Aggiorn@FADOI numero 193 | 1°Novembre 2023

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci al 1° novembre, il giorno di Ognissanti, festa cristiana che celebra la gloria e l’onore di tutti i santi, compresi quelli non canonizzati, quindi, auguri a me e a tutti voi.

In diversi Paesi, inclusa l’Italia, il giorno di Ognissanti è un giorno festivo, mentre non lo è il giorno successivo, quello della Commemorazione dei defunti (2 novembre).

Di conseguenza, molte persone visitano il cimitero nel giorno di Ognissanti.

Le sue origini si perdono tra sacro e profano; un tempo, per quelli della mia generazione, nel SUD era il tempo delle castagne e dei torroni dei morti, di varia guisa e consistenza, a Napoli, in particolare vi è un torrone che non è morbido né c’è traccia di miele nell’impasto. L’ingrediente comune è, infatti, il cioccolato con le sue varianti: al caffè, al gianduia o alla crema di nocciole. Il dolce viene servito a fette e per l’associazione irriverente a una cassa da morto viene chiamato esplicitamente “O’ Morticiello”. In Lombardia troviamo il “pan dei morti”, anche in Toscana il “pan coi Santi” è rappresentato da pagnotte dolci, come “i cavalli” del Trentino. Biscotti croccanti sono le “ossa dei morti”, a Parma e nel Senese, mentre in Sicilia sono chiamati “Crozzi”, ma poi, naturalmente, la Sicilia si sbizzarrisce con varie guise di dolci: Mani, Dita Di Apostolo e Pupi Siciliani. A Lecce troviamo le “fanfullicchie”, riccioli di zucchero caramellato alla menta, ma in tutta la Puglia si ritrova un altro dolce, la Colva (o grano dei morti). Chiudo, chiedendo perdono di quanto ho certamente omesso, con le “Fave dei Morti” a base di farina di mandorle tritate, dolce che sembra essere nato nelle cucine delle case romane per poi diventare una tipicità che attraversa più regioni d’Italia.

Mi è piaciuto fare questa divagazione da maître confiseur, un po’ per addolcire questi nostri tempi terribili sotto tutti i punti di vista, un po’ perché, da nonno qual sono, con la nostalgia dei tempi passati, mi piace sottolineare che, con questo bel po’ di tradizioni, non avremmo affatto avuto bisogno di contaminazioni celtiche, anche se di esportazione nordamericana, come la festa di Halloween… ma the business is the business e poi, comunque, è una festa vivace, allegra, colorata (mai quanto il nostro Carnevale) e, soprattutto, piace ai nostri figlioletti e nipotini.

Ed ora niente “scherzetto” ma a voi tutto il “dolcetto” di questo numero di aggiorn@fadoi.

Emorragia intracerebrale dopo donazioni di sangue. Recenti report hanno suggerito che l’angiopatia amiloide cerebrale (CAA), una comune causa di emorragie intracerebrali spontanee multiple, possa essere trasmissibile, con una trasferibilità di tipo “prionico”, con trasmissione di ormone ipofisario da cadavere contaminato da amiloide β e tau proteine. Questo può realizzarsi in corso di innesti di dura madre e, eventualmente, con strumenti neurochirurgici. Siccome la trasmissione da uomo a uomo attraverso trasfusioni di sangue è stata dimostrata per la malattia da prioni (ma non ancora per la CAA), un recente consorzio internazionale ha identificato la valutazione della potenziale trasmissione trasfusionale di CAA come priorità assoluta. L’obiettivo di questo studio di Zhao e coll., che ci presentano Giuliano e Alberto Grassi, è stato quello di determinare se l’ICH spontanea dopo la donazione di sangue abbia qualche rapporto con lo sviluppo di ICH spontaneo nei soggetti che ricevono trasfusioni.

Effetti dell’anemia e risposta al trattamento dell’anemia in pazienti affetti da cirrosi epatica. L’anemia è una condizione estremamente comune nei pazienti affetti da cirrosi epatica ed è riportata in circa il 66% dei soggetti cirrotici. Le cause di anemia possono essere correlate a diversi fattori come perdita cronica dovuta all’ipertensione portale, ipersplenismo, infiammazione cronica, malnutrizione, soppressione dell’attività midollare. L’anemia, inoltre, è risultata essere un importante predittore negativo nei pazienti con cirrosi epatica ed è, infatti, associata ad un’aumentata mortalità e a un maggior rischio di scompenso e riacutizzazione della malattia cronica. La terapia marziale sarebbe la corretta indicazione, ma nel cirrotico non è così semplice.   Sergio Di Fraia, Alessandra Vitelli, Luca Fontanella ci riportano questo lavoro pubblicato su J. HEP che analizza proprio tali problematiche.

PPI e demenza. Nel mondo, circa 55 milioni di persone hanno problemi di demenza e il numero è in aumento. Gli inibitori della pompa protonica (PPI) sopprimono la produzione di acido nello stomaco e sono usati per trattare condizioni correlate all’acidità gastrica come l’ulcera peptica e le malattie da reflusso gastroesofageo, ma ormai si assiste ad una loro sovrautilizzazione. Purtroppo, i PPI passano attraverso la barriera emato-encefalica e il loro uso è stato associato a reazioni avverse neurologiche come emicrania, neuropatie periferiche e compromissione dell’udito, della vista e della memoria. E forse a demenza…

Il  Sacubitril-Valsartan nello scompenso cardiaco è economicamente vantaggioso? E se lo è, in quale tipo di scompenso? La Food and Drug Administration statunitense ha esteso l’etichettatura di sacubitril-valsartan dal trattamento dei pazienti con HFrEF a tutti i pazienti con scompenso cardiaco, notando i maggiori benefici in quelli con FE inferiore alla norma. Tuttavia, il limite del valore inferiore alla norma non è chiaramente definito e le determinazioni dei valori in un intervallo di FE più ampio non sono note. Questo studio si è posto l’obiettivo di stimare il rapporto costo-efficacia di sacubitril-valsartan rispetto agli inibitori del sistema renina-angiotensina attraverso vari cut-off di livello di FE. Si tratta di uno studio americano, e sappiamo che il sistema sanitario americano è ben diverso dal nostro, cionondimeno lo studio ci può dare delle indicazioni importanti.

Efficacia del gabapentin per la disfunzione olfattiva post-COVID-19. Lo studio clinico randomizzato GRACE. La pandemia di COVID-19 ha colpito milioni di persone ed è diventata un’eziologia dominante della disfunzione olfattiva. Non esistono interventi che dimostrino un’utilità clinica definitiva. Gabapentin rappresenta una potenziale terapia per la disfunzione olfattiva (OD) indotta da COVID-19. Lo scopo dello studio che vi proponiamo è stato quello valutare l’efficacia del gabapentin orale sulla funzione olfattiva e sulla qualità della vita correlata all’olfatto in pazienti con OD indotto da COVID-19.

L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI

Inibizione dell’aldosterone sintasi con Lorundrostat per l’ipertensione non controllata. Le linee guida attuali per il trattamento dell’ipertensione resistente sostengono l’uso di antagonisti dei recettori dei mineralcorticoidi (MRA) dopo il fallimento di un regime di tre farmaci composto da un diuretico di tipo tiazidico, un calcio-antagonista diidropiridinico e un inibitore dell’enzima di conversione o un bloccante del recettore dell’angiotensina.  Tuttavia, gli effetti avversi di tipo antiandrogeno e progestinico degli MRA rappresentano ostacoli comuni a un loro maggiore utilizzo, in particolare all’uso dello spironolattone. Inoltre, gli MRA non bloccano gli effetti non genomici dell’aldosterone, e ciò può comportare aumento dell’attivazione simpatica, influenza negativa dell’omeostasi del glucosio e stimolo della contrattilità e della rigidità vascolare. La diminuzione della produzione di aldosterone attraverso l’inibizione dell’aldosterone sintasi, piuttosto che il blocco del recettore dei mineralcorticoidi, potrebbe evitare questi effetti avversi. A tale proposito ci viene proposto il Lorundrostat, un inibitore selettivo dell’aldosterone sintasi attualmente in fase di studio. Giuliano ci presenta questo studio col commento del prof. Paolo Mulatero dell’Università di Torino, un’autorità in materia.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Effetto Globale dei fattori di rischio modificabili sulle patologie cardiovascolari e la mortalità. Questo studio, che ci propongono i giovani del Lazio Michela Benassi e Daniele Romanello, guidati da Sara Rotunno, si propone di valutare l’effetto di cinque fattori di rischio modificabili sul verificarsi dell’evento malattia cardiovascolare e sull’evento morte per ogni causa. I cinque fattori di rischio sono: indice di massa corporea, pressione arteriosa sistolica, colesterolo non HDL, fumo e diabete. I dati provengono da 112 studi di coorte condotti in 34 stati e 8 regioni geografiche (Global Cardiovascular Risk consortium). Indipendentemente dai risultati, questo studio si propone di affrontare la classica correlazione fattore di rischio – evento ma in modo del tutto innovativo.

Mortalità e riacutizzazioni della gotta dopo trattamento con SGLT2i in pazienti con gotta e diabete tipo 2. Gli SGLT2i Si stanno rivelando sempre più una classe di farmaci dalle molteplici capacità. Questo studio, che ci propongono i giovani della Campania Carmine Nasta, Romeo Morelli e Claudio Marone, ha riscontrato una loro utilità anche nella riacutizzazione della gotta.

MEDICINA DI GENERE

Vitamina D: la Medicina di Genere può avere un ruolo? Si è soliti pensare che il ruolo biologico della vitamina D sia soprattutto quello di prevenire e contrastare l’osteoporosi e la sarcopenia, patologie prevalenti nella popolazione generale. Tuttavia, è utile sottolineare che la vitamina D ha un potenziale ruolo di regolazione di molte funzioni cellulari. Questa rassegna delle nostre Tiziana Ciarambino e Angela Pepe mira a far luce sul ruolo delle differenze di genere, nei principali meccanismi patologici che vedono coinvolta la vitamina D.

L’ANGOLO ANÍMO

Decremento delle lesioni da pressione in un’unità di degenza per adulti attraverso l’implementazione di un processo di valutazione e gestione della nutrizione. Il miglioramento della nutrizione dovrebbe essere una componente importante della prevenzione del danno da pressione acquisito in ospedale, che può causare un ritardo nella guarigione delle ferite, cicatrici, sepsi, ospedalizzazione prolungata e persino la morte, e dovrebbe essere una priorità in tutti gli ospedali. Per questo è stato elaborato un progetto, pubblicato su. Advances in Skin & Wound Care, che ci viene presentato da Ignazia Lo Burgio e Letizia Tesei.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • Una sinossi delle evidenze sulla conoscenza e sulla gestione clinica della sindrome cardiovascolare-rene-metabolica (CKM): una dichiarazione scientifica dall’ American Heart Association.
  • Linee guida ESC 2023 per il trattamento delle endocarditi.
  • Riduzione aggressiva dell’LDL.C e rischio di demenza e ictus emorragico: una dichiarazione scientifica dall’ American Heart Association.


Completato care Amiche e cari Amici, buona festa di Ognissanti a tutti e un affettuoso pensiero per tutti i nostri cari che non sono più con noi.

Andrea Fontanella

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