Aggiorn@FADOI numero 197 | 15 gennaio 2024

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

ben trovati col primo numero di questo nuovo anno. Spero che queste festività siano trascorse serene nel calore delle vostre famiglie e, per coloro che hanno lavorato, e sono ben numerosi, che tutto si sia svolto con regolarità nella comune condivisione della grande famiglia ospedaliera.

Inizia il 2024, anno bisestile (!); io, da napoletano verace, scherzo molto sulla scaramanzia e, scherzando scherzando un po’ ci credo. “Anno bisesto, anno funesto”, dice il popolo.

Infatti, secondo la cultura popolare gli anni bisestili sono considerati sfortunati già dai tempi degli antichi romani, quando febbraio era il “Mensis Feralis”, mese dedicato ai defunti, associato perciò alla morte e alla fine dei cicli. Ecco, quindi, che il doverlo allungare di un ulteriore giorno, e con esso anche l’anno, era considerato di cattivo auspicio.

Certo in un periodo storico come il nostro, caratterizzato da pandemie, crisi energetiche, disastri ambientali e guerre, oramai tutti gli anni ci sembrano funesti. A queste situazioni di assoluta criticità si aggiungono poi le estreme difficoltà che incontriamo quotidianamente nel lavoro ospedaliero, specie nei Pronto Soccorso. Anche con l’inizio del nuovo anno le pagine dei giornali e le televisioni danno notizia delle continue ed immotivate aggressioni a infermieri e medici nelle aree di urgenza. Ma i media, che fanno tanto baccano e scandalo su questi accadimenti, hanno gravi responsabilità nel cambio antropologico cui stiamo assistendo. Ai miei tempi la nascente RAI-TV svolgeva con estrema efficacia un ruolo pedagogico e andragogico, coltivava i buoni sentimenti, cercava di idealizzare tutte le figure che svolgevano il loro ruolo al servizio degli altri, che fossero professionisti, piuttosto che artigiani o semplici manovali. Una vocazione seriamente posta in dubbio dagli sviluppi successivi del sistema televisivo, che costrinsero la Rai a competere con le tv private, inseguendo i dati auditel. Di conseguenza l’atteggiamento attuale dei Media è costantemente quello della ricerca dello scoop, dello scandalo, dell’errore. La buona Sanità non fa notizia, è, sacrosantamente la norma, ma la malasanità, anche se non verificata o provata, viene subito sbattuta in prima pagina.

Eccoci, quindi, a parlare dell’immaginario della gente, del sentire dei pazienti. È, quindi, maturata la convinzione che non si muoia più principalmente per colpa della malattia ma solo per colpa dei Medici, di qui aggressioni e contenziosi medico legali.

Comunque, il mondo e le società vanno cambiando e questo è solo un aspetto del problema. A noi tocca continuare con la nostra lotta quotidiana e rivalutare le nostre professionalità.

Ecco ora a voi il primo numero del 2024.

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