Il cioccolato come medicina

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

oggi scrivo questa introduzione con vero piacere e con la mano del cuore (anche se non sono mancino), perché devo presentare il mio fraterno amico Mauro Campanini e il suo parere che, alla stregua di un moderno Erasmo da Rotterdam, è “l’elogio del cioccolato”.

Non mi permetto di parlare di Mauro e delle sue grandi referenze, è fin troppo noto a tutto il popolo FADOI per la sua grande Presidenza della Società e della Fondazione.
Ma, soprattutto, è una sincera gioia dire che i sei anni passati con lui, come suo vice-Presidente e poi come Presidente della Società e lui della Fondazione (questi ultimi tre con Dario Manfellotto da Presidente eletto), sono stati degli anni splendidi e per il progresso scientifico e formativo compiuto dalla Società e, soprattutto, per l’abituale grande armonia e coincidenza di opinioni che ha regnato tra i vertici Societari, a conferma della sempre assoluta concordanza di tutti gli Esecutivi FADOI, passati e, come attualmente evidente, presenti e certamente futuri.

Dopo averci descritto, alla stregua di un sommelier del cioccolato, i vari tipi e le varie qualità del cacao e la sua storia, sviluppatasi nel corso di millenni, Mauro passa a narrarne l’utilizzo negli anni come medicamento. Non dimenticando come i suoi principi attivi siano due metil-xantine, la caffeina e la teobromina (nome che deriva dall’attribuzione del cacao al genere teobroma, che significa “nutrimento divino”, da parte del botanico Lennec). Parliamo, quindi di inibitori della fosfodiesterasi con la conseguente induzione di accumulo di AMP e GMPciclico, di cui ben conosciamo il fondamentale ruolo in numerosi processi di rilasciamento della muscolatura liscia vascolare, bronchiale e viscerale. Mauro, inoltre, descrive accuratamente tutte le altre preziose componenti del cacao. Ecco che, quindi, la sua azione terapeutica è assolutamente poliedrica.

Le proprietà benefiche del cacao sulla salute erano note sin da 1500 anni AC, all’antica popolazione dell’America Centrale che erano gli Olmechi e che di esso furono i primi scopritori e si sono andate espandendo fino ai nostri giorni.

Segue un’imponente mole di studi che dimostrano le straordinarie proprietà terapeutiche del cacao ed una successiva, accurata descrizione della sua fisiopatologia e farmacodinamica.

Ma, soprattutto, il cioccolato è l’unica cosa che contraddice un famoso aforisma (attribuito in diversa forma a differenti autori di spicco come Oscar Wilde o George Bernard Shaw): “Ciò che piace o fa male o è illecito o è immorale o fa ingrassare”.

Il cioccolato piace, non è immorale né è illecito né fa ingrassare e fa bene al corpo, alla mente ed alle funzioni virili (certamente ogni eccesso è difetto).

Buona lettura e viva il cioccolato (naturalmente non quello al latte o quello bianco, che sono “burro di cacao”)

Andrea Fontanella

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