Aggiorn@Fadoi 148 | 1° Settembre 2021

940

Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

bentrovati. Dopo un mese, ci incontriamo di nuovo per il classico appuntamento con aggiorn@fadoi. Cari amici, si riparte (anche se c’è chi non si è mai fermato), i nostri ospedali sono già colmi di pazienti abituali, e siamo ancora in estate, mentre sempre incombente è la minaccia della ripresa epidemica del COVID. La situazione epidemica in Italia sembra ancora reggere abbastanza bene, fatte salve alcune regioni in cui il rapporto tra casi positivi e regimi di ospedalizzazione comincia ad essere sfavorevole e le spinge con decisione verso il giallo, se non oltre. Il tasso di ospedalizzazione per COVID negli ultimi 30 giorni evidenzia come questo per i non vaccinati sia circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo. Analizzando allo stesso modo il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80, si osserva che negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati è ben dodici volte più alto dei vaccinati con ciclo completo mentre il tasso di decesso è undici volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo. I dati parlano da soli e rafforzano sempre più, ove mai fosse necessario, le nostre convinzioni sul favorevolissimo rapporto tra rischi e benefici della vaccinazione. Ma c’è ancora un altro aspetto che ritengo rilevante per noi Internisti Ospedalieri. Indipendentemente dal trend di contagio, la gente, oramai, sta un po’ imparando a convivere con questo virus, a prenderci sempre più confidenza. Ciò potrebbe forse significare che, ove mai ci fosse un nuovo picco di contagi, questo non spopolerà i nostri reparti dai ricoveri abituali, come è clamorosamente accaduto per le prime ondate del virus. Sicuramente questo ipotetico ma plausibile futuro, ci porterà a dovere revisionare le nostre strategie gestionali.

Staremo, comunque, a vedere, intanto godiamoci questo numero di aggiorn@fadoi che apre la nuova stagione.

 

Gli anticorpi anti-fattore piastrinico 4 (PF4) che causano la trombocitopenia immunotrombotica indotta da vaccino non cross-reagiscono con la spike-protein del SARS-CoV-2. In un paese di 60 milioni di direttori tecnici della nazionale e ora di 60 milioni di infettivologi, consigliamo di leggere questo studio, difficile per i non addetti ai lavori, ma assolutamente di rilievo per tutti noi. Ancora in corso di pubblicazione su Blood, esso dimostra, come dice il titolo, che gli anticorpi anti-fattore piastrinico 4 (PF4), responsabili della trombocitopenia immunotrombotica indotta da vaccino (VITT), non cross-reagiscono con la spike-protein del SARS-CoV-2. Quale è il significato di questa evidenza? Evidentemente lo sviluppo di anticorpi protrombotici PF4- dipendenti che attivano le piastrine è un fenomeno indipendente dalla risposta immunitaria contro la proteina spike SARS-CoV-2, che è altamente prevalente in questa popolazione di pazienti. Per comprendere, quindi, i meccanismi immunogenici della trombocitopenia immunotrombotica indotta da vaccino (VITT) forse dobbiamo cercare altrove.

Nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato l’aggiunta della metformina ai trattamenti tradizionali serve? Nell’era degli inibitori del checkpoint immunitario dopo chemio-radioterapia ha ancora senso inserire la metformina come fattore coadiuvante.  JAMA Oncology pubblica due trial che ne sentenzierebbero il fallimento, però l’editoriale ne evidenzia alcuni limiti, se non difetti, procedurali ed affermando, comunque, che, nonostante i risultati negativi di entrambi gli studi, è stato possibile estrarre preziose informazioni per la successiva progettazione di studi futuri.

Nuova terapia mirata per una variante del cancro del polmone non a piccole cellule approvata dall’FDA. Circa l’80%-85% dei tumori polmonari sono non a piccole cellule e la mutazione del gene EGFR è presente in circa il 20% dei tumori polmonari non a piccole cellule. Generalmente essa si osserva nei pazienti con adenocarcinoma, non fumatori e più frequentemente nelle donne rispetto agli uomini.
La delezione nell’esone 19 e le mutazioni puntiformi nell’esone 21 del gene EGFR sono quelle più frequenti, ma ne esistono altre più rare. Distinguere il tipo di mutazione è importante perché ha una ricaduta terapeutica. La FDA ha recentemente approvato una terapia per una di queste mutazioni più rare (2-3%). Può essere un argomento di nicchia, ma è bene che anche gli internisti ne siano informati.

Un nuovo marker prognostico nella fase prodromica e preclinica della malattia di Alzheimer. Una prognosi affidabile per le persone con malattia di Alzheimer è essenziale per i pazienti e per le famiglie al fine di pianificare il futuro, ridurre l’incertezza, aumentare la sicurezza e ottimizzare il processo decisionale medico.  È stata sviluppata una varietà di ligandi per tomografia a emissione di positroni (PET) che si legano con elevata affinità agli aggregati Tau formati nell’ AD. Essendo nota l’associazione tra aggregati Tau e i correlati neurofisiologici dei deficit cognitivi, questo studio pubblicato su JAMA Neurology ha indagato il valore prognostico della Tau-PET nel predire i cambiamenti cognitivi in soggetti affetti da m. di Alzheimer e ne ha confrontato l’attendibilità con la RM e con la PET amiloide. I risultati sono incoraggianti.

Ipotermia versus normotermia dopo arresto cardiaco extraospedaliero. Le linee guida internazionali raccomandano una gestione mirata della temperatura per prevenire il danno cerebrale ipossico-ischemico nei pazienti con coma dopo arresto cardiaco. La realtà è che, sebbene le linee guida raccomandino vivamente di mirare, nella gestione della temperatura, a un target costante tra 32°C e 36°C, le stesse linee guida affermano che l’evidenza complessiva è piuttosto scarsa. In questo trial sono state confrontate le due metodiche, ipotermia e normotermia e sembrano proprio confermarsi i dubbi sull’assenza di evidenze cliniche.

Consumo di caffè e tachiaritmie accidentali. Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo e le polemiche sulla sua eventuale tossicità non si placano. Infatti, le linee guida delle Società Scientifiche suggeriscono di evitare i prodotti contenenti caffeina, allo scopo di ridurre il rischio di aritmie, ma in realtà si sono basate su meccanismi presunti e su un piccolo studio osservazionale del 1980. In effetti, indagini più recenti non hanno dimostrato un aumento del rischio di tachiaritmia tra i bevitori di caffè. Al contrario, il consumo di caffè può avere molteplici proprietà benefiche, spesso attribuite ad effetti antiossidanti e antinfiammatori, ed è associato a ridotti rischi di cancro, diabete, morbo di Parkinson e mortalità totale.  Proviamo a vedere cosa ci consiglia questo ampio studio di coorte.

A mio parere, indipendentemente da tutti gli studi, ciò che vale nel vivere quotidiano è sempre quell’aurea mediocritas invocata dal nostro padre Orazio, oltre che dall’Etica Nicomachea di Aristotele: “in medio stat virtus”. Se poi bere una “tazzulella e’ café” serve per fumarsi una sigaretta, allora è un altro discorso.

Ibrexafungerp, un nuovo antifungino triterpenoide orale contro la Candida Glabrata. Sebbene la Candida Albicans sia la specie di Candida più diffusa nell’uomo, le infezioni da Candida Glabrata sono aumentate significativamente negli ultimi due decenni e sono ora una delle principali cause di candidemia negli Stati Uniti, contando più di un terzo di tutti i casi isolati, esse vanno dalle forme sistemiche superficiali a quelle potenzialmente letali. Le echinocandine e gli azoli sono in genere le terapie di prima linea utilizzate per trattare le infezioni causate da C. Glabrata; tuttavia, vi è una crescente prevalenza di resistenza a questi agenti antifungini.  Pertanto, esiste la necessità di nuove terapie che dimostrino elevata efficacia contro la C. Glabrata. Questo nuovo farmaco sembra essere assolutamente promettente e, oltretutto, ha il vantaggio di potere essere somministrato per via orale.

SPAZIO FADOI GIOVANI

Confronto di efficacia degli Inibitori di SGLT2 rispetto alle Sulfaniluree in pazienti con Diabete di Tipo 2. Roberto Losacco e Margherita Lordi, che fanno parte del gruppo aggiorn@fadoi giovani, animato da Sara Rotunno, ci propongono questo lavoro pubblicato su JAMA Int Med stimolati dal fatto che negli ultimi anni si è assistito all’emergenza di nuove classi di farmaci antidiabetici con meccanismi di azione molto diversi tra loro e che hanno dimostrato di ridurre non solo la glicemia ma anche le gravi complicanze cardiovascolari e renali ad essa correlate. In particolar modo, una nuova classe farmacologica, le Gliflozine, inibitori del co-trasportatore SGLT2, che riducono la soglia plasmatica renale per il glucosio e inducono glicosuria con conseguente riduzione della glicemia. In questo lavoro è stata valutata l’efficacia comparativa degli inibitori di SGLT2 rispetto alle sulfaniluree, associata al rischio di mortalità per tutte le cause in persone in terapia con metformina.

MEDICINA DI GENERE

Peso peri-concezionale delle nonne materne e rischio di iperattività/deficit dell’attenzione nei bambini. Tiziana Ciarambino ci propone un argomento forse marginalmente interessante per la medicina di genere ma molto originale: nella sindrome da iperattività e disturbi dell’attenzione del bambino ha importanza il peso della nonna (si, avete capito bene: la nonna) materna?  Pare proprio di si. E perché?

L’ANGOLO ANIMO

Ignazia Lo Burgio e Letizia Tesei ci propongono questo lavoro: Uscire fuori dagli schemi per indirizzarsi verso un’assistenza basata sui “punti di forza” del paziente. “Attualmente, l’intero sistema sanitario è incentrato su colui che presta assistenza, con politiche, modelli di finanziamento e risorse costruiti per la comodità e l’efficienza di coloro che forniscono assistenza piuttosto che di coloro che la ricevono…. Un approccio basato sui punti di forza del paziente si concentra sulle risorse e non sui deficit; su ciò che funziona rispetto a ciò che non funziona”.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  1. La terapia del diabete mellito di tipo 2 (SID, AMD) (SNLG-ISS 2021)
  2. Linee guida per il trattamento e la prevenzione dell’asma (Guida-GINA aggiornamento 2021)
  3. Antibiotici a breve termine nelle infezioni comuni (ACP 2021)

Fatto cari amici, buona lettura e un caro saluto a tutti coloro che sono tornati dalle ferie e si accingono a una nuova ripartenza e buone, meritate vacanze a coloro che ora si apprestano a farle.

Andrea Fontanella
Presidente Fondazione FADOI

Questo contenuto è riservato ai soci FADOI

FAI LOGIN CON IL TUO NOME UTENTE (E-mail) E PASSWORD, INSERENDOLI NEL MODULO SOTTOSTANTE

 

Se non sei ancora socio FADOI, puoi richiedere l'iscrizione cliccando QUI