Aggiorn@Fadoi Numero 163 | 1° Giugno 2022

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

1° giugno e primo numero di aggiorn@fadoi dopo il trionfale Congresso Nazionale, il primo completamente in presenza della Presidenza Manfellotto … e anche il suo ultimo da Presidente. Numerosi sono i motivi che attestano il successo di questo Congresso: l’alta qualità delle relazioni, l’estremo interesse dei contenuti, la grande importanza degli incontri istituzionali, con la presenza diretta di tutti i vertici dele Istituzioni sanitarie: ISS, AIFA, AgeNaS, FNOMCEO, FISM, precedenti Ministri della Salute, istituzioni Universitarie, grandi firme del giornalismo ed il saluto del Ministro Speranza. Con essi la FADOI, soprattutto nella figura del suo Presidente, ha potuto confrontarsi, sottolineare l’attuale criticità dell’assistenza sanitaria, avanzare proposte operative e, soprattutto, dare rilievo all’enorme peso che la Medicina Interna ha nel cuore dell’Ospedale, che è e deve essere il centro del “villaggio sanitario”. Il Congresso è stato onorato dalla presenza del Professor Giorgio Parisi, Nobel per la fisica, cui la FADOI ha attribuito l’Award per la ricerca, per i suoi studi sui sistemi complessi, in uno straordinario parallelismo con la complessità dei pazienti di Medicina Interna. Ancora un altro evento ha dato a questo Congresso un assoluto rilievo, ed è stata la ratifica, da parte dell’Assemblea di Andrea Montagnani a Presidente Eletto della prossima Presidenza Dentali.

Mi si conceda ora un’ultima annotazione e un plauso (visto che per la mia posizione non ho alcun conflitto di interessi): io non sono mai riuscito a decodificare se sono gli uomini a fare la storia o i tempi della storia a fare gli uomini per i suoi tempi. Certo è che ci sono gli uomini per i tempi di pace e quelli per i tempi di guerra, in ogni caso succede che si trovino sempre gli uomini giusti per i tempi giusti. Mai come in questo terribile periodo pandemico persona più giusta di Dario, che con la sua capacità comunicativa, assolutamente giornalistica, e la sua penetrabilità mediatica, ha tenuto fortemente viva ed attiva la presenza della FADOI nell’ambito Sanitario ed istituzionale, valorizzando la figura dell’Internista ospedaliero. Mon Général, lo Stato Maggiore e l’Esercito FADOI ti ringraziano.

Ecco ora i contenuti di aggiorn@fadoi.

L’herpesvirus umano 6A è un fattore di rischio per la sclerosi multipla. Nonostante sia stata scoperta più di un secolo fa, l’eziopatogenesi della sclerosi multipla è ancora parzialmente sconosciuta. Allo stato attuale, si pensa che fattori ambientali sviluppino un’anormale risposta immunitaria in individui geneticamente suscettibili. Uno dei fattori ambientali più studiati è rappresentato dai virus e, in particolare, gli herpesvirus. In primis il virus di Epstein-Barr (EBV), di cui abbiamo già riferito nel numero del 1° marzo ca, e l’herpesvirus umano 6A/B (HHV-6A/B) – o retrovirus endogeni umani (HERV). In questa revisione viene analizzato il ruolo dell’herpesvirus umano (HHV)-6A o HHV-6B, comunque ancora controverso, e in particolare il ruolo della sua forma 6A.

Sclerosi laterale amiotrofica: recenti progressi nella diagnosi e nella prognosi. Lancet Neurology ha pubblicato due lavori di Goutman e un editoriale che ci aggiornano sullo stato dell’arte della sclerosi laterale amiotrofica. Da un articolo, improntato soprattutto su difficili argomenti di genetica, Giuliano ha estratto solo gli aspetti terapeutici, mentre per l’altro si è concentrato su alcune tabelle esplicative e di facile consultazione.

L’efficacia e la sicurezza dell’alimentazione con sondino nei pazienti con demenza avanzata: una revisione sistemica e uno studio di metanalisi. Antonio Brucato ci propone questa metanalisi di Lee e coll. in cui si conferma che l’alimentazione tramite sondino enterale (soprattutto con la PEG) nei pazienti con demenza avanzata non solo non è utile, ma può essere pericolosa ed è associata ad un tasso di mortalità maggiore. Su questo aspetto non c’è unanimità, almeno nella pratica clinica (le linee guida sono invece abbastanza concordi), ed ecco che ancora una volta la linea tutta internistica di personalizzare l’approccio terapeutico sul malato si dimostra l’unica via veramente razionale.

La metformina assunta dal padre può generare alterazioni genetiche nella prole? Non si pensa mai ai padri nelle complicazioni di figli di diabetici. Tutti noi siamo attentissimi alle terapie che assumono le madri, soprattutto durante la gravidanza, ma ben poco alle terapie che assumono i padri. Eppure, i padri forniscono ai figli il 50% del DNA. Questo lavoro pone l’attenzione su uno dei farmaci più usati nella terapia di prima linea contro il diabete, la metformina: può essere responsabile di malformazioni fetali, quando usata dai padri nel periodo della maturazione degli spermatozoi?

Fenofibrato nella retinopatia diabetica. Da anni si ritiene che il fenofibrato possa giovare alla retinopatia diabetica, ma non tutte le Società di Oftalmologia ne sono concordi. Anche perché retinopatia diabetica è un termine generico, che comprende varie manifestazioni, né si sa bene su quale di queste manifestazioni il fenofibrato agisca. Questo studio molto ampio, ricavato dal database di una importante Società Assicurativa americana, distingue tra le varie forme di retinopatia diabetica e giunge alla conclusione che il fenofibrato non agisca su tutte allo stesso modo ma che vi siano delle differenze di efficacia a seconda delle varie forme di retinopatia diabetica.

Gli inibitori della fosfodiesterasi fanno male alla vista? La revisione che Giuliano ha “scovato” su JAMA Ophthalmology ci avverte sulla possibilità che un’assunzione poco controllata di inibitori della fosfodiesterasi 5 possa davvero provocare complicazioni visive, rare ma non trascurabili e persino molto pericolose.  Bisognerà tenerne conto nella nostra pratica quotidiana, e ne dovranno tenerne conto anche i ricercatori, soprattutto in previsione di studi al riguardo che prospettano l’uso, ovviamente in formulazioni selettive, di questi inibitori nella terapia dell’ipertensione arteriosa.

Prevalenza dell’ipertensione grave nei ricoverati e risposta pressoria agli antipertensivi. L’aumento della pressione arteriosa nei pazienti ambulatoriali è associato a un aumento del rischio di esiti correlati a malattie cardiovascolari, come ictus, infarto del miocardio e malattia coronarica, ma il trattamento dell’ipertensione grave in degenza, in assenza di danno d’organo bersaglio acuto, non è attualmente diretto da linee guida.

MEDICINA DI GENERE

Disabilità, salute mentale, orientamento sessuale e identità di genere: comprendere l’iniquità sanitaria attraverso esperienze e differenze. Tiziana Ciarambino e Desirèe Addesi ci propongono un argomento piuttosto controverso, affrontato da Health Research Policy and System. L’esperienza soggettiva dello stigma sociale rappresenta la base comune della disabilità, della salute mentale, dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale. L’idea del “differente” è la chiave per capire il problema dell’iniquità sanitaria e, dunque, il riconoscimento e la rappresentazione di queste differenze è necessaria per mettere in atto un sistema sanitario inclusivo.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Sintomi depressivi e rischio di incidenza di insufficienza cardiaca in uno studio di coorte di comunità del Sud Est degli USA. Lo studio SCCS. Martina Bottiglieri, Antonietta Vitale, Fulvio Cacciapuoti, Maria Gabriella Coppola ci propongono questo studio, pubblicato su JACC, in cui si sostiene che una valutazione dei sintomi depressivi può essere molto utile nel prevenire il rischio di scompenso cardiaco. La depressione è un fattore di rischio spesso trascurato, ma importante, con implicazioni fisiopatologiche molto suggestive.

L’ANGOLO ANIMO

Impatto delle chiamate di follow-up sulla riduzione delle riammissioni a 30 giorni nei pazienti con ictus. Il tasso di riammissione in ospedale a 30 giorni è un indicatore importante della qualità dell’assistenza. Le riammissioni entro i primi 30 giorni dalla dimissione possono derivare da una progressione della malattia del paziente, ma anche da una cura inadeguata del problema sottostante o da un coordinamento inadeguato dell’assistenza dopo la dimissione stessa. I pazienti con ictus sono stati identificati come “gruppo a rischio di riammissione” a causa di complicanze tipo infezioni e ictus ricorrenti, altamente associati ad aumento della mortalità, costi sanitari e peggioramento della qualità della vita. Comprendere le cause più comuni delle riammissioni a 30 giorni può aiutare nello sviluppo di interventi mirati ad agire sulle cause stesse.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • Linee Guida EASL sulla prevenzione e la gestione del sanguinamento e della trombosi nei pazienti con cirrosi epatica, proposte da Luca Fontanella con Chiara Giorgione e Maria Schiano di Zenise
  • Cancro dell’endometrio, proposta da Giuliano Pinna   
  • Trattamento delle lesioni spinali, proposta da Giuliano Pinna.

Questo è quanto carissime Amiche e Amici.

Una buona lettura e un caro saluto a tutti voi!

Andrea Fontanella

Presidente Fondazione FADOI

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