Care Amiche e Amici della FADOI e dell’ANIMO,

eccoci a metà luglio, i tempi sono mutevoli ma la FADOI non cambia mai e, fedele alle sue regole, è qui con voi a presentarvi il numero di aggiorn@fadoi del 15 luglio.

Si comincia con un tema che ci dà da pensare molto spesso: statine nell’anziano. Benefici dell’inizio della terapia con statine in una popolazione anziana, presa dalla vita reale, in base al rischio cardiovascolare. Le statine si sono rivelate utili per la prevenzione della malattia cardiovascolare negli adulti, ma i pazienti over 75 anni sono spesso sottorappresentati nei trial. Sono state sollevate, inoltre, preoccupazioni in merito agli effetti avversi delle statine in pazienti poli trattati e, pertanto, spesso per tale motivo non trattati in modo aggressivo, come invece succede per i più giovani. I dati a nostra disposizione non sono univoci e le stesse linee guida dell’American College Cardiology (ACC) /American Heart Association (AHA) del 2013 sul trattamento dell’ipercolesterolemia per ridurre il rischio cardiovascolare aterosclerotico nella popolazione adulta riconoscono le limitazioni dei dati esistenti e raccomandano, sopra i 75 anni, di personalizzare la decisione di iniziare le statine in prevenzione primaria. La nostra revisione, con numerosi riferimenti bibliografici, cerca di chiarirci le idee in merito.

Per rimanere nel tema statine, la seconda revisione si chiede: nei pazienti con sindrome coronarica acuta trattati con statine, qual è l’effetto di alirocumab rispetto al placebo sugli eventi cardiovascolari fatali e non fatali? Alirocumab ed evolocumab sono anticorpi monoclonali che inibiscono la pro proteina convertasi subtilisina / kexina tipo 9 (PCSK9), una proteasi che degrada il recettore LDL, aumentando quindi la disponibilità dei recettori LDL con conseguente riduzione dei livelli di colesterolo LDL sierico. Lo studio ODYSSEY OUTCOMES ha mostrato che l’Alirocumab, quando aggiunto alla terapia intensiva con statine, riduce la prima occorrenza di evento CV avverso maggiore (MACE) del 15%, dopo una sindrome coronarica acuta. Ora il follow up di Szarek e colleghi si chiede se nel tempo questi risultati siano mantenuti … leggiamo.

Ripresa degli antiaggreganti dopo emorragia  cerebrale nella prevenzione secondaria dello stroke ischemico. Lo studio RESTART. Gli adulti con emorragia intracerebrale spontanea spesso hanno una storia di malattia aterotrombotica, come infarto miocardico o ictus ischemico.   Di conseguenza, almeno un terzo degli adulti dei paesi ad alto reddito stanno assumendo antitrombotici orali (antiaggreganti o anticoagulanti) alla comparsa di un’emorragia intracerebrale.  Generalmente, i farmaci antitrombotici vengono immediatamente sospesi, a causa del rischio di una precoce crescita dell’ematoma, ma l’interruzione diventa spesso permanente per il rischio percepito di emorragia intracerebrale ricorrente. Il dilemma è proprio questo: i rischi di una ripresa della terapia antitrombotica superano i benefici costituiti dalla prevenzione della malattia occlusiva? Il trial RESTART si è posto lo scopo di stimare gli effetti relativi e assoluti della terapia antipiastrinica sull’emorragia intracerebrale ricorrente e di capire se tale rischio possa controbilanciare o superare la riduzione di eventi vascolari occlusivi.

Gestione del dolore con metodi non narcotici. Il dolore acuto è il motivo più comune degli accessi in pronto soccorso, e le procedure chirurgiche sono spesso associate a dolore acuto postoperatorio. Anche il dolore cronico causa sofferenza e disabilità. Il problema è quindi entità notevole. Una delle terapie più utilizzate è costituita dagli oppioidi, che però nei lunghi periodi hanno effetti minimi sul dolore cronico e possono causare tolleranza, sonnolenza, e dipendenza, oltre a problemi di memoria, concentrazione e stipsi cronica.  Per queste ragioni l’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore consiglia cautela nella prescrizione di oppioidi per il dolore cronico, dove si cerca di incoraggiare una gestione non oppioide. Questa review ha cercato di dare degli indirizzi proprio per la gestione del dolore senza gli oppioidi.

 Ancora riguardo al dolore: L’Acetil- L-carnitina nel dolore neuropatico e nocicettivo. L’Acetil-L-carnitina (ALC) ha mostrato un effetto neuroprotettivo nei pazienti con neuropatie periferiche di diverse eziologie. Gli studi preclinici hanno dimostrato un’azione centrale anti-nocicettiva, sia nei modelli di dolore neuropatico che nocicettivo. La presente recensione mira a fornire le conoscenze basata sulle evidenze sull’efficacia di ALC in pazienti con dolore periferico neuropatico.

Patogenesi e prevenzione del rischio di eventi cardiovascolari in pazienti con polmoniti da pneumococco acquisite in comunità, una revisione critica. È ben noto come la polmonite acquisita in comunità è un’infezione estremamente comune in tutto il mondo, che continua a essere associata a morbilità e mortalità significative.  In Europa il pneumococco rimane la più comune causa di polmonite acquisita in comunità, con un burden di malattia considerevole.   È altrettanto noto che le complicazioni cardiache si verificano comunemente nei pazienti con polmoniti (in particolare nei pazienti ospedalizzati) e includono l’infarto miocardico acuto, aritmie e lo scompenso cardiaco. Questa recensione ha rivisto brevemente il verificarsi di eventi cardiovascolari in pazienti con polmoniti acquisite in comunità.

Un trattamento preoperatorio molto breve ma intensivo in pazienti con anemia o deficit di ferro può ridurre la necessità di trasfusioni? Anemia e carenza di ferro sono frequenti nei pazienti in attesa di un intervento di cardiochirurgia. Questo studio monocentrico, randomizzato, in doppio cieco, su circa 500 pazienti con anemia preoperatoria o carenza di ferro isolata sottoposti a chirurgia cardiaca elettiva, ha valutato se un trattamento preoperatorio immediato possa comportare una riduzione delle trasfusioni, perioperatorie di globuli rossi e conseguenza migliori. Lo studio ha una particolare rilevanza poiché una percentuale crescente di chirurgia cardiaca elettiva viene fatta entro pochi giorni dopo un evento cardiaco acuto.

Gabapentinoidi e suicidi. In Europa il pregabalin è approvato anche per il trattamento del disturbo d’ansia generalizzato e ha ricevuto l’approvazione per il trattamento della fibromialgia negli Stati Uniti. Le prescrizioni sono aumentate rapidamente negli ultimi anni e, ormai, i Gabapentinoidi sono tra i primi 15 farmaci più venduti nel mondo. Molte preoccupazioni, tuttavia, sono state espresse in merito a loro effetti collaterali, tra cui vertigini, sonnolenza, problemi di equilibrio, visione sfocata, problemi di coordinazione e menomazioni nella performance cognitiva e, infine, comportamenti suicidari. Su questo si era espressa la FDA nel 2008 e da allora ci sono state varie conferme ma anche molte smentite. Ora il BMJ cerca di fare il punto sulla situazione tra benefici e danni.

Marijuana e fertilità: cinque cose su cui riflettere. Vi proponiamo in traduzione quasi integrale cinque riflessioni su marijuana e fertilità di Sara Ilnitsky e Stan Van Uum, recentemente pubblicate su CMAJ. Anche se basate su studi retrospettivi e di piccole dimensioni e soggette a vari bias, queste riflessioni ci dicono cose interessanti e abbastanza conclusive.

L’ANGOLO ANÌMO

Risultato dell’intervento educativo infermieristico sui pazienti diabetici circa la consapevolezza e conoscenza della neuropatia periferica e della cura del piede. La letteratura evidenzia, tra le cause della neuropatia periferica nel paziente diabetico, la mancanza di conoscenza sulle complicanze del diabete, lo scarso follow-up, la non valutazione delle condizioni e la mancanza di cura del piede. Il riconoscimento precoce della neuropatia è quindi fondamentale per prevenire le complicanze in genere e quelle del piede in particolare.

Si chiude, come sempre, con l’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA.

  1. Diabete nell’anziano.
  2. Infezioni ricorrenti delle vie urinarie nelle donne.
  3. Trattamento in acuto delle tachicardie sopra ventricolari.

Questo è tutto care amiche e cari amici … e non è poco

Andrea Fontanella.

 

 

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