Aggiorn@Fadoi numero 183 | 1° Maggio 2023

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Care Amiche e Cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci finalmente al numero del 1° maggio che, come quasi sempre nel passato, epoca A.C. (Avanti Covid), ha fatto da apripista al Congresso Nazionale FADOI-ANÌMO.

Da sempre esso rappresenta l’evento clou delle nostre Società, ma, soprattutto, il nostro principale momento di incontro, di confronto, di socializzazione e, naturalmente, l’occasione per rinsaldare quello spirito amicale e di condivisione che ha sempre costituito la vera forza di fidelizzazione alle nostre società e che da sempre ha caratterizzato l’ambiente ospedaliero. Sarà il primo congresso della Presidenza Dentali e del suo Esecutivo, tutti avranno modo di conoscere nella sua funzione il nuovo Presidente, il più giovane dei Presidenti della Società e con lui il suo altrettanto giovane Esecutivo.

Tutto questo porterà una ventata di freschezza e di rinnovato entusiasmo. Delle caratteristiche e dell’impostazione del Congresso ho già avuto modo di parlare nella precedente presentazione di aggiorn@fadoi, ma quello che avremo modo di apprezzare in modo diretto sarà il suo contesto generale, che lo farà essere un Congresso più dinamico, certamente più ecologico, mirato a caratterizzare la necessaria evoluzione che dovrà subire il mondo della Sanità Pubblica italiana. Sanità, purtroppo, sull’orlo se non nel pieno di una crisi che si prospetta come un baratro profondo. Crisi certamente economica ma anche di valori etici e sociali, crisi di vocazione, indotta dal burnout e, quindi, dalla demotivazione. Comprensibile il disagio del personale, stremato dalla carenza di organico, da turni massacranti, dalla carenza delle risorse e dal mancato giusto riconoscimento, anche economico, del lavoro che svolge, dalla scarsità di tempo da dedicare alla comunicazione con i pazienti e con i loro familiari. L’omicidio della psichiatra Barbara Capovani è solo il più recente di una lunghissima sequenza di episodi violenti ai danni di medici e infermieri, che vanno dalle minacce a lesioni più o meno gravi. Il problema è internazionale, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità segnala che fra l’8% e il 38% degli operatori sanitari ha subito una forma di violenza fisica nel corso della sua carriera e che sono ancora più numerosi coloro che sono stati aggrediti verbalmente.

Questo è uno dei tanti problemi che la nostra Società, nella figura dei Presidenti, sta affrontando e deve affrontare sempre più nel confronto con gli organi istituzionali, affinché esso, insieme a tanti altri fattori, non si configuri come il principale motivo dello sfacelo della Sanità Pubblica.

Certamente su questo e su tante altre questioni, ci raffronteremo nel nostro meeting milanese.

Tasso di riscontro di adenomi in rapporto al rischio di cancro colorettale nei programmi di screening col test immunofecale. Pur avendo un’accuratezza elevata, la colonscopia non è un test perfetto: ha un tasso di errore dal 15% al 30% sulle neoplasie colorettali e un’elevata variabilità nel tasso di rilevamento dell’adenoma, considerato dagli endoscopisti lesione precancerosa. Integrando la colonscopia col test immunochimico fecale (FIT), si possono riscontrare maggiori percentuali di diagnosi di adenomi e, quindi, ridurre un rilievo successivo e più tardivo di carcinomi del colon retto. Uno studio italiano multicentrico ha affrontato questo argomento, con risultati piuttosto interessanti.

Anticorpi antifosfolipidi e malattie cardiovascolari. Quanto ne sappiamo? Gli anticorpi antifosfolipidi sono un gruppo importante ma eterogeneo di autoanticorpi che attivano cellule endoteliali, piastrine e neutrofili, tramite interazioni con fosfolipidi associati a cellule e a proteine leganti fosfolipidi, come la beta-2-glicoproteina I e la protrombina. Queste dinamiche sono coinvolte nell’interruzione dell’integrità vascolare mediata dall’infiammazione e nell’attivazione delle piastrine e delle vie della coagulazione, fattori che poi esitano nel rimodellamento del tessuto cardiovascolare e nella malattia aterosclerotica (ASCVD). Lo studio di Zuo e coll. pubblicato su JAMA ha mirato a determinare l’associazione tra anticorpi antifosfolipidi e futuri eventi ASCVD in una popolazione numerosa, razzialmente ed etnicamente diversificata, suggerendo, quindi, potenziali meccanismi alla base di un ruolo patogeno che alcuni anticorpi antifosfolipidi possono svolgere negli eventi ASCVD.              

Interruzione temporanea del trattamento rispetto alla continuazione dell’inibitore della tirosin-chinasi di prima linea in pazienti con carcinoma renale a cellule chiare avanzato (STAR): uno studio in aperto, di non inferiorità, randomizzato, controllato, di fase 2/3. Negli ultimi 15 anni sono stati compiuti importanti progressi nella terapia mirata del carcinoma a cellule renali avanzato (in pratica il carcinoma renale a cellule chiare), attraverso l’introduzione di inibitori della tirosin-chinasi, inibitori di mTOR e farmaci immunoterapici (in monoterapia o in combinazione con inibitori della tirosin-chinasi). I trattamenti mirati per i tumori avanzati vengono in genere continuati per molti mesi o addirittura anni. Considerando la loro tossicità, i benefici di sopravvivenza si ottengono a scapito di gravi impatti sullo stile di vita e sulla qualità della vita potenzialmente ridotta, con molti pazienti che subiscono una cattiva qualità della vita. Come per altre neoplasie, molti ricercatori sostengono che una vacanza terapeutica non sia dannosa ma piuttosto vantaggiosa in termini di qualità della vita e di spesa sanitaria. Questo studio di non inferiorità ha cercato proprio di stabilire se una tale opportunità sia percorribile nel carcinoma renale a cellule chiare in stadio avanzato.

Effetto di Sacubitril/valsartan vs Valsartan sul volume atriale sinistro in pazienti con Pre-Scompenso Cardiaco e preservata frazione di eiezione: lo studio PARABLE. Il pre-scompenso con frazione di eiezione conservata (pre-HFpEF) è comune e non ha alcuna terapia specifica a parte la gestione dei fattori di rischio cardiovascolare. L’obiettivo di questo studio irlandese, pubblicato su JAMA Cardiology e che ci presentano Sara Mangiacapra, Mariagrazia Nunziata e Maria Gabriella Coppola della FADOI Campania, è stato di indagare l’ipotesi che sacubitril/valsartan rispetto al solo valsartan riduca l’indice del volume atriale sinistro rilevato mediante risonanza magnetica cardiaca volumetrica in pazienti con pre-HFpEF. I risultati non sono proprio come ce li aspettavamo, però vi sono alcuni aspetti di interesse che sono da tenere in considerazione.

L’Idroclorotiazide previene i calcoli renali? Nei pazienti affetti da calcolosi renale è frequente il riscontro di ipercalciuria, considerata una possibile causa della formazione di calcoli, per cui da decenni si è cercato di sfruttare l’effetto ipocalciurico dei diuretici tiazidici. Ma gli studi eseguiti finora erano gravati da troppi bias per essere considerati attendibili, si in un senso sia nell’altro. Ora il NEJM ci propone questo trial multicentrico in doppio cieco, che Valerio Renzelli, Marco Spadaro e Sara Rotunno hanno sintetizzato.

Si può eseguire la trombolisi endovenosa in pazienti con ictus ischemico in terapia con DOAC? Le linee guida internazionali raccomandano di evitare la trombolisi endovenosa in pazienti con ictus ischemico che hanno assunto di recente un DOAC. Ma, a dispetto delle loro raccomandazioni, è poi vero che, dopo trombolisi endovenosa per ictus ischemico, l’uso recente di anticoagulanti orali diretti si associ ad aumentato rischio di emorragia intracranica sintomatica? Il gruppo DOAC-IVT Writing ha, quindi, eseguito un ampio studio di coorte retrospettivo e multicentrico, per rispondere a queste domande e, in particolare, per determinare il rischio di emorragia intracranica sintomatica associata all’uso di trombolisi endovenosa in pazienti con recente assunzione di DOAC, tenendo anche conto di quei pazienti in cui non era nota l’assunzione di anticoagulanti prima della somministrazione della trombolisi.

L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI

Fibrillazione atriale e ipertensione. L’ipertensione non controllata è il più importante fattore di rischio per lo sviluppo della fibrillazione atriale.  Si stima che le persone con ipertensione o che assumono farmaci antipertensivi abbiano una probabilità maggiore del 73% di andare incontro a una fibrillazione atriale. In studi epidemiologici o registri del mondo reale, l’ipertensione, a sua volta, è presente in più del 70% dei pazienti con fibrillazione atriale, e fino al 90% dei pazienti in studi randomizzati. La percentuale più alta di fibrillazione/flutter atriale per anno di vita aggiustato per disabilità è attribuibile all’elevata pressione sistolica, ma anche la pre-ipertensione e la rigidità aortica si associano a un aumento dell’incidenza di fibrillazione atriale. Tutto ciò in fondo non deve meravigliare, visto che l’ipertensione e la fibrillazione atriale condividono fattori di rischio e meccanismi fisiopatologici. Questo lavoro ha mirato a rivedere l’attuale letteratura sul rilievo della fibrillazione atriale e sulla sua gestione precoce negli ipertesi.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Lecanemab nella malattia di Alzheimer in fase precoce. Ilaria Ronga, Carmine Guerriero e Claudio Marone ci presentano questo lavoro pubblicato sul NEJM. Una delle possibili strategie per rimuovere gli accumuli cerebrali di beta-amiloide, tipici della malattia di Alzheimer, consiste nell’utilizzo di anticorpi monoclonali diretti contro queste sostanze, per favorirne l’eliminazione ad opera del sistema immunitario. Il primo anticorpo monoclonale di questo tipo è l’Aducanumab che è attualmente disponibile in USA dopo approvazione da parte della FDA ma che, tuttavia, ha trovato parere sfavorevole per la commercializzazione in Europa da parte dell’European Medicine Agency (EMA). Recentemente a questo si aggiunge un nuovo farmaco il Lecanemab, un anticorpo monoclonale umanizzato sviluppato dalle case farmaceutiche Eisai e Biogen, che lega con alta affinità le protofibrille di beta-amiloide solubile. Di questo ci parlano i nostri giovani collaboratori.

MEDICINA DI GENERE

Differenza sesso specifica nella relazione tra percentuale di grasso corporeo e rigidità arteriosa: risultati dello studio Fuzhou. Lo studio Fuzhou, uno studio cinese che parte dal presupposto che la percentuale di grasso corporeo dà una stima migliore del BMI del grasso corporeo. In esso si è indagata la relazione tra percentuale di grasso corporeo e velocità dell’onda di polso carotido-femorale, indice della rigidità arteriosa, insieme ad altri parametri, in rapporto al genere maschile e femminile e, quest’ultimo, prima e dopo la menopausa.  Lo studio ci viene proposto da Tiziana Ciarambino e Giuliano Pinna.

L’ANGOLO ANÍMO

Valutazione della salute del cavo orale nei pazienti con nutrizione enterale e parenterale a lungo termine: aspetti significativi dell’assistenza infermieristica. Ignazia Lo Burgio e Michela Piacentin ci ricordano che nel recente Global Oral Health Status Report, l’OMS ha evidenziato che quasi 3,5 miliardi di persone in tutto il mondo soffrono di malattie del cavo orale. La salute del cavo orale è quindi un fattore ancora sottovalutato che influisce sulla salute della popolazione e sulla qualità della vita. Il trattamento nutrizionale enterale o parenterale può essere fornito sia a breve che a lungo termine e la valutazione infermieristica della salute del cavo orale è fondamentale per garantire un’assistenza di qualità. Di questo ci parla il lavoro di Terech-Skóra che ci propongono le nostre due collaboratrici.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  1. Dichiarazione di consenso degli esperti SCAI/HRS sulla chiusura transcatetere dell’auricola dell’atrio sinistro, 2023.
  2. Variabilità pressoria. Aspetti clinici e metodologici e indicazioni per il trattamento. Position paper 2023 della Società Europea dell’Ipertensione.
  3. Migliore gestione dei pazienti con mal di gola acuto. Un’analisi critica delle evidenze attuali e un consenso di esperti di diversi paesi e tradizioni, dall’incontro annuale del North American Primary Care Group, novembre 2022.

 

Ecco fatto care Amiche e cari Amici, vi saluto come sempre affettuosamente e so che tra pochissimi giorni incontrerò tantissimi di voi.

Buon Congresso FADOI ANÌMO 2023.

Andrea Fontanella

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