Aggiorn@Fadoi 143 | 1° Giugno 2021

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

eccoci arrivati al mese di giugno e noi siamo sempre più ottimisti. In Italia l’epidemia mostra evidenti segni di calo. In tre regioni, Friuli VG, Sardegna e Molise, gli ultimi dati hanno mostrato come da tre settimane consecutive vi sia un’incidenza sotto quota 50 casi ogni centomila (che a oggi è rispettivamente a 13, 12 e 17 casi per centomila), e che, oltre alla bassa circolazione del virus, i carichi ospedalieri sono a livelli minimi, questo ha fatto sì che esse, da lunedì 31maggio, siano divenute “bianche”. Stessa sorte toccherà, la settimana successiva, ad altre quattro regioni: Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto e, per fine mese ed incrociando le dita, tutta l’Italia sarà “bianca”. La fiducia in un risultato, certamente più stabile, di tale tipo ci è data dal modo in cui progredisce la campagna vaccinale. Trentaquattro milioni di dosi di vaccino sono state erogate e venti milioni di italiani sono oramai immuni. Minacciosa spina nel fianco, continuano ad essere le nuove varianti, tra cui la Vietnamita che, però, non si è ancora affacciata nel nostro paese. Essa sembra diffondersi nell’aria con una velocità superiore alle altre e contro la quale l’immunità acquisita con in nuovi vaccini non sembra fornire adeguata protezione. Ma tutti noi sappiamo che questo è un virus mutante cui dovremo adeguarci con nuovi vaccini, al pari di quanto succede con i virus influenzali. Ormai, però, abbiamo il now know, e vogliamo ben credere che non saremo più presi alla sprovvista. Altro nostro compito è adesso quello di intensificare l’attività di farmacovigilanza sui vaccini e segnalare eventi avversi, soprattutto evitando atteggiamenti allarmistici e impropri che molti medici commettono.

Ma di questo parleremo in una prossima occasione.

Antiaggregazione + DOAC al di fuori di specifiche indicazioni: davvero utile o pericolosa? Questione sempre attuale. È oramai sufficientemente acclarato come già l’aspirina in prevenzione primaria non venga sostanzialmente raccomandata se non in condizioni specifiche. Come valutare, quindi, il rapporto rischio/beneficio nell’associazione con gli anticoagulanti? Sappiamo che la combinazione di ASA con anticoagulanti orali può essere indicata per pazienti con determinati dispositivi (p. es., dispositivi di assistenza ventricolare sinistra) e per i pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e/o tromboembolia venosa che soffrano di sindrome coronarica acuta e/o sottoposti a intervento coronarico percutaneo, ma il rischio di sanguinamenti è sempre elevato. Questo rischio è stato soprattutto dimostrato nell’associazione aspirina/warfarin. Allo stato non è ancora chiaro se questo rischio sia analogo per l’associazione aspirina/DOAC. Lo studio che vi proponiamo cerca di fare un po’ di luce su questo problema o, comunque, di fornirci utili e pratiche indicazioni.

Aumento del peso dopo la cessazione del fumo: è un pericolo? Smettere di fumare riduce il rischio di malattie croniche importanti, aumenta l’aspettativa di vita e ne migliora la qualità. Nonostante questi vantaggi significativi, spesso smettere di fumare comporta aumenti di peso e del BMI. È noto come l’eccesso di peso sia un fattore di rischio riconosciuto per diversi problemi di salute, inclusi il diabete tipo 2, le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro, la BPCO, aumentando non solo la morbilità ma anche la mortalità. Tutto questo potrebbe inficiare il ben noto vantaggio ottenuto dalla cessazione del fumo. Su tali dubbi questo studio australiano ci da molte indicazioni.

USA: trombosi del seno venoso cerebrale con trombocitopenia dopo la vaccinazione con Johnson & Johnson. Pur essendo estremamente rara, la trombosi del seno venoso cerebrale, con un meccanismo finora imputato solo alla trombocitopenia autoimmune indotta da eparina (HIT), in cui si sviluppano anticorpi attivanti le piastrine, spaventa i medici e, soprattutto, quei pazienti (ormai stra-informati e dis-informati dai media) che si devono sottoporre ai due vaccini con vettore adenovirale, conosciuti comunemente come Johnson &Johnson e Astra Zeneca (già ampiamente diffuso in Europa). Infatti, questi, pur se in casi sempre estremamente rari e per motivi ipotizzati ma non conosciuti, si associano a trombosi trombocitopenica e trombosi del seno venoso cerebrale. In questo primo report pubblicato su JAMA, vengono riportati le caratteristiche cliniche e gli esiti dei primi 12 casi di trombosi venosa cerebrale riscontrati con il vaccino J&J nel primo mese e mezzo di somministrazioni, e le differenze con la stessa sindrome causata dal vaccino Astra Zeneca.

Ablazione transcatetere vs farmaci antiaritmici nella fibrillazione atriale parossistica come terapia di prima linea. Farmaci antiaritmici o ablazione transcatetere nella fibrillazione atriale parossistica come intervento di prima linea? Nei pazienti fibrillanti e scoagulati è sufficiente controllare la frequenza o è meglio cercare comunque di intervenire sul ritmo?  I farmaci antiaritmici non sono innocui (pensiamo al più efficace, l’amiodarone) ma anche l’ablazione transcatetere è gravata da complicazioni talvolta importanti. In questa metanalisi si è cercato di fare il punto della situazione, soprattutto cercando di superare i bias che hanno spesso falsato i vari studi che si sono occupati di questo problema.

Funzione sistolica ventricolare sinistra e incidenza di scompenso cardiaco in età avanzata. Lievi diminuzioni nella funzione sistolica, valutate sulla base della frazione di eiezione ventricolare sinistra e dello strain, sono associati al rischio di HF in età avanzata. Per stimare la funzione ventricolare sinistra le linee guida si basano solo su una FE <52% per gli uomini e <54% per le donne, ma questo potrebbe portare ad una sottovalutazione di elementi che si riveleranno invece importanti per la funzione sistolica nella tarda età. In questo importante lavoro vengono presi in considerazione anche altri fattori che ci possono aiutare nello screening di previsione di un futuro scompenso cardiaco.

Antiinfiammatori nella depressione dell’anziano. Esiste un sottotipo di depressione dell’anziano, finora poco noto, legato all’infiammazione, soprattutto l’infiammazione cronica di basso grado. Questa review, di cui la sintesi che Giuliano vi offre è per forza di cose estrema, percorre le vie fisiopatologiche che giustificano questa entità. Verrebbe ovvio dedurre che gli antinfiammatori possano servire, in queste occasioni, come antidepressivi. Ma siamo certi che sia proprio così? Leggiamo.

E-Health Standing Tall balance exercise per la prevenzione delle cadute nella popolazione anziana: risultati di un trial randomizzato a due anni. Questo è un problema spesso trascurato ma di primaria importanza. Come prevenire le cadute dell’anziano, anche di quello in apparente buona salute? Possono essere provati programmi di fisioterapia domiciliare, ma sono costosi e sostanzialmente inattuabili su larga scala. Precedenti studi hanno rilevato che le persone anziane preferiscono gli esercizi a casa e che l’inclusione di esercizi di equilibrio è associata a una maggiore aderenza, quest’ultima, però, è comunque bassa. Oggi la tecnologia digitale può fornire metodi coinvolgenti e ampiamente accessibili per   migliorare la motivazione a lungo termine e l’aderenza, a un costo relativamente basso.   Questo studio ha appunto utilizzato la tecnologia digitale: Standing Tall è un programma di esercizi per l’equilibrio basato su e-Health attraverso una app sviluppata utilizzando principi a misura del consumatore per garantire un’appropriata interfaccia utilizzabile dalle persone anziane. E i risultati sono di certo interesse.

MEDICINA DI GENERE

Differenze di genere nell’ipertensione arteriosa lungo il corso della vita. È noto come le donne differiscano dagli uomini nelle comuni manifestazioni delle malattie cardiovascolari e queste diversità sono l’espressione di precocissime differenze cardiovascolari prima nella fisiologia e dopo nella fisiopatologia. L’ipertensione arteriosa, uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare, non fa eccezione. Tiziana Ciarambino ci propone questo lavoro di Ji e coll., pubblicato su JAMA Cardiology, in cui vengono analizzate le differenze di genere durante il percorso della vita tra uomini e donne. Ed emergono dati piuttosto interessanti.

SPAZIO GIOVANI

Target di ossigenazione alti o bassi nel paziente con insufficienza respiratoria acuta ipossiemica. La giovane Internista Marinella Tricarico ci propone questo studio multicentrico pubblicato sul NEJM, programmato con lo scopo di valutare la mortalità a 90 giorni dei pazienti con IRA 1 nelle Unità di Terapia Intensiva trattati con minor frazione di O2 (FiO2) rispetto a quelli trattati con percentuali di O2 più elevate.

SPAZIO ANIMO

Affrontare il problema dell’ipoglicemia acquisita durante l’ospedalizzazione. Uno sforzo sostenuto dagli infermieri nell’integrare le tre attività inerenti alla gestione della terapia insulinica durante i pasti all’interno di un processo coordinato. Letizia Tesei e Ignazia Lo Burgio, ci propongono questo lavoro che parte dall’assunto che sia   possibile garantire anche nei setting ospedalieri, una gestione della terapia insulinica appropriata ed in linea con le indicazioni fornite dalle linee guida, integrando la corretta tempistica tra misurazione della glicemia, somministrazione dell’insulina ed erogazione dei pasti. Dimostrando come tutto questo possa ridurre sia l’incidenza di eventi ipoglicemici sia iperglicemici, migliorando le prassi organizzative.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  1. Screening per l’ipertensione negli adulti raccomandato dalla US Preventive Services Task Force
  2. Linee guida pratiche 2021 dell’European Heart Rhythm Association sull’uso dei nuovi anticoagulanti orali non Vit K antagonisti
  • Uso appropriato dell’ecografia point-of-care nei pazienti con dispnea acuta in pronto soccorso o in strutture ospedaliere: linee guida cliniche dell’American College of Physicians.

Ecco fatto care Amiche e cari Amici.

Un caro saluto ed una buona lettura

Andrea Fontanella

Presidente Fondazione FADOI

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