Aggiorn@Fadoi numero 190 | 15 Settembre 2023

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

siamo a metà settembre e in quasi tutta Italia riaprono le scuole e per i nostri ragazzi inizia il periodo del loro principale impegno quotidiano.

In questi tempi violenti, in cui si osserva una grave caduta degli ideali, la scuola sempre più ha il compito e il dovere non solo di istruire, ma, soprattutto, di formare e, quindi, di affiancare i giovani nella crescita personale, guidandoli nella scoperta della propria identità e preparandoli ad affrontare il mondo esterno.

Tuttavia, in questo momento così importante vi sono delle serie preoccupazioni sulla diffusione che il Coronavirus sta realizzando in tutta Italia. Certo non ha la terribile virulenza del 2019, ma è pur sempre invalidante e non scevro da rischi. Nella prima settimana di settembre ci sono stati 21.316 casi, +52,5% rispetto alla settimana precedente (24-30 agosto). E temiamo che questa sia solo la punta dell’iceberg, perché numerose persone eseguono il tampone da sole e non compaiono in piattaforma. Questo dato, considerando la socializzazione che la frequentazione scolastica comporta, fa temere incrementi esponenziali dei contagi.

Ecco quindi, cari Colleghi ed amici che tocca ancora a noi dare il buon esempio e la necessaria informazione e motivazione dei nostri pazienti. Infatti, il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA ha raccomandato l’autorizzazione del vaccino Comirnaty adattato contro la sottovariante Omicron XBB.1.5. Il vaccino – noto con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5 – sarà utilizzato per prevenire COVID-19 negli adulti e nei bambini a partire dai 6 mesi di età. In linea con le precedenti raccomandazioni dell’EMA e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), gli adulti e i bambini di età pari o superiore a 5 anni in attesa di vaccinazione devono ricevere un’unica dose, a prescindere da un eventuale precedente ciclo vaccinale contro COVID-19. Il CHMP ha tenuto conto di tutti i dati disponibili su Comirnaty e le relative versioni adattate, compresi i dati di sicurezza, efficacia e immunogenicità. Inoltre, il CHMP ha valutato nuovi dati di laboratorio che mostrano una solida risposta del vaccino adattato nei confronti della variante XBB.1.5 e dei ceppi correlati del virus che causano COVID-19. La raccomandazione è stata prontamente accolta dall’AIFA e il vaccino sarà disponibile dal 25 settembre.

Ecco, pertanto, che come già mirabilmente abbiamo fatto in occasione della pandemia, prepariamoci anche noi ad effettuarla insieme a quella antinfluenzale e a fare adeguata campagna persuasiva sui nostri pazienti.

Dupilumab nella Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). In pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e infiammazione di tipo 2, come indicato dagli alti livelli di eosinofili nel sangue, già in terapia ottimizzata, l’aggiunta di Dupilumab s.c. si è mostrato superiore al placebo nel ridurre il numero di esacerbazioni, migliorare qualità della vita e funzionalità polmonare e alleviare i sintomi respiratori. È quanto dimostra questo lavoro pubblicato sul NEJM che ci presenta Ombretta Para.

Effetto combinato di encefalopatia epatica ed iposodiemia sulla mortalità dei pazienti cirrotici ricoverati. Sergio Di Fraia, Serena Vettori e Luca Fontanella ci segnalano questo interessante lavoro sull’effetto che iposodiemia ed encefalopatia epatica hanno sulla mortalità di pazienti cirrotici ricoverati. Sono due cattivi compagni che, insieme peggiorano di molto le cose.

Attività fisica e salute: ogni minuto conta! Anche poca è meglio che niente! Questo è il messaggio che ci trasmettono i due lavori magistralmente sintetizzati da Alberto Grassi.

Neuro infiammazione dopo COVID-19 con sintomi depressivi e cognitivi persistenti. Sintomi depressivi persistenti, spesso accompagnati da sintomi cognitivi, si verificano comunemente dopo la malattia da COVID-19. Nei pazienti con COVID-DC si sospettava la gliosi, un cambiamento infiammatorio, ma le misurazioni della gliosi non erano state studiate nel cervello per questa condizione. Ora questo studio, che con metodiche molto sofisticate ha cercato di valutare la presenza di gliosi in varie regioni del cervello, ci rivela   dei segnali inquietanti, ma anche delle prospettive terapeutiche.

Valore diagnostico e prognostico della risonanza magnetica cardiaca da stress in pazienti con diagnosi nota o sospetta di coronaropatia. L’utilità clinica della risonanza magnetica cardiovascolare con stress nel dolore toracico stabile è ancora dibattuta e, di fronte a un risultato negativo del test, non sono noti il periodo a basso rischio per eventi cardiovascolari e gli eventi successivi. Quest’ampia revisione e metanalisi si è proprio posta l’obiettivo di fornire una sintesi di dati quantitativi contemporanei dell’accuratezza diagnostica e del valore prognostico dello stress CMR nel dolore toracico stabile. I risultati sono molto interessanti e possono influenzare le prossime linee guida.

Cardiomiopatia da obesità (OCM): una sindrome distinta (e associata alla morte improvvisa). Lo studio evidenzia che i soggetti obesi che muoiono improvvisamente hanno una dilatazione patologica del cuore in assenza di altre patologie. Finora questo aspetto era poco conosciuto e quando nei riscontri autoptici si riscontrava ipertrofia cardiaca si dava la colpa a patologie concomitanti, spesso, ma non sempre, presenti. Invece ora sembra che sia proprio una sindrome a parte, e per giunta   associata alla morte improvvisa. In futuro, l’analisi genetica dei casi e follow-up dei parenti ci permetterà di chiarire ulteriormente qualsiasi suscettibilità genetica sottostante all’OCM o determinare se questa è puramente una condizione acquisita. Inoltre, la correlazione con il fenotipo clinico in pazienti viventi e associazione con gli esiti è obbligatorio.

L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI

Zilebesiran: un agente terapeutico di interferenza dell’RNA per il trattamento dell’ipertensione arteriosa. Come sappiamo, l’angiotensinogeno è il primo gradino del sistema renina-angiotensina-aldosterone. Agire sull’angiotensinogeno dovrebbe bloccare il sistema alla fonte. Inoltre, agendo con la nuova classe di farmaci siRNA, di cui abbiamo parlato nel recentissimo numero del 1° settembre, si potrebbero limitare le somministrazioni del farmaco a dosi molto diradate nel tempo, con notevoli guadagni in termini di compliance del paziente. Questo studio in fase 1 pubblicato sul NEJM, che ci propongono i colleghi della Campania, Michele Caturano, Lucia Agrelli e Gabriella Coppola, ci offre queste interessantissime prospettive.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Sicurezza del passaggio da un antagonista della vitamina K a un non-vitamina K Anticoagulante orale antagonista in pazienti anziani fragili con fibrillazione atriale: risultati del FRAIL-AF Randomized Controlled Trial. Nei pazienti con fibrillazione atriale non fragili di nuova diagnosi, i NOAC sono preferiti agli antagonisti della vitamina K perché negli studi di riferimento sono stati associati a un minor rischio di sanguinamento maggiore con efficacia simile per quanto riguarda la prevenzione dell’ictus. Ma negli anziani fragili? Questo è un grande problema, e il lavoro che ci segnalano i giovani Sara Rotunno e Marco Spadaro della Fadoi Lazio ci invita ad essere molto prudenti.

MEDICINA DI GENERE

Rischio cardiovascolare genere-specifico secondo lo spettro glicemico: uno studio inglese di popolazione. Tiziana Ciarambino e Angela Pepe ci propongono questo lavoro in pubblicazione su Lancet che descrive uno studio osservazionale di coorte utilizzando i dati dalla UK Biobank, che comprendeva 273.317 donne e229.081 uomini di età compresa tra 40 e 69 anni reclutati tra il 2006 e il 2019 2010 in Inghilterra, Scozia e Galles. Lo scopo era quello di valutare i rischi cardiovascolari nell’intero arco delle glicemie e le differenze di sesso in questo arco. È emerso che molto si può fare a riguardo.

L’ANGOLO ANÍMO

I fattori di rischio per lo sviluppo di infezioni del flusso sanguigno associate a catetere venoso centrale (CLABSI): revisione sistematica della letteratura e metanalisi. Nelle unità operative di Medicina interna è sempre frequente l’impiego di accessi venosi centrali, viste la fragilità dei pazienti e la complessità delle cure. Questa via di somministrazione non è però esente da rischi, in quanto una gestione non corretta dei suddetti presidi può portare allo sviluppo di colonizzazioni batteriche e nei casi peggiori setticemie associate a catetere. La prevalenza delle infezioni del sangue associate a catetere venoso risulta elevata, rappresentando pertanto un grave problema sanitario con conseguente aumento della mortalità e dei costi di degenza. Ignazia Lo Burgio e Riccardo Rocchi ci propongono questa revisione critica e metanalisi a tale riguardo pubblicata su PLoS ONE.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • Screening per il cancro del colon-retto negli adulti asintomatici a rischio medio: una dichiarazione di orientamento dell’American College of Physicians (Versione 2 – agosto 2023)
  • Linee guida OMS per proteggere i bambini dal marketing alimentare dannoso. (WHO Guideline 2023)
  • Linee guida OMS: effetti sulla salute dell’uso di dolcificanti: una revisione sistematica e una metanalisi. (WHO Guideline 2023)

Completato care Amiche e cari Amici, ora non ci resta che leggere.

Un caro saluto e un abbraccio a tutti voi.

Andrea Fontanella

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