Aggiorn@Fadoi numero 191 | 1° Ottobre 2023

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

inizia il mese di ottobre e, come preannunciato nella mia presentazione del numero di aggiorn@fadoi del 15 settembre, parte la campagna di vaccinazione 2023-2024. In concomitanza con la campagna antinfluenzale, è previsto l’avvio della campagna nazionale di vaccinazione anti COVID-19 con l’utilizzo della nuova formulazione di vaccini a mRNA e proteici (formulazione aggiornata monovalente XBB 1.5), di recente approvata da EMA e AIFA. Naturalmente lo scopo della campagna vaccinale autunnale ha l’obiettivo, oltre quello della lotta all’influenza, di prevenire la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di COVID-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, e proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. La vaccinazione potrà inoltre essere consigliata a familiari e conviventi di persone con gravi fragilità. Pertanto, tali vaccinazioni sono raccomandate a tutti gli operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione.

Attiviamoci, quindi, come fruitori ed effettori di questa importante ed indispensabile operazione.

Teniamoci pronti anche a fronteggiare convintamente le fake news che come sempre cominciano a girare (e di cui l’Italia detiene il primato europeo su Facebook). Infatti, i no-Vax hanno fatto ricircolare una bufala già apparsa il 7 settembre 2022 su Facebook in cui si sosteneva che Robert F. Kennedy Jr., avvocato e scrittore statunitense, avrebbe vinto una causa alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America «contro tutti i lobbisti farmaceutici». Il testo continua affermando che i giudici della Corte Suprema avrebbero «confermato che il danno causato dalle terapie geniche-Covid mRna è irreparabile». Si tratta di una notizia infondata, che non trova riscontro in nessuna testata e in nessun comunicato ufficiale della Corte Suprema statunitense, oltre al fatto che è falso sostenere che i vaccini anti-Covid a mRna siano una terapia genica sperimentale. Questa sentenza, tra l’altro commentata in modo capzioso ed offensivo per il mondo medico e farmaceutico, non è vera, così come esplicitata. La Corte Suprema di New York ha solo annullato l’obbligo di vaccino o di test anti-Covid introdotto a livello nazionale dall’amministrazione Biden per le grandi aziende (oltre cento dipendenti) ma lo ha lasciato per gli operatori sanitari. Questo ha permesso di reintegrare tutti i dipendenti che erano stati licenziati perché non vaccinati. Negli Stati Uniti il Covid ha fatto più di 1.100.000 morti, perciò Biden introdusse giustamente l’obbligo.

Perciò, cari colleghi, nella coerenza scientifica che ci caratterizza, diffondiamo e sosteniamo le nostre solide convinzioni nella difesa della salute collettiva.

Ma il timo è importante nell’adulto? Solo nel 1961 Sir Peter Medawar, premio Nobel per la Medicina, definiva il timo come un “cimitero per cellule morenti” … “un incidente evolutivo di non grande importanza”. Ma nello stesso anno Jacques Miller scoprì che il timo “regola la produzione di linfociti” e svolge quindi un “ruolo molto importante nello sviluppo della risposta immunologica”. Da allora sono stati pubblicati più di 50.000 articoli sull’argomento. Eppure, se è ormai chiara l’importanza del timo nell’infanzia per il normale sviluppo del sistema immunitario, in età adulta il suo ruolo è molto più sfumato (anche perché fisiologicamente tende ad atrofizzarsi).   I chirurghi cardiopolmonari spesso lo sacrificano nei loro interventi ed ecco che Kooshesh e coll. si sono presi la briga di vedere se lo stato immunologico, la mortalità totale e quella per cancro si modificano nei soggetti operati di interventi cardiopolmonari in cui il timo era stato sacrificato, rispetto ai soggetti sottoposti ad interventi simili ma in cui il timo era stato preservato. I risultati fanno riflettere.

Atorvastatina per la disfunzione cardiaca associata alle antracicline. Sappiamo che le antracicline, fondamentali nelle terapie di certi tipi di cancro, soprattutto linfomi e ca mammella, sono cardiotossiche e che a 5 anni da un trattamento circa il 20% dei pazienti ha una diminuzione importante della FE del ventricolo sinistro. Le statine, forse per le loro proprietà antiossidanti, possono svolgere un ruolo protettivo, ma non tutti sono d’accordo. Forse dipende dal tipo di tumore: questo studio affronta la cardiotossicità delle antracicline nei linfomi.

Risultati clinici dei DOAC rispetto al warfarin per il trattamento prolungato del tromboembolismo venoso. I DOAC sono stati associati a un rischio di sanguinamento inferiore rispetto al warfarin durante la fase iniziale di trattamento del TEV.  Si sa meno sui risultati comparativi delle diverse opzioni anticoagulanti quando utilizzate per la prevenzione prolungata del TEV, in particolare oltre i 12 mesi. Poiché l’anticoagulazione prolungata è associata a un elevato rischio di sanguinamento, in particolare nei pazienti più anziani, è importante esaminare i risultati in questi sottogruppi. L’obiettivo dello studio di Fang e coll. è stato di confrontare gli esiti clinici dei DOAC rispetto al warfarin quando usati per il trattamento prolungato del TEV, e valutare se vi fosse eterogeneità degli esiti del trattamento per età, funzionalità renale e rischio di sanguinamento basale.

Vaccinazione Covid-19 e arresto cardiaco. Periodicamente, soprattutto nella stampa laica, vengono pubblicate notizie sulla pericolosità dei vaccini Covid-19.  Uno dei punti più dibattuti è il pericolo di morte improvvisa, conseguente al vaccino, collegata o no alle miocarditi che, in effetti, in giovane età sappiamo che si verificano ma in forma leggera e certamente non in numero confrontabile con quelle dell’infezione da SARS CoV-2. Questo studio australiano che ci propone Roberto Nardi ci rassicura molto.

La riposta alle statine dell’LDLc è uguale per tutte le età? C’è una grande variabilità da paziente a paziente nella risposta dell’LDL-C al trattamento con statine. La riduzione di LDL-C può dipendere dall’età del paziente trattato, in particolare negli anziani, che sono stati sostanzialmente sottorappresentati nei trial controllati randomizzati. Questo studio nazionale danese in sostanza ci dice che nell’ultrasettantacinquenne possono bastare dosi più basse di statine.

Idronidone per il trattamento della fibrosi epatica nell’ epatite cronica HBV correlata: un trial controllato randomizzato di fase 2. Luca Fontanella e il suo gruppo ci propongono un lavoro pubblicato su Clin. Gastroenterol. Hepatol. su questa terapia aggiuntiva alla classica terapia con Entecavir nell’epatite cronica HBV correlata. Questo nuovo farmaco, idronidone, derivato da un farmaco usato nella fibrosi polmonare idiopatica (pirfenidone) che però provocava importanti aumenti delle transaminasi, sembra offrire una chance in più nel controllo della fibrosi epatica di questi pazienti, con un profilo di sicurezza accettabile.

L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI

Nel glioblastoma, l’ipertensione indotta dal bevacizumab è un fatto positivo? La NL della SIIA ci propone questo interessante lavoro in cui si prospetta l’ipotesi che un effetto secondario della terapia con bevacizumab apparentemente negativo, come l’ipertensione, possa, per ragioni molto complesso, esitare in una chance di maggiore sopravvivenza.

MEDICINA DI GENERE

L’artrite psoriasica è uguale nell’uomo e nella donna? Sebbene la prevalenza della PsA sia considerata uguale tra maschi e femmine, le evidenze hanno dimostrato che il peso della malattia è maggiore nelle femmine rispetto ai maschi. In particolare, la psoriasi, come caratteristica clinica dell’artrite psoriasica, sembra essere più diffusa nei maschi, ma con un impatto minore sul carico della malattia. Le cose non sono chiare, e il presente studio si è posto lo scopo di valutare le possibili differenze e somiglianze tra maschi e femmine affetti da PsA.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Semaglutide in pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione conservata ed obesità.  L’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata è in aumento come prevalenza ed è associata a un elevato carico di sintomi e compromissione funzionale, specialmente nelle persone con obesità. Non sono state approvate terapie mirate all’insufficienza cardiaca correlata all’obesità con frazione di eiezione conservata. Questo studio, che ci propongono i giovani Fadoi Campania (Claudia Credentino, Federica Esposito, Claudio Marone) ha analizzato la semagltide, almeno nei pazienti obesi, con risultati incoraggianti.

L’ANGOLO ANÍMO

Studio trasversale e osservazionale sullo stato nutrizionale e sui comportamenti alimentari nelle persone con demenza ricoverati in contesti di cura per acuti. I cambiamenti nei comportamenti alimentari causati dal declino della funzione cognitiva sono comuni nelle persone con demenza e ciò può portare alla malnutrizione. La malnutrizione è associata a ospedalizzazione prolungata e aumento della mortalità. Le persone con demenza nelle strutture di terapia intensiva sono ad alto rischio di malnutrizione. Ciò evidenzia l’importanza di comprendere meglio l’apporto nutrizionale e i comportamenti alimentari dei pazienti dementi che vivono in contesti di cure per acuti. E lo si può fare osservando i loro atteggiamenti mentre mangiano. lo scopo dello studio che ci propongono Michela Piasentin e Ignazia Lo Burgio è proprio quello di comprendere lo stato nutrizionale, osservando le difficoltà alimentari durante i pasti, delle persone con demenza che vivono in queste strutture di assistenza per acuti.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • Linee guida multi-societarie 2023 per la gestione della malattia coronarica cronica.
  • Screening del cancro al seno. Allegato un commento critico del NEJM.
  • Linee guida ESC 2023 per la gestione delle cardiomiopatie.

Completato care Amiche e Amici, vi auguro una buona lettura e vi saluto caramente.

Andrea Fontanella

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