Aggiorn@Fadoi 147 | 1° Agosto 2021

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci al 1° agosto, la gran parte dell’Italia è in vacanza, così come spero lo possa essere la maggior parte di noi. Certo in questo momento, la vacanza che maggiormente ci auguriamo è, appunto, la vacatio dalla perdurante e incombente pandemia dal Coronavirus, nelle sue morfeiche variazioni. Ma le mutazioni del virus non sono certo dei sogni, come accadeva al Dio Morfeo (come descritto da Ovidio nelle sue Metamorfosi), ma piuttosto degli incubi, in cui il virus, pur divenendo forse meno aggressivo, aumenta la sua velocità di contagio. La crescita dei contagi è assolutamente evidente, con l’unico dato positivo che tale incremento, ad andamento settimanale duplicativo, non ha ancora esercitato una pressione critica sugli ospedali. La guardia va tenuta assolutamente alta, perché nelle settimane a venire i livelli di occupazione potrebbero diventare alti e mutare i colori dell’Italia. Infatti, i nuovi parametri per decidere sui colori delle regioni si fonderanno appunto sui tassi di occupazione ospedaliera, basterà che questi ultimi arrivino al 10% nelle terapie intensive e al 15% in area medica per far scattare la zona gialla in una regione e, purtroppo, diverse regioni sono molto vicine a tali livelli. È di pochi giorni fa l’appello che il nostro Presidente Dario Manfellotto ha divulgato attraverso i canali dell’AIFA, portando la voce della Medicina Interna italiana che chiede più rigore. «Bene il certificato verde ma si deve osare di più. Una sola dose non basta. Perché gli studi dimostrano che senza un ciclo vaccinale completo purtroppo la variante Delta riesce a bucare in una misura importante i vaccini, anche se non con esiti gravi della malattia. Quindi – è l’appello del presidente FADOI – si approvi al più presto la modifica anche con la seconda dose e venga introdotto il green pass nei settori che sono stati al momento esentati, come i trasporti, perché la tutela della salute, che poi coincide anche con la nostra economia, viene prima di qualsiasi business».

Riportato un tale giusto ed accorato appello, passiamo alla presentazione.

Biomarcatori cardiovascolari nella discriminazione precoce dell’infarto miocardico di tipo 2. Sappiamo che l’infarto del miocardio tipo 1 (T1MI, rottura della placca ed occlusione coronarica) e tipo 2 (T2MI, discrepanza tra domanda e offerta di ossigeno) hanno meccanismi fisiopatologici diversi ed è, quindi, importante individuarli perché i trattamenti differiscono sostanzialmente e la sola troponina non basta per questo discrimine. Questo studio pilota, pubblicato su JAMA Cardiology, che ci propone Fulvio Cacciapuoti, ha testato l’ipotesi che nuovi biomarcatori cardiovascolari, quantificanti diversi percorsi fisiopatologici coinvolti nel T2MI, possano aiutare i medici a distinguere rapidamente T2MI da T1MI.  Anche se con risultati forse inferiori alle attese.

Frequenza della trombocitopenia e degli anticorpi anti FP4/eparina in pazienti con   trombosi del seno venoso cerebrale prima della pandemia. Questa era una sindrome quasi sconosciuta, anche se temuta quando somministravamo l’eparina, ma ora, con la pandemia, è l’incubo di quelli che assumono i vaccini a veicolo virale (Astra Zeneca e J&J). Questo studio retrospettivo che ci propone Mariagiovanna Di Palo conferma quanto già sapevamo, però ci fornisce dei numeri, dei dati, che possono esserci utili in un confronto tra le frequenze della trombocitopenia, trombocitopenia indotta da eparina e anticorpi anti FP4/eparina in pazienti con trombosi del seno venoso cerebrale precedentemente alla pandemia di COVID-19 con la situazione post vaccinale.

Un inibitore della transglutaminasi 2. Nuove speranze per i celiaci. L’unico trattamento disponibile per la celiachia è l’adesione per tutta la vita a una rigorosa dieta gluten free, una dieta difficile da mantenere (senza considerare poi che   solo il 50% dei pazienti ha un recupero della mucosa e spesso a 1 anno o più dalla diagnosi gli anticorpi non si sono ancora negativizzati). Una speranza proviene da questo inibitore della transglutaminasi 2, presentato in uno studio in fase 2, in cui a pazienti cui viene somministrata una bassa quantità di glutine e questo inibitore in tre dosi diverse, a seconda dei gruppi, viene eseguita la biopsia duodenale. I risultati sembrano incoraggianti.

Diverticolite acuta: quali antibiotici? Le diverticoliti acute non complicate sono sempre da trattare con associazioni di antibiotici già alla a prima occasione? Sappiamo che quella più utilizzata, metronidazolo/fluorochinolonici, è anche quella più sospetta di complicazioni, tanto che la FDA la consiglia solo se non se ne può fare a meno. Ma anche l’altra più utilizzata, amoxicillina/acido clavulanico, non è scevra di inconvenienti.  Questo lavoro pubblicato sugli Annals, e che ci propone Angela Pepe, apparentemente banale, ci dà, invece, molti suggerimenti pratici.

Conviene interrompere le statine negli anziani fragili in politerapia? Periodicamente torna il dibattito sulle statine: ha senso usarle dopo una certa età e in pazienti fragili, già politrattati? Sara Rotunno ci propone questo ampio studio osservazionale italiano che ha diviso un folto gruppo di pazienti anziani (quasi 30.000) fragili e politrattati in due bracci: uno che aveva   sospeso le statine, l’altro che non le aveva sospese, ed ha valutato outcome forti. Il risultato sembra assolutamente a favore della prosecuzione con le statine.

Lipoprotein(a), LDL-c e ipertensione come predittori della necessità di sostituzione valvolare aortica nell’ipercolesterolemia familiare.  La stenosi degenerativa della valvola aortica è la forma più diffusa di cardiopatia valvolare ed è la più comune indicazione per la sostituzione della valvola aortica chirurgicamente o via transcatetere. La stenosi della valvola aortica è stata ben descritta in pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote, ma il suo sviluppo e, in particolare, le sue sequele, sono meno evidenti nella forma eterozigote. Di questo si occupa lo studio che vi citiamo, anche in relaziona ad elementi predittivi di necessità di intervento quali ipertensione, LDLc e LP(a).

Denosumab o alendronato nella progressione della stenosi aortica calcifica. O nessuno dei due?  La stenosi aortica calcifica ha molti punti in comune con la formazione dell’osso scheletrico.  Agire, quindi, su quel sistema può impedire o almeno rallentare la progressione della malattia? Forse no, ma questo articolo è molto utile per farci capire questi aspetti fisiopatologici.

SPAZIO GIOVANI FADOI

L’MPI (Multidimensional Prognostic Index) come predittore di fallimento della NIV nei pazienti anziani con insufficienza respiratoria acuta. Marinella Tricarico ci propone un lavoro di ricercatori italiani in cui si sostiene che l’esecuzione dell’MPI, un indice prognostico multidimensionale, all’ingresso possa aiutare ad identificare i pazienti anziani con insufficienza respiratoria acuta  nei quali l’impiego della NIV può essere efficace nel ridurre la mortalità intraospedaliera e i ricoveri in terapia intensiva.

MEDICINA DI GENERE

Differenze di genere nel ritmo circadiano in pazienti con sindrome metabolica. Tiziana Ciarambino si è cimentata nella recensione di un lavoro di cronobiologia, argomento molto importante ma difficile da seguire per noi medici quando si introducono formule matematiche. Comunque, ancora una volta si dimostra la differenza di genere, stavolta nelle manifestazioni della sindrome metabolica.

L’ANGOLO ANIMO

Sviluppo di un programma   educativo alla dimissione attraverso l’utilizzo del teach back method nei pazienti con insufficienza cardiaca. Sappiamo tutti che è impellente la necessità di attuare interventi educativi efficaci alla dimissione al fine di migliorare la capacità di autogestione nei pazienti con scompenso cardiaco. Letizia Tesei e Ignazia Lo Burgio ci propongono questo studio, che ha proprio lo scopo di sviluppare un programma educativo utilizzando il metodo TBM (teach back method) al momento della dimissione per i pazienti con scompenso cardiaco.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  1. Linee guida in Cardioncologia, dal Sistema Nazionale Linee guida Istituto Superiore di Sanità
  2. Linee guida ACG sulla prevenzione, diagnosi e trattamento delle infezioni da clostridium difficile
  3. Trattamento dell’ipertensione arteriosa nei pazienti con malattia renale cronica non in dialisi. KDIGO (Kidney Disease Improving Global Outcomes) 2021

Fatto, cari amici di lavoro e di ombrellone (spero per me e per tutti),

buona lettura e cari saluti.

Andrea Fontanella
Presidente Fondazione FADOI

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