all’effetto della somministrazione dell’acido tranexamico sulla mortalità per tutte le cause e sugli eventi trombotici in situazioni non chirurgiche, cercando di dare una risposta ai nostri dubbi.

Incidenza di infezioni associate alla dose orale di glucocorticoidi in soggetti con diagnosi di polimialgia reumatica o arterite a cellule giganti: uno studio di coorte. La maggior parte dei pazienti con polimialgia reumatica o arterite a cellule giganti viene trattata con dosi medio-alte di prednisolone per periodi cha vanno da 6 mesi a diversi anni. I glucocorticoidi sono efficaci nel ridurre i sintomi e l’infiammazione in entrambe le malattie e impedire le riacutizzazioni, ma i loro effetti immunosoppressivi possono aumentare il rischio di infezioni. I dati attualmente fruibili non sono univoci, e gli studi a nostra disposizione per la maggior parte sono studi osservazionali che hanno esaminato i rischi di infezioni specifiche, come la setticemia e le infezioni delle vie respiratorie inferiori, o sono stati effettuati prevalentemente su pazienti con artrite reumatoide, anziani, con rischi di infezioni gravi che richiedevano il ricovero in ospedale o il ricorso a servizi di emergenza. Ora, questo studio inglese ha mirato a valutare i rischi di infezioni, batteriche, virali, parassitarie e fungine associate alla dose quotidiana e alle dosi cumulative di glucocorticoidi orali in una più ampia coorte di pazienti con diagnosi di polimialgia reumatica o arterite a cellule giganti.

Effetto del Tanezumab sul dolore articolare, sulla funzione fisica e sulla valutazione globale dell’osteoartrite nei pazienti con osteoartrosi dell’anca o del ginocchio. Nei pazienti con osteoartrosi da moderata a grave del ginocchio o dell’anca e risposta inadeguata al trattamento con analgesici standard, qual è l’effetto del Tanezumab sottocutaneo (un anticorpo monoclonale che inibisce il legame del fattore di crescita nervoso -NGF- ai suoi recettori ed è sotto studio per il trattamento delle condizioni di dolore cronico) sul dolore articolare, sulla funzione fisica e sulla valutazione globale dell’osteoartrite del paziente? Questo studio clinico randomizzato che ha arruolato 698 pazienti, ci chiarisce i dubbi?

Nuove opzioni di trattamento per la depressione maggiore: un primer per gli internisti. La depressione maggiore continua ad essere una condizione difficile da trattare nonostante la miriade di opzioni terapeutiche disponibili. I responsabili delle cure primarie hanno sempre più il compito di fornire trattamenti di seconda e terza linea per il disturbo depressivo maggiore e, quindi, dovrebbero avere familiarità con le nuove terapie farmacologiche disponibili. Lo scopo che si sono proposti gli Autori di questo articolo è stato quello di fornire all’internista e ad altri professionisti che trattano la depressione nella loro pratica clinica una breve rassegna dei recenti sviluppi nel trattamento della depressione.

Selezione dei pazienti appropriati per l’interruzione dell’inibitore della pompa protonica. Mentre gli inibitori della pompa protonica vengono sono sovrautilizzati per la malattia da reflusso gastroesofageo, i medici devono valutare attentamente i rischi e i benefici prima di sospenderli in pazienti a rischio di malattia da ulcera peptica). Quando si considerano i benefici degli IPP per la gastroprotezione, è importante considerare prima il rischio individuale di un paziente per PUD e le complicanze associate come sanguinamento, perforazione, od ostruzione.

In appendice, riportiamo alcuni stralci che abbiamo ritenuto interessanti di un commento editoriale degli Annals of Internal Medicine su di un articolo che avevamo già recensito nel numero di aggiorn@fadoi del 1° marzo 2019: Infezioni dell’osso e delle articolazioni: terapia antibiotica orale o endovenosa? Uno studio di non inferiorità (studio OVIVA), da cui risultava che per infezioni ortopediche complesse la terapia antibiotica orale, valutata per fallimento del trattamento a 1 anno, non era inferiore alla terapia antibiotica endovenosa quando veniva utilizzata durante le prime 6 settimane.

L’ANGOLO ANÌMO.

Utilizzo di medicazioni umide nella gestione della ferita chirurgica nei pazienti tracheotomizzati: una metanalisi. Nella ferita da tracheotomia è meglio utilizzare le medicazioni umide o asciutte?  Questa metanalisi fa il punto ella situazione

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • Linee guida AIGO SIGENP: Anemia cronica nelle malattie gastrointestinali
  • Linee guida svedesi: Arterite a cellule giganti
  • Linee guida: Tossicità̀ epatica da farmaci.

Ecco fatto care Amiche e Amici, non mi resta che augurarvi nuovamente un bel Ferragosto, anche perché noi ci rivedremo con aggiorn@fadoi il 1° settembre, anche perché pure il buon Giuliano Pinna ha la necessità di ricaricare le batterie nello splendido mare della sua Sardegna.

Un abbraccio

Andrea Fontanella

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01.08.2019 keywords

2019.08.01 Sarcopenia