Aggiorn@FADOI Numero 196 | 15 Dicembre 2023

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci arrivati al numero di Natale di aggiorn@fadoi, che è poi l’ultimo numero dell’anno; noi ritorneremo con quello inaugurale del nuovo anno 2024 il 15 gennaio; pertanto, non mancheranno i miei più sentiti ed affettuosi auguri per tutti voi e le vostre famiglie.

Ma questi li farò al termine della presentazione; ora sento la necessità di qualche breve commento sull’Annus horribilis appena trascorso (per non parlare di quelli precedenti).

Annus Horribilis per il mondo, sotto il profilo sociale, economico, spirituale, bellico e, non ultimo, sanitario. Su questo, naturalmente, intendo soffermarmi perché ci coinvolge direttamente.

Il Sistema Sanitario Nazionale, come quello degli altri paesi europei, è in profonda crisi, sia quello Ospedaliero che quello Territoriale. Ciò sicuramente dipende da problemi legati all’investimento pubblico; infatti, se guardiamo i dati sulla spesa sanitaria, essi dimostrano che i Governi (di tutti i colori) hanno da sempre indebolito il SSN. La lezione del COVID a nulla è servita, anzi. Ma un altro, ancor più grave fattore, è la demotivazione, se non il burnout, del personale ospedaliero, medico ed infermieristico. È ben noto come negli ultimi anni gli ospedali abbiano aumentato notevolmente il loro carico di lavoro per il crescente invecchiamento della popolazione con bisogni di salute complessi e con difficoltà da parte dei servizi territoriali a fornire l’assistenza necessaria col conseguente aumentato ricorso ai servizi ospedalieri. A fronte di tutto questo la mancanza di personale adeguato comporta ulteriore incremento dei carichi di lavoro con mancato rispetto dei periodi minimi di riposo. Per non parlare dei Pronto Soccorso in cui si aggiunge un moltiplicato rischio di contenziosi medico legali oltre che serie minacce per l’incolumità personale. Il tutto non confortato da adeguate retribuzioni che, in Italia risultano essere le più basse tra i paesi europei, oltre l’incombente minaccia di vedere ridotte le meritate pensioni.

Le soluzioni per ridurre il burnout, naturalmente, dovrebbero comprendere la modifica dei carichi di lavoro, con incremento del personale, la riduzione degli oneri burocratici, migliori retribuzioni e programmi di riduzione dello stress basati sulla consapevolezza. Ma queste soluzioni continuano ad essere incomplete perché ignorano il danno morale come principale motore del burnout. Tutto ciò porta ad una disaffezione per la funzione pubblica e ad una critica deriva verso i sistemi privati che forniscono maggiore sicurezza e migliori possibilità retributive.

Mi spiace chiudere l’anno con queste amare considerazioni, ma lo scopo è quello di essere di stimolo ad un recupero della funzione sociale e del sostegno che la Medicina Ospedaliera ha sempre dato al SSN, ciò che è sempre stata la primaria mission della FADOI.

A nostro sprone ci servano le parole scritte già tre secoli fa da un grande illuminista: “Non appena il servizio pubblico dovesse cessare di essere la cura principale dei cittadini, ed essi dovessero preferire di pagare di tasca loro, allora lo Stato sarà già prossimo alla rovina” (Jean Jacques Rousseau -1712-1778: “Discorsi sulle Scienze e sulle Arti. Sull’origine delle disuguaglianze fra gli Uomini.”)

Rifaximina-α per il trattamento della fibrosi epatica nei pazienti con epatopatia alcol relata (GALA-RIF): uno studio di fase due randomizzato, in doppio cieco e con controllo placebo. L’alcol, in tutto il mondo, è la principale causa di mortalità correlata al fegato. L’asse intestino-fegato è considerato un fattore chiave nelle malattie epatiche alcol- correlate. La Rifaximina-α migliora la funzione della barriera intestinale e riduce l’infiammazione sistemica nei pazienti, potrebbe avere anche un ruolo nella riduzione della fibrogenesi nei pazienti con malattia epatica alcol-correlata. Questo è quanto cerca di chiarire lo studio dei ricercatori del GALAXY and MicrobLiver Consortia che ci è proposto Sergio Di Fraia, Mario Venafro e Luca Fontanella.

Non sempre le bronchiectasie compromettono precocemente la funzione respiratoria, ma peggiorano comunque la prognosi.  Indagine sui fumatori. Le bronchiectasie negli adulti con BPCO sono associate a una maggiore mortalità. Tuttavia, non è noto se le sospette bronchiectasie, definite come accidentali nelle TC, siano collegate a un aumento della mortalità negli adulti con una storia di fumo e spirometria più o meno normale. Di questo si occupa lo studio che vi segnaliamo pubblicato sugli Annals of Internal Medicine.

Anemia nell’infarto e trasfusioni: restrittive o liberali? Le indicazioni alla trasfusione di globuli rossi rimangono controverse nei pazienti con IMA, perché se da un punto di vista meccanicistico la trasfusione di sangue può ridurre il danno ischemico, migliorando l’apporto di ossigeno ai tessuti miocardici e riducendo il rischio di reinfarto o morte, la somministrazione di sangue potrebbe provocare sovraccarico di volume, infezioni da immunosoppressione, trombosi da maggiore viscosità e infiammazione.

Ictus ischemico acuto: abbassare precocemente la pressione o non abbassarla? Uno studio cinese. È ben noto come in corso di ictus ischemico acuto si possano avere innalzamenti pressori molto marcati, per una serie di meccanismi che ben conosciamo. Ecco, quindi, l’eterno dilemma: intervenire o non intervenire?  Sappiamo che in quei primi momenti la perfusione nell’area grigia è principalmente sostenuta da forze emodinamiche.  Le linee guida dicono di non abbassare la pressione a meno che non sia veramente troppo elevata. Cosa sostiene questo studio cinese?

Botulino nel tremore isolato ed essenziale della testa. Il tremore essenziale è uno dei disturbi del movimento più comuni negli adulti, con una prevalenza di circa l’1% nella popolazione generale e dal 4 al 5% nelle persone di età superiore ai 65 anni e con effetti importanti quali l’isolamento sociale, la fobia, la depressione, e l’interferenza con il lavoro. Agenti che sono efficaci contro il tremore essenziale degli arti, come i beta-bloccanti, sono di solito meno efficaci contro il tremore del capo.  Anche la tossina botulinica di tipo A si è dimostrata valida in varia misura nel trattamento del tremore essenziale degli arti, ma su quello della testa non abbiamo risposte definitive. In questo studio sì è affrontato il problema, studiando l’efficacia e la sicurezza di iniezioni di tossina botulinica in pazienti con tremore isolato della testa.

Convulsioni post-ictus. Perché si verificano?  Come influenzano la prognosi dell’ictus? C’è differenza tra le crisi precoci e tardive in termini di eziopatogenesi e di prognosi? A queste e ad altre fondamentali domande cerca di rispondere la revisione sistemica e metanalisi pubblicata su JAMA Neurology che vi propone Giuliano.

L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI

I farmaci antipertensivi dovrebbero essere somministrati di routine di notte invece che di giorno? È un vecchio problema molto discusso da chi si occupa di ipertensione arteriosa. Vari studi affermano che una somministrazione prima del bed time protegga da un esagerato picco mattutino, responsabile di molti degli eventi cardiovascolari. Altri studi non lo confermano, anzi, anche in considerazione del fatto che generalmente la maggioranza dei farmaci antipertensivi ha una lunga emivita, affermano che non sarebbe necessaria l’assunzione ad un’ora precisa. L’importante è mantenere il ritmo assunto. Anche questa review, che ha analizzato alcuni studi al riguardo, non è dirimente e sembra propendere per la liberalizzazione degli orari, purché siano correttamente cadenzati.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Carbossimaltosio ferrico nello scompenso cardiaco con deficit di ferro. In letteratura esiste ancora incertezza sul ruolo della terapia sostitutiva con ferro per via orale o per via endovenosa in pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione d’eiezione, associato a carenza marziale. Alcuni studi hanno dimostrato un’efficacia della terapia endovenosa con ferro. Il NEJM ha ora pubblicato questo trial randomizzato in doppio cieco per provare a dirimere alcuni dubbi sulla validità della terapia del ferro carbossimaltosio somministrato per via endovenosa. Ce ne riferiscono i giovani della Puglia Antonino Noto e Fabiana D’Onofrio.

MEDICINA DI GENERE

Differenza di genere nel deterioramento cognitivo dopo uno stroke ischemico acuto. Il deterioramento cognitivo dopo ictus è una conseguenza comune dell’ictus ischemico ed è una delle principali cause di disabilità a lungo termine e di ridotta qualità di vita. Ma vi è differenza nelle donne e negli uomini? Tiziana Ciarambino e Angela Pepe ci riferiscono di questo lavoro pubblicato su Stroke in cui si affrontano tali problematiche e ne viene fuori un quadro piuttosto articolato.

SHORT REPORT

Dopo la “scoperta dell’acqua calda” … ecco la “scoperta dell’acqua salata. Dopo una serie di considerazioni con il caro Giuliano, mi è venuta l’idea di dare il via ad una nuova iniziativa su argomenti di grande praticità e da riportare in modo estremamente sintetico, proprio per incidere in modo più efficace sulla loro applicabilità. Partiamo proprio con un singolare lavoro presentato come poster al meeting annuale dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI), tenutosi ad Anaheim, California, dal 9 al 13 novembre 2023. Questo studio mi ha attratto per la facilità, l’economicità e la verosimile innocuità del regime terapeutico testato, oltre che per la insospettabilità dei risultati. In questo piccolo studio randomizzato, in doppio cieco e controllato, gargarismi e risciacqui nasali con acqua salata più volte al giorno sembrano essere associati a tassi di ospedalizzazione per COVID-19 significativamente più bassi.

L’ANGOLO ANÍMO

Valutazione dell’impatto dell’ecografia vescicale sulle infezioni del tratto urinario associate al catetere e sui costi sanitari: uno studio osservazionale pre-post. La Medicina e le Scienze infermieristiche stanno vivendo dei progressi epocali. Oggi l’ecografia non è più una metodica gestita da alcuni specialisti, ma viene comunemente adottata dagli internisti e, come dimostrato da questo studio, dagli infermieri, con notevoli vantaggi su risultati clinici ed economici. Questo bel lavoro di cui ci parlano Stefano Brovarone e Ignazia Lo Burgio è illuminante proprio in tale direzione.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • Rapporto della “Commissione Lancet” su DONNE, POTERE E CANCRO – 2023.
  • Non stupitevi, ma per la prima volta aggiungo un commento a questa rubrica e lo faccio per due motivi: il primo è che questo importante rapporto non è una vera e propria linea guida. Il secondo, ben più valido, è che esso è accompagnato da un ricco e significativo commento di Cecilia Politi, la nostra storica rappresentante istituzionale della Medicina di Genere e colei che ha dato il via a questo settore di FADOI, area in cui la Società è stata antesignana rispetto alle altre. Come dicevo in apertura, non è una linea guida, ma, ancor di più, è il trait d’union tra la Medicina di Genere e le Linee Guida. Potremmo definirlo come “un Documento Guida per la Medicina di Genere”. Assolutamente da non perdere, in uno con il commento di Cecilia.
  • Diagnosi e management delle infezioni causate da batteri multiresistenti. SIMIT, SITA, GISA, AMCLI, SIM – 2023.
  • Terapia con cellule CAR-T anti-CD19 nei linfomi B aggressivi. SIE Società Italiana di Ematologia, SIDEM, GITMO – 2023.

Ed ecco così completato il numero di Natale di aggiorn@fadoi.

Non mi resta, quindi, che salutarvi tutti con un abbraccio ed un sentito augurio di un sereno Natale e di un 2024 di pace per tutti, augurando che queste feste vengano godute nella gioia delle vostre famiglie o nelle “famiglie ospedaliere” per tanti di voi che le trascorreranno sul posto di lavoro.

Andrea Fontanella

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