Aggiorn@Fadoi 137 | 1° Marzo 2021

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Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,

siamo al 1° marzo ed inizia il mese “pazzo” per antonomasia, la pazza Italia, già quasi tutta gialla, si sta coprendo di ampie macchie arancioni e di rossi puntiformi ma si consola con il bianco candido della Sardegna. Bravi amici Sardi (e mi rivolgo a tutta la Regione naturalmente), questo vuol dire avere metodo e rispetto per gli altri, questo vuol dire che ce la possiamo fare. Ci vuole meno presunzione, meno sicumera, meno ostentazione e più attenzione, più fiducia nelle regole e nella loro osservanza. Il piano vaccinale prosegue tra mille difficoltà organizzative e di disponibilità. La ridondante, confusa e, spesso, contraddittoria informazione che i media continuano a diffondere non fa che accrescere l’incertezza e la diffidenza tra la gente. Ormai le persone non si chiedono più quando si vaccineranno, ma quale vaccino faranno, cominciando a dubitare delle scelte e delle opportunità. Cari amici, noi ora abbiamo anche questa grande responsabilità, quella di restituire alla gente fiducia in ciò che tutte le Istituzioni sanitarie stanno faticosamente facendo in questa guerra alla pandemia. I vaccini, approvati dagli organi regolatori europei e nazionali, indipendentemente dalle inevitabili differenze che li caratterizzano, sono la principale arma per arginare se non per vincere la pandemia. Dobbiamo essere precisi, coerenti e documentati nell’informazione. Evitiamo ingiustificati pareri personali ed esprimiamoci solo su quello che è il certo. Documentiamoci sui dati verificati e, anche in questo, il sito FADOI è la fonte rigorosamente scientifica cui potere fare riferimento.

Ed è per questo che la FADOI prosegue nella sua instancabile opera formativa. Pertanto smetto di chiacchierare ed inizio a presentare.

Il ruolo della Troponina I nella previsione della mortalità intraospedaliera per sepsi o shock settico in Medicina Interna. Il punteggio SOFA-T. Questa volta giochiamo in casa: vi presentiamo il lavoro di uno dei nostri giovani più promettenti, Nicola Tarquinio, primo nome di questo interessante studio che valuta l’aggiunta della Tn1 al noto punteggio SOFA, per migliorare la performance prognostica nel paziente settico e predire con maggiore accuratezza la mortalità intraospedaliera. Da tempo il gruppo che fa capo a Nicola Tarquinio si occupa dell’argomento, e proprio con la presentazione di questo lavoro ha ricevuto il premio Serafino Mansueto in occasione dei FADOI Awards 2018.

Beta-bloccanti nel lungo termine dopo infarto miocardico in pazienti stabili, trattati in modo ottimale senza scompenso nell’era della riperfusione. Le attuali linee guida americane sostengono 3 anni di trattamento con Beta bloccanti (BB) dopo un evento di IMA, mentre le recenti linee guida della Società Europea di Cardiologia riconoscono la mancanza di prove per il trattamento con BB a così lungo termine, raccomandando l’inizio del trattamento con BB, ma indicando una valutazione individuale della durata caso per caso. In questo studio di coorte, utilizzando i registri nazionali Danesi, su pazienti affetti da infarto miocardico stabili e trattati in modo ottimale senza scompenso cardiaco, si è ipotizzato che il trattamento con BB a lungo termine oltre 3 mesi – nell’era della riperfusione – non migliorasse la prognosi cardiovascolare nei pazienti con infarto miocardico senza scompenso cardiaco. Bisognerà rivedere le linee guida?

Acido tranexamico nel trattamento precocissimo dell’emorragia subaracnoidea. Lo studio ULTRA Aggiorn@fadoi si è occupata in varie occasioni di acido tranexamico, in particolare con una bellissima “OPINIONE DELL’ESPERTO” di Marco Marietta nel 2017 (la si può rileggere nell’archivio del sito) in genere con riscontri favorevoli. Questo studio olandese sull’emorragia subaracnoidea però, pur rimarcando l’importanza del trattamento antifibrinolitico con acido tranexamico per la riduzione del ri-sanguinamento, non è riuscito a dimostrare un suo effetto benefico sull’outcome clinico a lungo termine. Forse per il fatto che nella maggior parte dei trial clinici l’effetto potenzialmente positivo di una riduzione del ri-sanguinamento venisse annullato da un concomitante aumento di un’ischemia cerebrale tardiva.

Rischio di ipertrattamento nell’iponatriemia con infusioni a bolo o continue. Le recenti Linee guida americane ed europee hanno raccomandato la somministrazione di soluzione salina ipertonica con boli piccoli e fissi invece dell’infusione continua: questo perché così si raggiunge rapidamente lo scopo, vi è meno rischio e non vi è necessità di particolari calcoli. Nonostante ciò, si continua a preferire l’infusione continua, anche perché le raccomandazioni delle linee guida si basano su piccoli studi clinici randomizzati, casi clinici con un basso numero di pazienti, e opinioni di esperti. Questo studio sudcoreano ha messo a confronto le due metodiche e, forse, potrà orientarci a un migliore algoritmo decisionale.

Elettrocardiogrammi multicanale ottenuti da uno smartwatch per la diagnosi dei cambiamenti del segmento ST. Sono di comune impiego gli smartwatch per registrare l’ECG in derivazione singola. Un nuovo apparecchio permette la registrazione dell’ECG in più derivazioni (ad eccezione dell’AVR, AVL e AVF) Lo studio ha voluto valutarne l’affidabilità nelle sindromi coronariche acute, rispetto ad un ECG classico a 12 derivazioni.

Evoluzione nell’uso degli antibiotici per il trattamento dell’appendicite non complicata. Negli ultimi dieci anni ci sono stati considerevoli dibattiti riguardo agli antibiotici da soli come opzione di trattamento dei pazienti con appendicite acuta non complicata. Recenti prove hanno suggerito che questa opzione possa essere favorevole. Ma gli antibiotici bisogna somministrarli endovena (con necessità di ricovero) o si possono somministrare anche per bocca, riducendo o annullando il ricovero? Leggiamo i risultati di questo studio, che ci sembrano abbastanza interessanti ma che richiede una accurata definizione diagnostica e prognostica.

Effetti sistemici dei corticosteroidi per via topica. Sappiamo bene quali siano i danni dell’uso prolungato dei corticosteroidi per via sistemica o inalatoria, meno sappiamo sul loro uso topico, per periodi prolungati e per vaste aree della cute, e se il loro effetto possa essere cumulativo, per non parlare poi della tachifilassi. Questo interessante studio pubblicato su JAMA Dertmatology e corredato da un editoriale, tende chiarirci alcune idee.

Il trattamento farmacologico della schizofrenia. Certamente non è nostra intenzione spiegarvi tutto sui neurotrasmettitori o sulle amine traccia (sarebbe schizofrenico), ma questa revisione dà un’idea dei nuovi orientamenti sulla terapia della schizofrenia e, in particolare, si ricollega a un articolo pubblicato nell’aprile 2020 sul NEJM che dà notizia di un nuovo farmaco con un nuovo meccanismo d’azione che sembra molto promettente nella terapia della schizofrenia con minori effetti secondari.

ULTIMO MINUTO

La Vitamina D ad alte dosi in singola somministrazione protegge contro la COVID-19? È stato suggerito che livelli sierici ottimali di 25-ldrossivitamina D possano avere proprietà immunomodulatorie e antinfiammatorie e che la somministrazione di un’alta dose di vit D possa essere di beneficio ai pazienti con COVID-19. In conclusione, somministriamo la vit D a tutti pazienti affetti da Covid-1? La realtà è molto più fumosa e incerta e questo recentissimo studio, in press, non sembra supportare tale ipotesi. Leggiamolo.

SPAZIO GIOVANI

Il microbioma nell’epatocarcinoma. Meccanismo, diagnosi e terapia. Il microbioma esercita funzioni essenziali nella salute e nella malattia, modulando i processi chiave del metabolismo, dell’infiammazione e dell’immunità. Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un’esplosione di conoscenze sul ruolo del microbioma intestinale in tale ambito, compreso il cancro del fegato. Una migliore comprensione del microbioma intestinale è ritenuta utile per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’HCC. Angela Pepe, una delle nostre giovani FADOI, tra le più promettenti, ci riferisci su una bella review in cui si affrontano proprio le influenze reciproche tra microbioma e carcinoma epatocellulare.

SPAZIO ANÌMO

Sfide comunicative in ambienti clinici ad alto contenimento. La maggior parte delle nostre Medicine Interne è stata dedicata a pazienti affetti da SARS -COV -2. Un tale paziente, portatore di un agente patogeno altamente contagioso e ad alto rischio, come quello del SARS COV-2 che causa sindrome respiratoria acuta grave, richiede al personale di indossare DPI che coprono l’intera superficie corporea. Con questi dispositivi può essere difficile comunicare. Letizia Tesei e Ignazia Lo Burgo ci propongono questo interessante lavoro in cui si descrive come un reparto abbia superato le barriere fisiche progettate per proteggere il personale da agenti patogeni altamente contagiosi, abbattendo invece, almeno in parte, le barriere comunicative. È bene che anche i medici lo leggano.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  1. Gestione non farmacologica e farmacologica del dolore acuto da lesioni muscoloscheletriche non lombari negli adulti: una line guida clinica dell’American College of Physicians e American Academy of Family Physicians
  2. Linee guida ESMO sul mieloma multiplo.
  3. Linee di indirizzo per la gestione da parte degli allergologi dei pazienti a rischio di reazioni allergiche ai vaccini per covid-19 (su proposta di Roberto Nardi)

Completato carissime Amiche e Amici e una buona lettura a tutti voi.

Andrea Fontanella

 

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