Aggiorn@Fadoi 152 | 15 Novembre 2021

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

siamo alla metà di novembre e il Natale si avvicina. In Italia negli ultimi sette giorni vi è stato un incremento percentuale del 26,3% di nuovi casi, attualmente tutti positivi, un aumento del 13,4% dei ricoverati con sintomi, del 15,6 % dei ricoverati in Terapia intensiva, del 23,2 % dei pazienti in isolamento domiciliare. Il tasso di positività è al 13 novembre dell’1,58% contro l’1,37% di 7 giorni fa (+15,0%). Dati che devono farci pensare, se non preoccupare, pur considerando che l’effetto dei vaccini mitiga in modo importante il rischio di sviluppare forme gravi. Dobbiamo, però, anche tenere da conto che l’incremento delle positività continua a far circolare il virus e costringe all’isolamento sempre più persone, con danni economici, sociali, psicologici e quant’altro, specie nelle prospettive del vicino Natale. Restano totalmente scoperti di fronte al Sars-CoV-2 i troppi non ancora vaccinati con ciclo completo: al 12 novembre il 23,5% della popolazione italiana, ovvero 14 milioni di persone. Non è un caso che nelle ultime settimane il maggiore incremento dei casi (fonte ISS) sia stato rilevato nelle fasce di età tra 0 e 19 anni e, a seguire, 30-39 e 40-49: ovvero quelle con la copertura vaccinale più bassa. Così come non è un caso che il 57% dei ricoveri in area medica e il 70% di quelli in terapia intensiva (dati ISS relativi all’intero mese di ottobre) riguardi proprio i non vaccinati. Al di sotto dei 19 anni, nelle ultime settimane, si è concentrato un quarto delle nuove infezioni: un bacino di replicazione che deve essere contenuto non solo per arginare il virus, ma anche per limitare i casi clinici che iniziano a manifestarsi tra i giovanissimi (peraltro non indenni nemmeno dalle sindromi di “long Covid”). Questi sono i dati ufficiali e facilmente verificabili sul sito dell’ISS.

Che poi i NO-VAX e i NO-Green Pass vogliano credere alle fake-news, a dati falsati e pregiudiziali, purtroppo tutto ciò è difficilmente correggibile, in persone che vogliono prestare fede solo in ciò che pensano e che reputano intelligenti ed affidabili solo quelli che la pensano come loro. D’altra parte, la disinformazione è basata proprio sulla somministrazione di dati credibili ma fuorvianti. Una tattica tipica della disinformazione è quella di mescolare un po’ di verità con delle menzogne, ovvero di rivelare solo una parte della verità, spacciando questo come un completo quadro d’insieme. Ma noi prima di tutto dovremmo essere uomini di scienza e alla scienza e a chi ci studia sopra tutti i giorni dovremmo affidarci. 

In FADOI ed ANÌMO siamo tutti vaccinati, medici e infermieri, al 100%, e moltissimi hanno anche praticato la terza dose. In FADOI e ANÌMO siamo tutti convinti che quella del vaccino sia la strada giusta.

Il microbiota intestinale influenza il ritmo atriale? Causalità e speculazioni. Del microbiota ormai si parla da tempo e molte sono le proprietà (ma anche le speculazioni) su questo nuovo capitolo della Medicina, a conferma della complessità dell’organismo. Nel lavoro pubblicato dall’ European Heart Journal vengono analizzate le possibilità che il microbiota possa influenzare anche l’insorgenza della fibrillazione atriale.

Lombalgia cronica: confronto di non inferiorità tra due tipi di intervento cognitivo comportamentale: uno in un’unica sessione e un altro costituito da otto sessioni. Sembra un argomento di importanza secondaria, ma Il dolore cronico colpisce circa un terzo degli adulti a livello globale e la lombalgia cronica è la condizione di dolore cronico più diffusa provocando disabilità, costi e disagi sostanziali. I tassi di lombalgia cronica sono in aumento nonostante il progressivo uso di trattamenti medici come la chirurgia e la farmacologia.  La terapia cognitivo comportamentale eseguita in varie sessioni (in genere otto) è un provvedimento base nella lombalgia cronica, ma spesso è difficile da realizzare per molti motivi. Ecco che una terapia educazionale effettuata in un’unica seduta da parte di personale specializzato potrebbe rivelarsi utile e più facile da praticare. Questo studio di non inferiorità vuole appunto indagare questa possibilità.

Effetti della ripresa della terapia antiaggregante piastrinica dopo un ictus causato da emorragia intracerebrale. Quali sono gli effetti a lungo termine della ripresa della terapia antipiastrinica dopo un ictus emorragico in pazienti, appunto, già in terapia antiaggregante? Questo studio inglese, che è stato un’estensione dello studio RESTART, ha messo a confronto un gruppo in cui la terapia antiaggregante post ictus emorragico è stata ripresa e un gruppo in cui non lo è stata. I risultati? Non sono stati assolutamente determinati, ma leggiamo i limiti di questo studio nella recensione.

La fluoxetina dopo un ictus lieve moderato serve?  Lo studio AFFINITY. La depressione colpisce un paziente su tre dopo un ictus; quindi, logica vorrebbe che farmaci antidepressivi come la notissima fluoxetina possano servire. Eppure, i risultati di importanti studi sono contrastanti, e questo studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 1221 pazienti, ne esplora la possibile efficacia sulla depressione e sulla capacità di recupero motorio.

Midodrina per la prevenzione della sincope vaso-vagale. Il notissimo simpaticomimetico Midodrina potrebbe essere utilizzato sistematicamente, a dosaggi personalizzati, nella prevenzione della sincope vaso-vagale. Questo studio rigoroso dà dei risultati favorevoli.

Consumo acuto di alcol ed episodi di fibrillazione atriale. È ben noto come il consumo cronico di alcol favorisca la fibrillazione atriale, probabilmente per un rimodellamento dell’atrio. Ma l’insorgenza di fibrillazione atriale dopo un episodio acuto di cospicua ingestione di alcol è meno chiara. I pazienti spesso lo riferiscono, ma si tratta di segnalazioni personali, prive di validità scientifica. Ecco che Marcus e coll. hanno voluto confermare con un rigoroso studio scientifico, pubblicato sugli Annals Internal Medicine, l’attendibilità di queste ipotesi. Verificando se il consumo acuto di alcol (bere poche ore prima dell’episodio) sia indipendentemente associato ad un aumento del rischio di un discreto episodio di FA.

Associazione della terapia antineoplastica con la diminuzione dei tassi di infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti con cancro. Certe terapie anticancro utilizzate nei pazienti neoplastici rendono l’infezione da SARS-CooV-2 meno pericolosa?  In particolare, lo studio si è posto l’obiettivo di determinare se i pazienti con cancro trattati con potenziali composti antineoplastici che riducono l’ACE2 mostrino tassi di infezione da SARS-CoV-2 più bassi. I risultati sono interessanti.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Eventi cardiovascolari con il finerenone nell’insufficienza renale e nel diabete di tipo 2. Bloccare i recettori dell’aldosterone rappresenta una strategia terapeutica importante nell’insufficienza cardiaca e nell’insufficienza renale cronica. Tuttavia, gli antagonisti steroidei dei recettori dei mineralcorticoidi hanno un basso profilo di sicurezza a causa dell’alta incidenza di iperkaliemia, soprattutto in pazienti con IRC. È stata sviluppata una nuova generazione di farmaci antialdosteronici non steroidei che determinano un blocco selettivo dei recettori riducendo quindi effetti collaterali come l’iperkaliemia, rendendo così questi farmaci fruibili anche a pazienti con IRC. Questo trial pubblicato sul NEJM, e recensito dal gruppo giovani guidato da Sara Rotunno, ha valutato l’utilizzo dell’eplerenone in pazienti diabetici e insufficienza renale sugli outcome cardiorenali.

MEDICINA DI GENERE

Differenze tra sessi nel rischio genetico di ipertensione. Sebbene sia stato a lungo riconosciuto che la prevalenza dell’ipertensione aumenti con l’invecchiamento nelle donne e negli uomini, dati recenti hanno chiarito come le traiettorie della pressione arteriosa (BP) differiscano in base al genere. Tiziana Ciarambino, insieme a Giuliano, ci riferiscono di quest’ampia coorte di popolazione composta quasi equamente da femmine e maschi, nella quale gli AA hanno condotto un’analisi completa a priori sesso/specifica genoma-wide dei polimorfismi a singolo nucleotide per chiarire ulteriormente l’architettura genetica sottostante alle differenze di sesso nell’aumento della pressione arteriosa.

L’ANGOLO ANIMO

Ignazia Lo Burgio e Letizia Tesei ci propongono questo interessante lavoro dell’American Journal of Nursing: Le 4M di un sistema sanitario a misura di anziano. Per ridurre al minimo i rischi associati all’ospedalizzazione e migliorare i risultati per gli anziani e le loro famiglie, le organizzazioni sanitarie possono implementare il modello “4M”, un sistema sanitario a misura di anziano. Il framework 4M si basa su una serie di modelli di assistenza geriatrica esistenti e fornisce una struttura per aiutare gli infermieri e il team sanitario a organizzare l’assistenza.  Cosa sono queste 4M? Leggiamo la recensione.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • Uso appropriato dell’ecografia point-of- care nei pazienti ricoverati con dispnea acuta nei Dipartimenti di Emergenza o in Strutture Ospedaliere. Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians
  • Linee guida ESC 2021 sulla prevenzione cardiovascolare nella clinica pratica.
  • Update delle linee guida sulle indicazioni alla TAVI basato sulle linee guida 2020 AHA /ACC.

Fatto cari Amiche e Amici,
a tutti vuoi una buona lettura e il mio caro saluto.

 Andrea Fontanella.
Presidente Fondazione FADOI

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