Care amiche e amici della FADOI,

e con questo siamo a 100. Sì, è proprio così, questo è il centesimo numero di Aggiorn@FADOI.

Si tratta certamente di un gran bel traguardo e di questo ringrazio anzitutto l’instancabile Giuliano Pinna, che è la vera anima oltre che il realizzatore di Aggiorn@FADOI, quindi Marco Grandi, principale ispiratore della rassegna. Non ci dimentichiamo certamente di Francesco Cipollini, fondatore della rivista e punto cardine nella prima epoca pionieristica. Un altro grazie, poi, va a Salvatore Lenti e a Cosimo D’Amicis, che sul sito hanno dato il colpo d’ala decisivo alla rubrica. E naturalmente grazie a tutti coloro (un po’ pochini però) che con il loro contributo hanno reso questa rubrica attrattiva e di grande valore formativo, e infine non omettiamo certo di rendere merito alle new entry, le collaboratrici e i collaboratori dell’ANIMO, che hanno ampliato i confini di Aggiorn@FADOI.

Questo numero inizia con un’ampia revisione pubblicata da JAMA sull’emorragia intracranica intraparenchimale. Con i limiti dovuti alle necessità di sintesi di una review, che di per se già è un sunto, aggiorn@fadoi ha cercato di offrire un quadro schematico che previlegiasse gli aspetti pratici per l’internista. Per questo vi è stato un ampio ricorso a tabelle sinottiche.

L’obiettivo ultimo del trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato è quello di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita. Prima della disponibilità della terapia molecolare mirata, il carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato veniva trattato con la chemioterapia, che comportava una sopravvivenza mediana di circa dodici mesi ed era gravata da eventi avversi piuttosto pesanti. Ora le terapie mirate sono diventate le terapie standard di prima linea per i pazienti portatori di driver oncogeni, alterazioni molecolari fondamentali per lo sviluppo della malattia, i cui effetti possono essere bloccati da agenti specifici. Tra questi Il Pembrolizumab è un anticorpo monoclonale IgG4 umanizzato contro la morte programmata della proteina 1. Viene qui presentato un trial in fase 3 (KEYNOTE-042): Pembrolizumab versus chemioterapia in tumori del polmone non a piccole cellule non trattati. I risultati sembrano essere incoraggianti. Si consiglia di andare a rivedere due articoli correlati di aggiorn@fadoi del 16.12.2016 sull’uso degli inibitori del Check point immunitario nel carcinoma renale, nel m. di Hodgkin e nel melanoma metastatico.

L’ultrasonografia polmonare al letto del paziente nei casi di sospetto scompenso acuto di cuore. L’ecografia polmonare point-of-care (Lung UltraSonography=LUS), eseguita e interpretata dal medico al letto del paziente, è emersa come uno strumento diagnostico pratico per diverse patologie polmonari. Evidenze crescenti indicano che la LUS ha una precisione comparabile o superiore rispetto alla radiografia del torace (CRX) per molte delle più comuni cause di dispnea. L’obiettivo di questo studio è stato quello di eseguire una revisione sistematica con valutazione metanalitica per determinare l’accuratezza comparativa di LUS e CXR nella diagnosi di edema polmonare cardiogeno in pazienti con dispnea.

Lo scompenso cardiaco aumenta il rischio d’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, e, com’è ben noto, la fibrillazione atriale viene trattata con gli anticoagulanti orali. C’è differenza nel rischio di tromboembolismo e/o sanguinamento con la terapia anticoagulante tra i pazienti con scompenso a frazione di eiezione ridotta o preservata e nei pazienti senza scompenso? Giuliano Pinna ha cercato di schematizzare un ampio studio osservazionale su Fibrillazione atriale in terapia anticoagulante orale e tipi di scompenso cardiaco. In esso si sono utilizzati dati del mondo reale da Medicare; gli AA hanno stimato l’impatto delle differenti categorie di HF nei pazienti con AF a rischio di tromboembolie e di sanguinamento mentre erano in terapia con OAC. Si sono ottenuti alcuni risultati importanti.

Negli ultimi 30 anni si è sviluppato un ampio interesse della ricerca sull’uso di supplementi nutrizionali per la prevenzione del cancro. Ci si è provato col beta carotene, l’acido ascorbico, l’alfa tocoferolo, il selenio e l’acido folico ma i risultati sono stati nel complesso deludenti. Ora l’attenzione si è rivolto alla vitamina D. I supplementi di Vitamina D sono utili contri il cancro? Nel numero appena edito di JAMA vengono pubblicati i primi studi clinici di supplementazione di vitamina D3 in pazienti con carcinoma colorettale avanzato o metastatico (il trial SUNSHINE) o con carcinoma gastrointestinale luminale (il trial AMATERASU). Completa la recensione un riassuntivo commento editoriale. I risultati sono promettenti ma sono certamente necessari studi di conferma per valutare questi dati preliminari.

Vi presentiamo adesso una review pubblicata sul NEJM che fa il punto della situazione su “l’ablazione con catetere nella tachicardia ventricolare.” La tachicardia ventricolare si origina da un anomalo focolaio elettrico o da un circuito nel miocardio ventricolare e di solito si manifesta all’ECG come una tachiaritmia con un ampio complesso QRS: le conseguenze cliniche sono molto varie e vanno da semplici episodi vertiginosi alla sincope o alla morte cardiaca improvvisa. La gestione della tachicardia ventricolare richiede quindi la valutazione del rischio di morte improvvisa, l’eventuale identificazione ed entità della cardiopatia di base e la stima del rapporto rischi/benefici dei trattamenti disponibili.  La review fornisce anche note sugli aspetti procedurali e le eventuali complicanze.

Terapia sostitutiva con testosterone e rischio cardio cerebro vascolare negli anziani. La terapia sostitutiva con testosterone viene utilizzata per il trattamento della carenza di testosterone o dell’ipogonadismo maschile. Ma mentre i tassi di ipogonadismo sono sostanzialmente stabili, le prescrizioni di testosterone sono vertiginosamente aumentate. È quindi probabile che il testosterone sia sempre più prescritto per alleviare sintomi non specifici dell’invecchiamento, come l’affaticamento e il declino della funzione sessuale. Ci sono molti dubbi, però, su quest’utilizzo, e soprattutto sono emerse preoccupazioni riguardo alla sicurezza cardiovascolare e cerebrovascolare della terapia sostitutiva. In questo studio di coorte, che ha reclutato una popolazione di uomini anziani con bassi livelli di testosterone, gli AA hanno valutato il rischio di ictus ischemico, attacco ischemico transitorio e infarto del miocardio associato alla terapia con testosterone, col risultato che … scopriremo leggendo l’articolo.

Ipertensione e glaucoma sono spesso associati. Ricordiamo che il glaucoma è la maggior causa di cecità nel mondo. Ma attenzione! Anche valori di pressione troppo bassi possono peggiorare un glaucoma, che ha origini multifattoriali e ancora non ben conosciute: sicuramente genetiche e razziali, ma esiste anche il glaucoma senza elevata pressione intraoculare. Un ipertrattamento della pressione arteriosa potrebbe quindi maggiormente favorire i danni retinici da glaucoma? Questa revisione sistematica ci fa riflettere.

Assunzione della levotiroxina. Orari e interferenze. Ecco un articolo per la gioia di Grandi e degli amici dell’AME. La levotiroxina, la forma sintetica della tiroxina, viene abitualmente usata come scelta primaria di sostituzione dell’ormone tiroideo nella gestione dell’ipotiroidismo, condizione che colpisce fino al 7% della popolazione generale. È il farmaco più prescritto, superando gli antidiabetici, gli antipertensivi e i farmaci cardiologici.  I valori del TSH, però, su cui si basano i dosaggi della tiroxina, sono piuttosto variabili e richiedono continui aggiustamenti. La causa è che numerose sostanze e differenti condizioni interferiscono con l’assorbimento della levotiroxina, sia in senso positivo sia negativo. Quest’articolo è particolarmente utile proprio perché in esso sono state indicate le sostanze e le condizioni interferenti, fornendo considerazioni pratiche che ci possono molto aiutare nella gestione della terapia con levotiroxina.

L’ANGOLO ANÌMO

A cura, com’è abituale, di Patrizia Tesei, ci viene presentato uno Studio di coorte retrospettivo su la “Gestione infermieristica precoce della sepsi.” È stato implementato un progetto pluriennale monocentrico di miglioramento della qualità (QI) finalizzato al riconoscimento e al trattamento precoce della sepsi attraverso la creazione di un team multidisciplinare strutturato. Questo ha sfruttato le competenze infermieristiche, misurandone retrospettivamente gli outcome in termini di tasso di mortalità correlati alla sepsi, livello di aderenza al bundle, necessità di attivazione del RRT (Rapid Response Team).

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

– Riduzione del rischio e trattamento del delirio. Linee Guida Scozzesi

– Trattamento farmacologico dell’osteoporosi nella post menopausa

– Bozza delle Nuove linee guida NICE per l’ipertensione: rischio di ipertrattamento.

ANIMO

Linee guida NICE sull’ipertensione arteriosa. Il punto di vista infermieristico. Con il commento di Patrizia Tesei.

 

Ecco fatto care Amiche e Amici, buona lettura e …

altri 100 di questi numeri

Andrea Fontanella

 

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