Aggiorn@Fadoi numero 188 | 1° Agosto 2023

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

agosto inizia, molti di noi tornano dalle meritate ferie, tanti stanno per iniziarle, i più fortunati le continuano.

Naturalmente il popolo della Medicina Interna ospedaliera non si ferma mai, pur tra le enormi difficoltà dettate dalla inevitabile riduzione del personale, legata all’indispensabile necessità di concedere delle pause a chi compie un lavoro oneroso ed estenuante.

Come la survey FADOI ha ben messo in evidenza, causa ferie un terzo degli organici ospedalieri riduce quasi del 53% le attività ambulatoriali e nel 15% dei casi ne determina la chiusura. Per queste carenze rischia di essere compromessa la qualità dell’assistenza nel 56% dei reparti. Di conseguenza, per non portare al collasso i nostri nosocomi, quasi la metà dei medici aumenta i carichi di lavoro e la metà salta i turni di riposo settimanali, lo stesso dicasi per il personale infermieristico.

 Ma, naturalmente, neanche la FADOI e l’ANÌMO si fermano, anzi, continuano a crescere. Grazie al lavoro dei nostri Presidenti, di tutto l’Esecutivo e di tutti i Presidenti Regionali e dei loro Direttivi, si è ampiamente superato il precedente record di iscritti ottenuto a dicembre 2022. Siamo, oramai, a oltre 2800 iscritti, e mancano ancora cinque mesi alla fine del 2023 e numerosi sono i Congressi regionali che devono ancora svolgersi. Siamo, pertanto, fiduciosi che il numero di 3000 iscritti possa essere ampiamente raggiunto e superato.

Anche l’ANÌMO, col suo Presidente Letizia Tesei e il suo gruppo dirigenziale, non se ne sta certamente con le mani in mano; qualche giorno fa vi è stato, infatti, l’incontro ai massimi livelli FNOPI/ANÌMO sul tema della valorizzazione infermieristica in area medica, al fine di superare le vecchie logiche culturali e manageriali che non prevedono specializzazioni proprio in questo ambito, di massima complessità assistenziale.

Naturalmente aggiorn@fadoi, grazie all’incessante impegno di Giuliano Pinna e dei validissimi colleghi che collaborano alla sua stesura, continua il suo percorso, incurante del caldo afoso del sud e delle palle di grandine al nord. Eccovi, quindi, la sintesi del numero di agosto.

Insulina Icodec 1 volta la settimana. Nel numero del 1° aprile di aggiorn@fadoi il gruppo Fadoi Campania (Coppola, Modestino, Petrosino) ha riportato l’articolo pubblicato online su The Lancet Diabetes & Endocrinology di Frias e coll. in cui si evidenziava l’efficacia e la sicurezza della somministrazione basale settimanale dell’insulina BIF in pazienti con diabete tipo 2 precedentemente trattati con insulina basale giornaliera. La BIF si aggiunge   all’icodec, già in fase avanzata di studio e sulla quale sono stati recentissimamente pubblicati due lavori, uno su JAMA e l’altro sul NEJM, che vi proponiamo.  Entrambi i trial fanno parte del programma ONWARDS, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza dell’insulina icodec una volta alla settimana in diverse popolazioni e trattamenti di confronto.

Isolamento circonferenziale delle vene polmonari con o senza ulteriore ablazione dell’area a basso voltaggio nei pazienti anziani con fibrillazione atriale parossistica. Può sembrare un argomento di nicchia, ma questo lavoro di Chen e coll. riflette i dubbi che i nostri colleghi aritmologici interventisti hanno spesso sull’estensione dell’ablazione intorno alle vene polmonari. Lo studio, effettuato su una popolazione anziana con fibrillazione atriale parossistica, sembra piuttosto favorevole all’estensione dell’ablazione oltre l’isolamento circonferenziale delle vene polmonari alle aree a basso voltaggio, probabilmente più estesa nella popolazione anziana e fonte di aritmie.

Meropenem in somministrazione continua o intermittente nel paziente con sepsi? Il trial MERCY. Gli antibiotici β-lattamici sono i farmaci antibatterici più utilizzati: la loro efficacia è però correlata al tempo trascorso al di sopra della concentrazione minima inibente. Siccome vengono tipicamente somministrati in modo intermittente, la loro concentrazione plasmatica raggiunge inizialmente un livello di picco elevato, ma, a causa della loro breve emivita, questo picco è tipicamente seguito da una rapida diminuzione al di sotto del la concentrazione minima inibente. Ovviamente, periodi prolungati al di sotto della concentrazione minima inibente possono diminuirne l’efficacia, permettendo, potenzialmente, alla popolazione batterica residua di riprendere la crescita e promuovere la selezione di batteri resistenti. Non sarebbe, quindi, meglio una somministrazione continua? L’argomento è oggetto di dibattito e lo studio MERCY, uno studio internazionale che ha coinvolto anche centri italiani, cerca di dare delle risposte …quasi definitive. Ce ne parlano Filippo Costanzo e Giuliano Pinna.

Gli anticoagulanti orali diretti vs eparina a basso peso molecolare nella recidiva del TEV in pazienti oncologici. Emiliana Marrone, Giovanni Papa, Maria Gabriella Coppola della FADOI Campania ci riferiscono sullo studio CANVAS (Cancer Related VTE Anticoagulation Strategies) che si è posto lo scopo di dimostrare l’efficacia   e la sicurezza dei DOAC nei pazienti oncologici che sviluppano un tromboembolismo venoso, confrontato con l’eparina basso peso molecolare, che rimane la raccomandazione principale delle linee guida ASCO 2020. Considerate le difficoltà della somministrazione dell’eparina a basso peso molecolare, sarebbe molto importante poter disporre di un presidio terapeutico molto più accettato dai pazienti

Trattamento preoperatorio del cancro rettale localmente avanzato. L’irradiazione pelvica più la chemioterapia sensibilizzante con fluorouracile (chemio-radioterapia) per il cancro del retto localmente avanzato riduce il rischio di recidiva locale al di sotto del 10% ed è considerata lo standard di cura fin dagli anni 90. Tuttavia, essa è associata ad effetti collaterali a breve e lungo termine che possono influire negativamente sulla qualità di vita anche dei pazienti guariti.  Dal 2004, però, a seguito di trial molto importanti, si è cominciato a pensare ad applicare la chemioterapia prima dell’intervento, e non dopo. In particolare, la terapia con FOLFOX (fluorouracile, acido folinico ed oxaliplatino), tanto che Schrag e coll hanno provato ad indagare se un trattamento neoadiuvante con FOLFOX potesse consentire addirittura l’eliminazione della chemio-radioterapia senza aumentare il rischio di recidiva. Ce ne parla Luca Zanlari della FADOI Emilia-Romagna.

L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI

Individuati loci genetici associati al rischio di pre-eclampsia e disturbi ipertensivi della gravidanza. La preeclampsia è fenotipicamente ed eziologicamente eterogenea. Il disturbo si sviluppa spesso senza alcun evidente malfunzionamento placentare, e la predisposizione alla preeclampsia è probabilmente influenzata da molteplici fattori cardiometabolici sottostanti che modificano la risposta allo stress indotto dalla gravidanza. È probabile che la preeclampsia consista di diversi sottotipi con eziologie diverse.  La sovrapposizione dei fattori di rischio genetici tra preeclampsia e disturbi correlati potrebbe essere un sottotipo specifico, con alcuni sottotipi che condividono più caratteristiche con malattie ipertensive e altri che sono più strettamente legati a disturbi dello sviluppo placentare.

MEDICINA DI GENERE

Diversità di genere e morfologia del cervello negli adolescenti. Si   discute molto (forse troppo e in modo sbagliato, spesso ipocrita e pruriginoso) della diversità di genere, che in pratica significa non riconoscersi nel sesso assegnato. Sicuramente influiscono fattori sociali familiari, predisposizioni genetiche. Ma c’è differenza nella morfologia del cervello che si riconosce di genere “diverso” dalla morfologia di coloro che non riconoscono di avere questa diversità di genere? Tiziana Ciarambino e Angela Pepe ci riferiscono su questo attualissimo argomento affrontato da JAMA.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Grande dibattito: acetazolamide in aggiunta ai diuretici dell’ansa in prima linea nel trattamento dello scompenso cardiaco. Pro e contro. Claudio Marone e il team giovani della FADOI Campania si sono cimentati in questa difficile sintesi di tre studi randomizzati che sono stati proposti per associare nuove molecole ai diuretici dell’ansa usati come terapia base dello scompenso cardiaco: ADVOR, CLOROTIC, EMPULSE. E su tutto questo il ruolo dell’acetazolamide in aggiunta ai diuretici dell’ansa.

L’ANGOLO ANÍMO

Assistenza infermieristica per i pazienti con cirrosi. Attualmente gli infermieri svolgono ancora un ruolo limitato nella cura dei pazienti con cirrosi, principalmente incentrato sulla gestione di chi è ricoverato per complicanze acute della malattia. Lo studio in questione esamina i ruoli consolidati e quelli potenziali, nuovi ed innovativi, che gli infermieri possono svolgere nella cura dei pazienti con cirrosi. Gli infermieri specializzati in cure epatiche, dovrebbero diventare parte integrante dei team interprofessionali, contribuendo al miglioramento della qualità delle cure e degli esiti. È quanto afferma questa revisione del Journal of Hepatology che ci propongono Natale Cosentino e Ignazia lo Burgio.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  1. Linee guida ESH 2023 (sviluppate da ESH con ERA- ISH)
  2. Linee guida degli US Centers for Disease Control and Prevention (CDC) per la prescrizione di oppioidi, 2022: necessità di integrare il dosaggio di riferimento con un processo decisionale condiviso.
  3. Linee guida di pratica clinica per la de prescrizione di oppioidi: sintesi delle raccomandazioni. (sviluppate da MIA 2023).

 

Tutto completato care Amiche e cari Amici, non mi resta che augurarvi una buona lettura e buone vacanze.

Andrea Fontanella

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